Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Acero montano

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  •  Acero montano (Acer pseudoplatanus), disegno di Gabriella Gallerani
  • In autunno gli aceri si tingono di giallo, ma con gradualità da una pianta all’altra
  • La nuova vegetazione dell’acero di monte a primavera è spesso di colore rosso
  • Dopo essersi aperte le nuove foglie ancora per un po’ di tempo si mostrano “rugose”, con la superficie leggermente increspata
  • Le foglie sono grandi, lunghe quanto larghe, di un colore brillante
  • Il colore dominante giallo delle fogli autunnali può presentarsi unito a toni rossi, ruggine, verde e bruni

 Acero montano (Acer pseudoplatanus)
L’acero montano, Acer pseudoplatanus, occupa la fascia collinare e della prima montagna iniziando a comparire con regolarità nei boschi di latifoglie dai 500 metri fino ai 1.500, spingendosi talvolta, nelle migliori esposizioni a ridosso dei 2.000 metri senza mai superarli.
E’ un albero di grandi dimensioni, capace di raggiungere i 30 metri di altezza, e sviluppare una chioma con un diametro di 10 metri.
E’ pianta di rapido accrescimento, abbastanza longeva, vive circa 150 anni, ma esistono esemplari con un’età documentata di oltre tre secoli.
Le piante integre, che non abbiano subito la perdita dell’apice vegetativo, hanno un tronco unico, diritto.
La corteccia può servire per una prima stima dell’età perché fino a 40 anni circa si mantiene liscia, compatta, opaca e grigia, per poi sfaldarsi in grandi placche. A prima vista questo fenomeno può essere scambiato da occhi inesperti per un segno di cattiva salute della pianta, ma è invece fisiologico.
 
Caratteristiche
Le foglie sono grandi (fino a 15 cm e più), tanto larghe quanto lunghe, ma mai pesanti, mosse anche dal vento più leggero, pronte a piegarsi verso l’alto in presenza di correnti ascensionali che si generano dal riscaldamento del terreno, mostrando la pagina inferiore più chiara con le venature principali in rilievo.
Il picciolo è lungo e robusto, spesso tinto di rosso. Anche la nuova vegetazione, specie nelle giovani piante ed in posizione apicale, assume all’inizio questo colore.
Le foglie presentano cinque lobi dal margine variamente dentato, sempre acuti all’apice anche quando assumono una forma leggermente ovata. I due in posizione basale possono essere più o meno accentuati.
Dopo l’apertura delle gemme e il dispiegamento delle foglie compaiono i fiori, sempre poco appariscenti, raccolti in racemi penduli.
Il frutto è la caratteristica “elica”, si tratta di una disamara, formata dall’unione di due samare, in forma di “V” capovolta e più o meno aperta, con espansione alare membranacea, dapprima verde e poi rossastra.
 
Dove si trova
Nel nostro paese è diffuso un po’ ovunque si presentino le caratteristiche ambientali richieste, grandi isole comprese. Molto comune sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali e centrali, diviene raro in pianura, ma può adattarvisi se seminato o messo a dimora.
Si trova lungo le strade, ai margini delle foreste di conifere, frammisto alle faggete, nei prati e nei pascoli in abbandono dove è fra le prime piante ad alto fusto colonizzatrici insieme al frassino, nei boschi radi e luminosi.
 
Dove in giardino
L’acero può essere coltivato come albero ad alto fusto o tenuto basso con ripetute potature per formare macchie di vegetazione sfruttando la forte capacità di ricaccio.
Come albero ad alto fusto, deve essere messo a dimora in un terreno libero e profondo, ben illuminato e non dominato da altre piante, né ombreggiato da edifici perché la pianta direzionerebbe la sua crescita verso l’alto formando internodi lunghi, tronco spoglio, e deboli ramificazioni laterali. Le piante cresciute in queste condizioni perdono la caratteristica forma della chioma tondeggiante e regolare tenendo a formare solo un ciuffo di foglie apicali, sono piante deboli, soggette più di altre a rottura del tronco.
Può essere contornato di cespugli da fiore e altri alberi più piccoli, ma solo in un secondo tempo. La sua ombra, profonda, ma non cupa, lo rende ideale come protezione per un punto di riposo o lettura.
In autunno il verde brillante delle foglie si trasforma in un giallo oro, a volte venato di rosso e arancione, di grande effetto. Le foglie cadute sul terreno mantengono più di altre il colore formando un piacevole cromatismo.
 
Coltivarlo è facile
Gli aceri sono piante di poche pretese e rapida crescita. Prediligono i terreni profondi e freschi, meglio se ben drenati, non si adattano a suoli troppo sciolti, sabbiosi e aridi.
Si riproduce per seme con grande facilità. I semi raccolti a maturazione si pongono direttamente nel terreno o in un cassone in autunno. La pianticella deve essere posta a dimora nell’autunno successivo, o al più tardi nella primavera seguente con largo pane di terra per non rovinare le radici.
Scaviamo una buca piuttosto ampia dove introdurre terriccio di bosco e, se in presenza di suoli pesanti, anche sabbia, non impieghiamo fertilizzante, bagniamo il terreno dopo aver collocato la pianta.
 
La foglia a cinque punte che campeggia sulla bandiera del Canada rappresenta il modello di riferimento per molte delle numerose specie che compongono il genere Acer. Si tratta di circa 200, arboree o arbustive, presenti in entrambe gli emisferi, tutte decidue, apprezzate per il valore ornamentale del fogliame, la rapida crescita, e in alcuni casi per il legname da costruzione.
La grande diffusione degli aceri ornamentali all’interno dei giardini (Acer japonicum, Acer saccharinum e altri) non deve farci dimenticare l’importanza che questo gruppo di piante ha nella formazione di siepi, macchie e boschi spontanei.

»
  • Share/Save

Piante Spontanee

  • Acero montano
  • Alloro
  • Anemone di bosco
  • Aquilegia
  • Aralda
  • Arnica
  • Arum
  • Assenzio
  • Azzeruolo
  • Biancospino
  • Boccaleone
  • Calendula
  • Campanellino
  • Cappero
  • Cardo mariano
  • Carpino nero
  • Cicoria selvatica
  • Ciliegio selvatico
  • Cipollaccio dal fiocco, Lampascione
  • Colombina
  • Corniolo
  • Corydalis
  • Cotogno
  • Croco o Zafferano maggiore
  • Doronico
  • Elleboro
  • Equiseto o Coda cavallina
  • Erba moscatella
  • Falsa ortica
  • Farfaraccio
  • Favagello
  • Finocchio selvatico
  • Fragola di bosco
  • Frassino maggiore
  • Geranio
  • Giglio di San Giovanni
  • Giglio martagone
  • Ginepro
  • Ginestra dei carbonai
  • Girasole
  • Lamium maculatum
  • Lampone
  • Lantana
  • Laurotino o Lentaggine
  • Leucojum vernum
  • Levistico o Sedano di monte
  • Lisimachia
  • Melissa
  • Melograno
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Mora di rovo
  • Nespolo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivello spinoso
  • Orchidee selvatiche
  • Orniello
  • Panace comune
  • Papavero
  • Pero corvino
  • Pratolina o Margheritina
  • Primula
  • Ribes rosso
  • Rosa selvarica, Rosa di macchia
  • Rosmarino
  • Ruta
  • Salvia dei prati
  • Salvia sclarea
  • Sambuco nero
  • Sambuco rosso
  • Saponaria
  • Sempervivum
  • Serenella o Lillà
  • Sigillo di Salomone
  • Sorbo dell'uccellatore
  • Sorbo montano
  • Tarassaco o Dente di leone
  • Timo
  • Topinambur
  • Verbena officinale
  • Vescicaria maggiore o Alisso utriculato
  • Vitalba

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!