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Festival Internazionale dei Giardini di Chaumont sur Loire 2008

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini temporanei
  • “Mèli Mélo”  “Miscuglio” Città di Parigi – Direzione degli spazi verdi – Francia Considerato dai creatori un giardino-tavola colmo di sorprese suddiviso in una serie di zone: un banco dedicato alle coltivazioni, una tavola curva in zinco che rammenta i caffè parigini quindi significativa di aggregazione intorno al giardino, punti di raccolta dell’utensileria per la manutenzione mentre le microparcelle di coltivazioni, che circondano il paesaggio, rappresentano la botanica regionale francese, ortaggi dimenticati e ritrovati. Un sacco di idee anche per l’arredo!
  • “Entre 2” “Tra 2” Marion Robert e Laurent Gongora (studenti) e Alice Roussille (insegnante della Scuola Superiore di Arti Decorative di Strasburg) – Francia Delizioso e raffinato paesaggio ecologico da tenere presente come arredo giardino formato da un armonioso e trasparente gioco simmetrico d’intrecci di una serie di pannelli-pagliarelle, (sorta di veneziane intessute di corda e assemblaggio di tronchi sottili come le canne delle pagliarelle) avvolgibili che separano e uniscono lo spazio divenendo di volta in volta finestre-giardino, sipari  di aiuole e amache-fioriere.
  •  “Espace des espèces”  “Spazio delle specie” Città di Lione – Jardin Botanique – Francia. Questo giardino onirico, dove un’amaca traslucida sospende una mezza sfera metallica che annida esemplari botanici dell’Orto Botanico di Lione sospesa su un parterre di luminosi frammenti e immersa nella vegetazione delle bordure, è allegoria che rammenta come gli Orti Botanici siano fondamentali punti di scambio culturale di vegetali.
  • “Fragment’ère” “Frammentare” Istituto Nazionale d’Orticultura d’Angers: 14 studenti, Vincent Bouvier, Guillaume Sevin, Claude Figuerau, Giardino Botanico di Nantes, e Service degli spazi verdi della città d’Angers – Francia. Questo paesaggio affascinante ed inquietante al contempo – creato da studenti e docenti e paesaggisti – vuole esemplificare come la frammentazione della terra ha dato origine alla biodiversità. Isole di mura spezzate e affastellate separate da camminamenti rappresentano i livelli d’evoluzione vegetale, la divisione e la deriva dei continenti della terra.
  • “Le Chou Romanesco et la Fougère” “Il Cavolo Romano e la Felce” Jean-Marc Schneider, Maurice Marchesi e Gonthier Horticulture – Francia. Questo giardino oltre a proporre la divisione territoriale fra gli spazi spontanei della biodiversità e quelli coltivati con selezione organizzata, connessioni fra selvatico e domestico e spunti di recupero delle acque, descrive il principio di suddivisione-unione attraverso una fitta scacchiera di contenitori vegetali che ricorda la forma del cavolo romano.
  • “Reflexions” “Riflessioni” Majid Esfeyni Farahani (architetto-scultore), Véronique Hours e Fabien Mauduit (architetti) – Francia. Simbolica delle illusorie divisioni umane sulla natura, dalla stessa spesso annullate, una rete lieve d’infiniti minuscoli specchi oscillanti si drappeggia e tende, come un sipario immaginario sulla ricchezza d’acqua e botanica di un bacino di piante acquatiche creando intorno lo spettatore la magia di sorprese da scoprire immerse nel sogno di un paesaggio onirico.
  • “Cinq pour Un” “Cinque per Uno” Virginie Pigeon e Sébastien Ochej (architetti-paesaggisti) – Belgio. Carabottini in legno dividono lo spazio del giardino in cinque parterres di fioriture annuali e perenni, graminacee e ortaggi monocolori mentre gli specchi verticali che chiudono queste vivaci “strisce” botaniche riflettono la suddivisione ma nel contempo, in un gioco di riflessi, mescolano e moltiplicano le essenze, fanno convergere le parallele dei parterres trasformando il giardino “diviso” in un luogo da “condividere”.
  •  “Un Champ Partagé” “Campo suddiviso” Laurence Kimmel (architetto-artista), Clara Sigalevitch (designer-architetto d’interni) – Francia. Come l’ape, nello stesso tempo una e multipla nei suoi compiti, così le sponde di legno declinano in questo giardino separazioni e prospettive fino a formare, al fondo, una capanna-alveare che rammenta ai visitatori la finalità ecologica della buona coabitazione fra uomo e natura circostante, sottolineando il ruolo essenziale e minacciato dell’impollinazione delle api e le differenze botaniche.
  • “Graines de conscienc” “Grani di Coscienza” Florence Mercier (paesaggista) – Francia . Scarde, lastre, lamine di pietre stratificate come pareti o a lastrico come camminamenti e guadi in questo paesaggio simboleggiano frammenti dei quattro continenti della terra: Oceania, Europa, Asia e Africa, insolite componenti di un grande giardino dove ogni cultura esprime l’essenza del proprio rapporto con la natura territoriale circostante tenendo intatte e separate molte caratteristiche condividendo invece altre costitutive, archetipi comuni a tutti i giardini-continente.
  • “Espèce de…!” “Specie di…!” Quatrieme dimension: Pierre Alexandre Cochez (tecnico agricolo), e Benoît Faure, Mathilde Félix-Faure, Frédéric Guillaud, Jean-Charles Liddel, Yann Magnet e Sylvain Boue (architetti) – Francia e Spagna. Paesaggio in cui due giardini, uno molto verde, l’altro arido (emblematici di differenti territori del mondo) si diffondono apparentemente separati da una struttura mobile, traslucida e trasparente che nell’ondeggiare rispecchia e mescola le differenze creando separazioni, incontri e scambi.

Festival International des Jardins Chaumont-sur-Loire 2008 

 

Il Festival Internazionale di Chaumont, nel settecentesco parco del castello omonimo, dal ’92, espone, da aprile a ottobre, la realizzazione tematica dei migliori progetti di giardini contemporanei, selezionati in un concorso internazionale fra i moltissimi provenienti da tutto il mondo. Quelli prescelti costituiscono uno straordinario panorama di paesaggi internazionali, insoliti, affascinanti, divertenti soluzioni dei giardini del domani e preziosa miniera di idee per i visitatori appassionati. Il tema di quest’anno é il “Giardino Suddiviso-Condiviso”, separazioni e fusioni sia fisiche che metaforiche dalle quali scaturiscono paesaggi originali, curiosi e ricchissimi di spunti da portar via.

 

 “Mèli Mélo”

“Miscuglio” Città di Parigi – Direzione degli spazi verdi – Francia

Considerato dai creatori un giardino-tavola colmo di sorprese suddiviso in una serie di zone: un banco dedicato alle coltivazioni, una tavola curva in zinco che rammenta i caffè parigini quindi significativa di aggregazione intorno al giardino, punti di raccolta dell’utensileria per la manutenzione mentre le microparcelle di coltivazioni, che circondano il paesaggio, rappresentano la botanica regionale francese, ortaggi dimenticati e ritrovati. Un sacco di idee anche per l’arredo!

 “Entre 2”

“Tra 2” Marion Robert e Laurent Gongora (studenti) e Alice Roussille (insegnante della Scuola Superiore di Arti Decorative di Strasburg) – Francia

Delizioso e raffinato paesaggio ecologico da tenere presente come arredo giardino formato da un armonioso e trasparente gioco simmetrico d’intrecci di una serie di pannelli-pagliarelle, (sorta di veneziane intessute di corda e assemblaggio di tronchi sottili come le canne delle pagliarelle) avvolgibili che separano e uniscono lo spazio divenendo di volta in volta finestre-giardino, sipari  di aiuole e amache-fioriere.

 “Espace des espèces”

“Spazio delle specie” Città di Lione – Jardin Botanique – Francia

Questo giardino onirico, dove un’amaca traslucida sospende una mezza sfera metallica che annida esemplari botanici dell’Orto Botanico di Lione sospesa su un parterre di luminosi frammenti e immersa nella vegetazione delle bordure, è allegoria che rammenta come gli Orti Botanici siano fondamentali punti di scambio culturale di vegetali.

 “Le Chou Romanesco et la Fougère”

“Il Cavolo Romano e la Felce” Jean-Marc Schneider (designer), Maurice Marchesi (paesaggista) e Gonthier Horticulture – Francia

Questo speciale giardino oltre a proporre la divisione territoriale fra gli spazi spontanei della biodiversità e quelli coltivati con selezione organizzata, connessioni fra selvatico e domestico e spunti di recupero delle acque, descrive anche il principio di suddivisione-unione attraverso una fitta scacchiera colorata e divertente di contenitori vegetali che ricorda la forma del cavolo romano (Brassica oleracea var. botrytis), varietà di cavolfiore, simile al broccolo, color verde mela e dall’apparente compattezza in realtà data da un’infinità piramidale di fiorellini pressati in corone elicoidali.

 “Fragment’ère”

“Frammentare” Istituto Nazionale d’Orticultura d’Angers: 14 studenti, Vincent Bouvier, Guillaume Sevin, Claude Figuerau, Giardino Botanico di Nantes, e Service degli spazi verdi della città d’Angers – Francia

Questo paesaggio affascinante ed inquietante al contempo – creato da studenti e docenti e paesaggisti – vuole esemplificare come la frammentazione della terra ha dato origine alla biodiversità. Isole di mura spezzate e affastellate separate da camminamenti rappresentano i livelli d’evoluzione vegetale, la divisione e la deriva dei continenti della terra.

 “Reflexions”

“Riflessioni” Majid Esfeyni Farahani (architetto-scultore), Véronique Hours e Fabien Mauduit (architetti) – Francia

Simbolica delle illusorie divisioni umane sulla natura, dalla stessa spesso annullate, una rete lieve d’infiniti minuscoli specchi oscillanti si drappeggia e tende, come un sipario immaginario sulla ricchezza d’acqua e botanica di un bacino di piante acquatiche creando intorno lo spettatore la magia di sorprese da scoprire immerse nel sogno di un paesaggio onirico.           
“Cinq pour Un”

“Cinque per Uno” Virginie Pigeon e Sébastien Ochej (architetti-paesaggisti) – Belgio

Carabottini in legno dividono lo spazio del giardino in cinque parterres di fioriture annuali e perenni, graminacee e ortaggi monocolori mentre gli specchi verticali che chiudono queste vivaci “strisce” botaniche riflettono la suddivisione ma nel contempo, in un gioco di riflessi, mescolano e moltiplicano le essenze, fanno convergere le parallele dei parterres trasformando il giardino “diviso” in un luogo da “condividere”.

 “Un Champ Partagé”

“Campo suddiviso” Laurence Kimmel (architetto-artista), Clara Sigalevitch (designer-architetto d’interni) – Francia

Come l’ape, nello stesso tempo una e multipla nei suoi compiti, così le sponde di legno declinano in questo giardino separazioni e prospettive fino a formare, al fondo, una capanna-alveare che rammenta ai visitatori la finalità ecologica della buona coabitazione fra uomo e natura circostante, sottolineando il ruolo essenziale e minacciato dell’impollinazione delle api e le differenze botaniche.

 “Graines de conscienc”

“Grani di Coscienza” Florence Mercier (paesaggista) – Francia

Scarde, lastre, lamine di pietre stratificate come pareti o a lastrico come camminamenti e guadi in questo paesaggio simboleggiano frammenti dei quattro continenti della terra: Oceania, Europa, Asia e Africa, insolite componenti di un grande giardino dove ogni cultura esprime l’essenza del proprio rapporto con la natura territoriale circostante tenendo intatte e separate molte caratteristiche condividendo invece altre costitutive, archetipi comuni a tutti i giardini-continente.

 “Espèce de…!”

“Specie di…!” Quatrieme dimension: Pierre Alexandre Cochez (tecnico agricolo), e Benoît Faure, Mathilde Félix-Faure, Frédéric Guillaud, Jean-Charles Liddel, Yann Magnet e Sylvain Boue (architetti) – Francia e Spagna

Paesaggio in cui due giardini, uno molto verde, l’altro arido (emblematici di differenti territori del mondo) si diffondono apparentemente separati da una struttura mobile, traslucida e trasparente che nell’ondeggiare rispecchia e mescola le differenze creando separazioni, incontri e scambi.

 

Festival Internazionale dei Giardini

Castello di Chaumont-sur-Loire

Tra Blois e Tours, a 185 Km

(Autostrada A10 e A85 – uscita Blois o Amboise)

Tel. 0033 (0)2 54 20 99 22, www.domaine-chaumont.fr

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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Ora anche in formato digitale!