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Cercis chinensis

di Maurizio Vecchia
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  • C. chinensis Bunge ha fiori di un bel rosa carico che sbucano direttamente dalla corteccia all’inizio della primavera, prima dell’apparire delle foglie
  • C. chinensis Bunge ha fiori di un bel rosa carico che sbucano direttamente dalla corteccia all’inizio della primavera, prima dell’apparire delle foglie
  • C. chinensis Bunge ha fiori di un bel rosa carico che sbucano direttamente dalla corteccia all’inizio della primavera, prima dell’apparire delle foglie



 

Un piccolo ‘Albero di Giuda’ adatto a piccoli giardini

Pianta sorella ed affine alla più conosciuta Cercis siliquastrum (albero di Giuda), si differenzia da questa per il portamento cespuglioso, leggero ed elegante, per il colore dei fiori, più contrastato, e per le foglie dalla tonalità verde più intenso.

Quando acquistai l’esemplare che ho in giardino, un mio amico vivaista, vedendomi passare con la pianticella in mano, mi gridò di deporla e di lasciarla perdere: “È l’albero dell’impiccato!”

Risposi con un divertito sorriso e la caricai in automobile.

Il più conosciuto Cercis siliquastrum, e con esso gli altri appartenenti allo stesso genere, non gode  infatti di buona fama. La tradizione popolare vuole che a questo albero Giuda si sia impiccato. L’origine probabile di tale diceria è riconducibile al fatto che anticamente veniva chiamato, oltre che ‘Siliquastro’, anche ‘Albero di Giudea’, perché diffuso nelle zone mediorientali. Mi pare opportuno, a questo punto, riscattarlo riportando un’altra denominazione usata in particolare in Spagna: ‘Albero dell’Amore’, citata dal Durante, (autore di un famoso erbario cinquecentesco), tutt’ora in uso. Mi piacerebbe che così venisse chiamato anche in Italia.

Il Cercis chinensis è poco diffuso, nonostante abbia notevoli caratteristiche decorative, non inferiori certo a quelle della specie più comune, e sia adatto ai grandi come ai piccoli giardini.

 

Genere e specie:

Il genere Cercis (Leguminosae - Caesalpinoideae) comprende almeno sette specie, di cui l’unica europea è il C. siliquastrum. Altre sono asiatiche: C. chinensis (sin.: C. pauciflora), C. racemosa, C. yunnanensis; od americane: C. canadensis, C. occidentalis (sin. C. orbiculata, C. californica), C. mexicana, C. reniformis. La denominazione deriva dal greco kerkis: navetta da tessitore, spola, per la forma dei baccelli.

 

Caratteristiche botaniche

Sono piante decidue a portamento arboreo o cespuglioso, foglie intere, cordiformi, con nervature palmate. La fioritura avviene di solito prima dell’emissione delle foglie e direttamente sul tronco (caulifloria). Questa caratteristica è l’elemento più decorativo del genere. I fiori papilionacei sono riuniti in fitti mazzetti, a volte fino a ricoprire i rami scuri, contrastando piacevolmente con essi.

Il C. chinensis Bunge ha fiori di un bel rosa carico che sbucano direttamente dalla corteccia all’inizio della primavera, prima dell’apparire delle foglie. Queste ultime, lucide e tenere, copriranno i mazzetti di fiori appassiti man mano che questi cadranno. D’autunno, prima di staccarsi si coloreranno di giallo. Piccoli baccelli sottili compariranno poi al posto dei fiori.

Ha portamento a cono rovesciato con numerosi rametti sottili di colore grigio scuro.

Sono in commercio alcune varietà a fiore bianco come la var. ‘Alba’ e la var. ‘Shipobana’.

A fiore rosa vi è la var. ‘Don Egolf’, dalle foglie verde scuro e privo di baccelli, con mazzetti di fiori rosa brillante così fitti da ricoprire completamente i rami. Molto bella è la var. ‘Avondale’, mentre è adatta alla coltivazione in vaso e a piccolissimi giardini la var. ‘Nana’, dal portamento compatto.

 

La coltivazione

L’esposizione in pieno sole (o in ombra parziale in climi caldi) è la più adatta a questo arbusto di facile coltivazione. Sopporta climi secchi e terreni poveri ed asciutti. Si adatta anche a terreni acidi ed alcalini, purché siano ben drenati. Non richiede potature, salvo che per eliminare i danni causati dai geli severi.  La moltiplicazione di solito si effettua per seme. I piccoli esemplari, una  volta messi a dimora, non devono essere disturbati con successivi trapianti.

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