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Arum

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Arum (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Se posto in luogo ombroso e fresco la pianta di Arum vive a lungo e produce una ricca vegetazione.
  • Le foglie della pianta di Arum sono lucide, di colore vivo e deciso, piacevoli al tatto, quasi cerose.
  • Il rachide centrale della foglia della pianta di Arum è sempre robusto e piuttosto evidente, nella varietà pictum le nervature sono sottolineate da un contrasto di colore.
  • Quando ancora tutte le piante sono quiescenti Arum italicum entra in vegetazione e produce un ricco cespo che spicca sul terreno spoglio.

Arum
 
Appartenenti alla famiglia delle Araceae che annovera alcune fra le più comuni piante da interno, come alocasie e caladium, Arum è pianta spontanea di grande fascino, di una bellezza che, nonostante non si accompagni ad una splendida fioritura, non ha nulla del discreto, ma colpisce per questa ricchezza di foglie, piacevoli al tocco, dalle forme quasi sontuose, che si addice più ad una specie esotica che ad una spontanea autoctona, per giunta spesso negletta.
La presenza di un Arum in giardino, moltiplicato per seme o talea radicale, è sicuro indice di un’attenzione al verde in ogni sua forma, anche quelle spontanee. La pianta, difficile da trovare in commercio, si passa di mano in mano, di giardino in giardino come le vecchie tradizioni. Prelevarla in natura, infatti, è una fatica di non poco conto, data la profondità degli organi ipogei, spesso del tutto sprecata perché si tratta di piante che mal sopportano il trasloco, non avvolgono la zolla con un capillizzio radicale sviluppato, ma sono profondamente ancorate ad esso, le radici sono fragili e si spezzano esercitando anche solo trazioni modeste.
 
Il termine “arum” ha origini greche, perché già Teofrasto indicava questa pianta con il termine “aron”, ma la radice ed il significato restano incerte, forse deriva dall’arabo “ar”, fuoco, per il sapore acre della pianta.
 
Si tratta di piante perenni con radici tuberizzate o veri e propri tuberi, rustiche, acauli, con foglie semplici, di forma riconducibile ad un triangolo isoscele, sagittate, astate o cordate.
Il fiore è uno spadice accompagnato da una spata colorata che ha l’interessante funzione di trattenere più a lungo gli insetti in prossimità del fiore per favorirne l’impollinazione. Per questa ragione si presenta eretta, avvolgente, quasi tubolare alla base. I fiori presenti nello spadice sono bisessuali. Dai fiori fecondati si formano bacche di colore rosso.
Tre sono gli Arum presenti nel nostro paese allo stato spontaneo di interesse ornamentale: Arum italicum, Arum maculatum, e Arum pictum.
 
Arum italicum 
Originario del nostro paese, chiamato volgarmente anche gighero, è diffuso a macchia di leopardo in tutto il territorio, nei luoghi ombrosi ed umidi. Le foglie astate compaiono in autunno e resistono alle intemperie invernali. La spata è eretta e di colore bianco. Ne esistono varie forme spontanee con foglie marmorizzate o chiazzate in colori e forma diversa, dal bianco al grigio. Lo spadice tende al giallo. Ha la caratteristica di formare foglie diverse in autunno ed in inverno: quelle autunnali hanno lobi acuti e venature bianche, quelle invernali lobi sovrapposti e macchie chiare. Le foglie invernali, più interne al cespo, sono più lunghe. Raggiunge un’altezza di circa 40 cm.
 
Arum maculatum
Produce foglie dalla primavera, lungamente picciolate, verdi, ma più spesso macchiate in colore scuro. Leggermente più piccolo, è il più resistente ed il suo vasto areale, diffuso nella maggior parte del continente europeo, ne è la riprova. La spata, portata eretta, può virare fra il verde ed il giallo tenue, talvolta con puntinature porpora. Lo spadice, lungo circa la metà della spata, è color porpora o giallastro. I frutti, bacche rosso vivo, riunite in spighe terminali cilindriche, sono velenosi.
 
Arum pictum 
Originario delle isole mediterranee, ha spata violetta e spadice nero.
 
In giardino
In giardino gli Arum devono essere posti in ombra o in posizione tale da ricevere il sole soltanto nelle prime ore del mattino o al tramonto.
Scegliere un angolo fresco, ombroso e tendenzialmente umido, una nicchia dove si possa creare un microclima simile a quello del bosco, come ai piedi di una grande siepe, sotto un albero dalla chioma folta e ricadente, fra felci, ed altre piante erbacee. Splendido in piccoli gruppi nei boschetti rinaturalizzati come elemento caratterizzante il sottobosco, nei prati umidi e in vicinanza di pozze e corsi d’acqua, magnifico, quando di grande taglia, capace di formare un cespo denso e alto, anche come pianta isolata. Inadatto alla coltivazione in vaso a meno di non poter disporre di contenitori molto profondi dove ambientare soggetti giovani e di piccola taglia nati da polloni.
 
Pochissime attenzioni
Gli arum necessitano di pochissime attenzioni, solo due sono irrinunciabili. Occorre annaffiare in abbondanza se non sono posti in un luogo ideale, cioè ombroso, fresco e con terreno profondo; e segnalarne la presenza con apposito cartello o picchetto di riconoscimento, perché durante la fase di quiescenza, quando la parte aerea dissecca completamente e sparisce, non si rischi di disturbare e rompere gli organi ipogei scavando nelle vicinanze o lavorando il terreno.
Pianta tipica dei boschi, dei coltivi freschi e dei margini stradali ai piedi delle siepi spontanee riceve soltanto quanto deriva dalla decomposizione delle foglie e dell’altra vegetazione spontanea. In giardino si potrà nutrire con un buon terricciato di foglie da utilizzare come pacciamatura quando la pianta dissecca, e da mescolare al primo strato di terreno in primavera.
Le bagnature devono essere sospese nel periodo di riposo vegetativo e solo a fronte di una perdurante siccità è consigliato inumidire il terreno.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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