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Meli da fiore

di Paolo Cottini
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Ci sono piante che esprimono il meglio di sé nel corso di una sola stagione (la maggioranza); poi ve ne sono altre che, al contrario, sono attraenti tutto l’anno (la minoranza); ed infine altre ancora che giocano a nascondino per un paio di stagioni, allo scopo di riapparire in tutto il loro splendore nelle restanti due. I meli da fiore appartengono a quest’ultima categoria, che guidano in modo così deciso da mettere in imbarazzo i giornalisti specializzati, i quali non sanno se puntare sulle loro chances primaverili oppure su quelle autunnali. Noi abbiamo scelto la seconda strada, senza però ignorare la prima. In ogni caso, era e rimane un dilemma irrisolto: sono più graziose, leggiadre e spumeggianti le loro fioriture di aprile-maggio, o sono più intense, colorate e brillanti le infruttescenze di ottobre-dicembre? Un dilemma inesistente, si dirà a giusta ragione: perché dobbiamo scegliere fra due opzioni ugualmente ghiotte? Chi non ha alcuna difficoltà, infatti, è il giardiniere hobbista, il quale può approfittare a piene mani di questa sorta d’ambiguità del melo ornamentale, tanto comoda e vantaggiosa da far sembrare che il giardino riesca a mutare volto nel breve volgere di alcuni mesi. Acquisti uno e sfrutti due, insomma, il che non è poco di questi tempi.

 

Sono tutti nordisti

I meli da fiore sono un gruppo molto eterogeneo, formato da piante dotate di frutti che in natura raggiungono un diametro massimo di 5 cm. Si tratta di circa 25 specie, tutte originarie dell’emisfero settentrionale della terra, che si ibridano spontaneamente con facilità se vengono accostate fra loro, mantenendo un elevato grado di variabilità genetica. Ciò spiega perché si siano potute ottenere centinaia di varietà, sempre più belle e soprattutto sempre più robuste. In ogni caso, sia le specie naturali sia le varietà da ibridi sono piante altamente versatili, che fioriscono bene in terreni con pH 8, ma anche con pH 4, tollerando perfino un suolo fortemente compattato. Inoltre, esistono varietà che si adattano a qualsiasi giardino: alcune toccano i 15 m d’altezza, altre, invece, sono così piccole che si coltivano anche in grossi vasi. La chioma può essere arrotondata o aperta e bassa, ma anche piangente, con rami penduli carichi di fiori e meline molto decorative.

 

Il peso della parentela

Una delle cause che hanno determinato la scarsa diffusione dei meli ornamentali nei nostri giardini, è probabilmente legata ad un fenomeno di transfert negativo. In altre parole, siamo spesso portati ad attribuire al melo da fiore i “difetti” che sappiamo appartenere alla pianta da frutto (Malus domestica) che produce i noti e gustosi pomi: in primo luogo le malattie (e questo è vero, come vedremo), ma soprattutto un portamento disordinato e un fogliame non particolarmente elegante. Se pensiamo così, sbagliamo in pieno, in primo luogo perché anche i meli da frutto hanno una loro dignità ornamentale tutt’altro che disprezzabile, poi perchè le specie da fiore sono molto diverse sotto vari aspetti, in relazione sia al portamento sia alla piacevolezza del fogliame e dei frutti.

 

Gli orientali

Specie / Varietà

Dimensioni massime: altezza x ampiezza

Colore dei fiori

Foglie: forma e lunghezza massima

Frutti

Note

Malus baccata

15 x 12 m

Bianco

Ovali, 9 cm

1 cm, rossi/gialli

La var. mandshurica ha foglie più pelose

M. floribunda

10 x 10 m

Boccioli rossi, petali rosa

Ovate, 8 cm

2 cm, gialli

Corona compatta e fitta

M. hupehensis

12 x 12 m

Boccioli rosa, petali bianchi

Ellittiche, 10 cm

1 cm, rossi

I fiori sono profumati

M. toringoides

8 x 10 m

Bianco-crema

Lobate, 9 cm

1.5 cm, ovoidali, gialli

Fiori un po’ profumati

M. ‘Red Jade’

4 x 6 m

Bianco soffuso di rosa

Ovate, 9 cm

1.5 cm, ovoidali, rossi

Portamento piangente

M. ‘Red Sentinel’

7 x 7 m

Bianco

Ovate, 8 cm

2.5 cm, rosso-giallo / rosso scuro

I frutti sono lungamente persistenti

                     

 

Anche le foglie contano

Specie / Varietà

Dimensioni massime: altezza x ampiezza

Colore dei fiori

Foglie: forma e lunghezza massima

Frutti

Note

M. florentina

8 x 7 m

Bianco

Simili a Crataegus, 7 cm

1 cm, rossi

Forse un vecchio ibrido con un Sorbus

M. ioensis

5 x 4 m

Bianco rosato

Oblunghe, seghettate,10 cm

3 cm, verdi

Molto variabile in natura, con numerose varietà

M. x purpurea ‘Eleyi’

8 x 8 m

Boccioli rossi, petali bianchi

Verde-violaceo, 10 cm

2.5 cm, ovoidali, violetti

Forse la più bella fra le varietà a foglia scura

M. transitoria

8 x 10 m

Boccioli rosa, petali bianchi

Trilobate, 3 cm, gialle in autunno

8 mm, gialli con picciolo rosso

Spettacolare colorazione autunnale

M. trilobata

15 x 7 m

Bianco

Simili ad Acer, 9 cm

2 cm, rossi

Spettacolare colorazione autunnale

               

 

I frutti migliori

Specie / Varietà

Dimensioni massime: altezza x ampiezza

Colore dei fiori

Foglie: forma e lunghezza massima

Frutti

Note

M. ‘Evereste’

7 x 6 m

Boccioli rossi, petali bianchi

Ovali, 11 cm

2.5 cm, giallo-arancio soffuso di rosso

Gran quantità di frutti

M. x robusta ‘Joan’

7 x 6 m

Bianco

Ellittiche, 10 cm

3.5 cm, scarlatti

Tra i frutti più grandi

M. x zumi ‘Golden Hornet’

10 x 8 m

Boccioli rosa, petali bianchi

Ovali, 9 cm

2.5 cm, giallo-oro

Frutti lungamente persistenti

               

 

Coltiviamo i meli con Ugo Fiorini (Vivai Belfiore)

I meli gradiscono un’esposizione soleggiata e, pur tollerando qualunque tipo di terreno perfettamente drenato, preferiscono quelli che d’estate non s’inaridiscono eccessivamente e che d’inverno non sono troppo intrisi d’acqua. Anche se si tratta di piante molto rustiche, in alcune zone d’Italia è meglio fornire un minimo di protezione dai venti gelidi, specialmente nella fase iniziale del loro sviluppo; di conseguenza, le fioriture saranno più prolungate, gl’insetti potranno impollinare più agevolmente e, alla fine, la fruttificazione sarà copiosa. I freddi tardivi creano problemi durante la fioritura, in relazione alla formazione dei pomi, soprattutto perché diminuisce la presenza degli insetti, così come accade con i meli da frutto. Ciascuna di queste piante, tuttavia, provvede ad auto-fecondarsi, ma se gli esemplari vicini sono due o tre, l’impollinazione incrociata assicura una produzione più abbondante. Se si mettono a dimora in un prato, è meglio formare un’area circolare nuda intorno al tronco, in modo da ridurre la competizione che si crea con le radici delle erbe, per l’approvvigionamento sia di acqua sia di sostanze organiche. In questa zona è opportuno spargere della pacciamatura, per tenere lontane le erbacce e per garantire un certo grado di umidità. Solo dopo che lo sviluppo della pianta ha raggiunto un buon livello e la struttura è formata, si può passare alla potatura invernale, soprattutto per eliminare i rami che s’incrociano o che si sviluppano all’interno della chioma.

 

Malattie

I meli da fiore soffrono delle stesse malattie dei loro parenti da frutto: mal bianco, ruggine e soprattutto ticchiolatura. Tutti questi nemici sono più aggressivi se le condizioni ambientali favoriscono il loro sviluppo. Sono da evitare specialmente l’umidità atmosferica e il suolo non ben drenato. Nei casi più seri, s’interviene con un anticrittogamico a base del principio attivo Ziram.

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Alberi

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

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Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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