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Boccaleone

di Alessandro Mesini
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  • Boccaleone, disegno di Gabriella Gallerani
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  • Boccaleone

 
Con il nome generico di boccaleone si possono indicare specie diverse, appartenenti al genere Antirrhinum (famiglia Scrophulariaceae), sono circa quaranta specie, annuali o perenni, erbacee o suffruticose.
 
Caratteristiche del genere Antirrhinum:

  • foglie lanceolate, opposte, rade sul fusto che si riducono a brattee sulla parte alta del fusto
  • fiori con breve peduncolo, raccolti in ricche spighe terminali, si originano dall’ascella delle foglie trasformate in brattee
  • ogni fiore ha un calice persistente ed una corolla a forma di tubo, dilatato alla base e con lembo bilabiato; il lembo inferiore, barbato e quello superiore combaciano perfettamente, schiacciando lateralmente il fiore s’induce l’apertura, simulando la bocca di un animale
  • le capsule presentano due forellini simmetrici rispetto all’apertura centrale

 
Boccaleone spontaneo
Sono diverse le specie originarie del nostro paese, diffuse ad altitudini e in ambienti differenti, ma tutte dotate di una gran capacità di diffusione, tanto da poter essere considerate infestanti.
Le incontriamo in terreni magri e ben drenati, sciolti, ma freschi. Mettono radici nei muri a secco e ai piedi delle pietraie, nei terreni smossi sono fra le prime piante spontanee da fiore.
Ricordiamo A. latifolium, di colore giallo, diffuso dalla Spagna all’Italia del Nord, riconoscibile perché crea folti cespugli, le foglie sono ricoperte di peli ghiandolosi e i fiori creano uno stretto angolo all’inserzione sullo stelo.
 
Boccaleone coltivato
Fra le specie coltivate la più importante è Antirrhinum majus, originario dell’Italia è pianta perenne, spesso trattata come annuale.
Oggi si coltivano molte varietà orticole di boccaleone che possono essere divise per taglia in tre categorie:
1) varietà di grande taglia (90-120 cm) tra cui spiccano i boccaleoni tetraploidi per la grande dimensioni dei fiori
2) varietà intermedie (45 cm) impiegate per le aiuole e per i vasi
3) varietà nane (15-25 cm) per i giardini rocciosi
La gamma di colori offerta è molto varia, l’unico colore che manca è l’azzurro. Gialli, bianchi, rossi, arancioni, lavanda, rosa i boccaleoni sono apprezzati anche come fiori recisi, abbastanza durevoli, temono però di essere maneggiati con poco garbo perdendo senza preavviso fiori interi.
 
In giardino e in vaso
La fioritura del boccaleone è dirompente per forza, durata e colore. Sono indicati per formare macchie, bordure, ma anche per roccaglie, o per gli angoli meno frequentati e più “selvaggi” del giardino dove si può lasciare che si disseminino spontaneamente. Creano un bell’effetto di colore lungo i camminamenti lastricati con pietre poggiate direttamente sul terreno, lasciati crescere fra le fughe insieme all’erba, o negli spazi vuoti di un muretto a secco.
Le varietà di medie dimensioni si prestano ad essere coltivate anche in vaso dove fioriranno per tutta l’estate fino a quando le temperature autunnali lo consentiranno. Classico è l’accoppiamento fra vasi di boccaleoni gialli e vasi di agapanthus e hosta.
 
Come si propaga
Il boccaleone si propaga senza nessun aiuto tanto che si deve spesso controllare la loro invadenza. Le capsule devono essere raccolte quando sono di colore nocciola chiaro e i forellini di dispersione dei semi sono ancora chiusi. Stesi su un vassoio di cartone, si lasciano asciugare perfettamente e si conservano in un sacchetto di carta da pane in un luogo asciutto fino all’impiego.
In primavera si seminano su un terreno soffice, ottenuto mescolando in parti uguali torba fibrosa e sabbia. Si bagna a pioggia e si ricoprono i semi con uno strato sottile di sabbia fine. Mantenuti al caldo germinano dopo 2-3 settimane. Le giovani pianticelle vanno nutrite diluendo nell’acqua un fertilizzante liquido per piante verdi. Quando hanno raggiunto le dimensioni per essere maneggiate con facilità si trapiantano in vasi singoli mantenuti a circa 12°C fino al momento del trapianto all’aperto da fine aprile a fine maggio.
 
Esigenze di coltivazione:

  • terreno: fresco ma permeabile e ben drenato, ricco di humus, a reazione neutra, leggero
  • esposizione: in pieno sole, riparata dal vento, così da favorire anche la frequentazione degli insetti
  • concimazioni: miglior concime è il letame maturo da mescolare al terreno in dose generosa prima dell’impianto
  • cimatura: nelle varietà a cespo con più steli, favorisce la crescita di folti cespugli
  • eliminare le infiorescenze appassite: stimola la produzione di nuovi fiori e prolunga l’epoca di fioritura
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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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