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Magnolie gialle

di Francesco Vignoli
  • Alberi
  • Piante
  • Magnolia acuminata – La madre di tutte le magnolie gialle
  • Magnolia x brooklynensis ‘Yellow Bird’
  • Magnolia ‘Elizabeth’
  • Magnolia x brooklynenesis ‘Hattie Cartan’
  • Magnolia ‘Yellow Lantern’

 

 

In America del Nord, ove è spontanea, Magnolia acuminata assume un portamento arboreo e può crescere fino a venti metri di altezza. In Europa non è mai stata presa in grande considerazione come pianta ornamentale per i giardini perché i suoi fiori piuttosto piccoli, sbocciano tardi, dopo l’emissione delle foglie ed hanno un colore verdastro giallognolo. Ma fu proprio quel giallo presente in quei fiori che indusse alcuni ibridatori americani ad utilizzarne il potenziale genetico per creare varietà di magnolie a fiore giallo puro e nell’Orto botanico di Brooklyn si lavorò a questo progetto sin dagli anni cinquanta.

 

Una ricerca al femminile 

La ricerca su M. acuminata anche se non in maniera del tutto esclusiva, fu molto al femminile. Eva Maria Sperber, Lola Koerting, Doris Stone ed Elisabeth Van Brunt sono state le donne che in vario modo, si sono interessate a questo progetto. L’obiettivo della ricerca era quello di ottenere magnolie a fiore giallo che fiorissero prima delle foglie, come fanno le varietà orientali. Con un paziente lavoro di selezione fu perciò esaltata la componente gialla di Magnolia acuminata depurandola del colore verde e dando vita ad un gruppo di magnolie chiamate Magnolia brooklynensis.

In seguito, queste furono incrociate con specie orientali e le fatiche furono presto ricompensate; la prima magnolia con fiori gialli, che appaiono prima delle foglie, sbocciò nella primavera del 1978. Era stata ottenuta incrociando un clone di Magnolia acuminata con M. denudata e fu chiamata ‘Elizabeth’ in onore di Elizabeth Van Brunt.

 

Come i cercatori d’oro

Gli ibridatori di piante, scoperto un filone nuovo, si comportano come i cercatori d’oro: scavano in tutte le direzioni possibili seguendo le vene più preziose o il loro istinto e questo delle magnolie gialle, è un filone ancora molto attivo. Ogni anno si ha notizia di nuovi ibridi dei quali sono decantate dallo scopritore le virtù. Occorre un po’ di tempo perché queste nuove varietà arrivino in commercio ma è davvero affascinante poter seguire una ricerca mentre questa è in atto.

 

Le varietà reperibili

In Italia sono disponibili già alcune varietà, poche purtroppo e reperirle comporta notevoli difficoltà; tuttavia quelle disponibili sono da considerarsi di provata rusticità al nostro clima e, nel nostro giardino, susciteranno curiosità e ammirazione.

Magnolia x brooklynensis ‘Yellow Bird’ – Ha i fiori giallo vivo quasi puro, piccoli, numerosissimi, che sbocciano tardi insieme alle foglie ma in maniera scalare; ha quindi, una fioritura molto lunga.

Magnolia x brooklynensis ‘Hattie Cartan’ - E’ una pianta dal portamento piramidale con fiori gialli, soffusi di rosa,  che sbocciano dopo le foglie.

Magnolia ‘Elizabeth’ – E’ una pianta vigorosa con fiori grandi, a coppa, lunghi fino 20 cm, di color giallo crema, che sbocciano in primavera prima delle foglie.

Magnolia ‘Gold Star’ - Ottenuta incrociando un clone di Magnolia acuminata con M stellata. E’ a tutti gli effetti, una magnolia stellata a fiore giallo.

Magnolia ‘Yellow Lantern’ - Ha fiori giallo limone che sbocciano prima delle foglie ed è un piccolo albero dalla forma più o meno fastigiata.

Magnolia ‘Yellow River’ - Ultima arrivata, ha fiori giallo crema che fioriscono prima delle foglie, ma ha una vigoria eccezionale tanto che va considerata un albero.

 

Esigenze colturali

Questi nuovi ibridi hanno le stesse esigenze colturali delle altre magnolie da fiore. Amano le posizioni soleggiate, riparate dal vento, e un terreno fresco e fertile, leggermente acido. Necessitano di buone concimazioni, anche con letame maturo, mentre le potature si devono limitare a mantenere in forma la pianta o togliere rami secchi o danneggiati.

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Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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