HamamelisNon esiste, lo sappiamo, la “prima” fioritura dell’anno, quella che trionfalmente apre il sipario e fa entrare i mille personaggi che rendono vario e appassionante il lavoro del giardiniere hobbista. Perlomeno non ne esiste una sola, perché questo è un primato che si contendono diverse specie (gli ellebori, i bucaneve, i nespoli giapponesi...) e poi perché il regno vegetale non osserva il calendario inventato dall’uomo, ma ne segue uno tutto suo, commisurato soprattutto sull’andamento climatico di ogni singolo anno. Fra i più importanti apripista, però, ne emerge uno davvero straordinario, Hamamelis, che nella stagione più cruda si avvale di due strumenti di seduzione irresistibili, i fiori e il profumo, per poi rincantucciarsi tra la primavera e l’estate ed infine esplodere nuovamente in autunno con un fogliame coloratissimo. Come in ogni famiglia che si rispetti, inoltre, anche il genere Hamamelis annovera il suo bravo membro eccentrico, H. virginiana, che invece di seguire gli ordini di scuderia preferisce dispiegare i suoi petali già a ottobre, accostando le corolle gialle alle foglie di uguale tinta, sotto le quali sembrano quasi voler giocare a nascondino.
In breveTipo di pianta: arbusto deciduo Famiglia: Hamamelidaceae Parenti stretti: Liquidambar, Corylopsis, Parrotia, Fothergilla Dimensioni massime: altezza 2 / 5 m; ampiezza 2.5 / 4 m Portamento: stretto alla base, ampio nella chioma Foglie: ovate o arrotondate. Colore foglie: verde scuro, poi giallo brillante, arancio, marrone-viola in autunno Fiori: sottili petali nastriformi, gialli, rossi, rame, arancio. Molto abbondanti Profumo: dolce e acuto Fioritura: invernale o autunnale (H. virginiana) Rusticità in Italia: ottima ovunque
Di specie in specieLe specie in natura sono pochissime, due americane e due asiatiche, mentre è piuttosto nutrito il numero di varietà ottenute dall’uomo, senza contare l’importanza di un ibrido ottenuto incrociando le due specie orientali, H. x intermedia.
All’ibrido H. x intermedia (H. japonica x H. mollis) va ascritta la maggior parte delle forme con fiori arancio e rosso-rame, come ‘Diane’, ‘Jelena’ e ‘Aphrodite’, pur non mancando splendide varietà a fiori gialli. La più bella è ‘Arnold Promise’, letteralmente carica di grandi fiori di un bel giallo vivo, che sostengono senza problemi anche pesanti coltri di neve. ‘Aurora’, invece, è dotata di fiori giallo-rosati molto vistosi, forse i più grandi dell’intero genere.
I profumiNon è necessario essere di professione un “nez” – uno di quei “nasi” che in Provenza, con il loro olfatto, sono in grado di operare sottilissime distinzioni di aromi – per percepire le differenze intercorrenti tra un profumo e l’altro degli Hamamelis. Il giardiniere esigente, che ama circondarsi di piante dotate di un profumo ben caratterizzato, con questo genere ha modo di soddisfare i propri gusti. I fiori di:
Perché coltivarliIl valore degli H. non si limita a questo o a quel pregio, ma si esprime nella sommatoria di diverse buone qualità, tutte da apprezzare. Vediamole.
Viceversa, gli H. non denunciano particolari difetti, se si escludono occasionali attacchi da parte di un fungo molto pericoloso, Armillaria mellea, contro il quale valgono soprattutto misure preventive.
Impieghi
ColtivazioneTerreno. La tradizione ha sempre parlato di terreno tendente all’acido o comunque neutro, ma in tempi molto recenti la regola è stata più volte contestata da alcuni esperti e collezionisti inglesi che affermano la piena tolleranza anche di terreni alcalini, purché non gessosi. In ogni caso va assicurato un buon grado di umidità e di humus. Esposizione. Nel nostro Paese, si scelgono luoghi aperti e soleggiati al Nord, evitando gli angoli troppo caldi, mentre a Sud è più indicata la mezz’ombra. Temperatura invernale. Assolutamente rustici, gli H. tollerano anche i -20°C. Messa a dimora. Si effettua a novembre o a marzo. Le tecniche più recenti suggeriscono di non inserire materiale organico al momento di preparare la buca. Viceversa, nel caso di terreni asciutti o sabbiosi, occorre pacciamare con materiale organico per assicurare un certo grado d’umidità. L’apparato radicale non va disturbato, nemmeno mettendo a dimora erbacee alla base della pianta, almeno nei primi anni. Annaffiature. Se necessario occorre annaffiare perché non amano la siccità. Tuttavia, i ristagni d’acqua, soprattutto d’inverno, sono causa di morte certa per le piante. Potatura. Gli H. non necessitano di alcuna potatura, fatta salva la pulizia del secco e dei rami malati o irregolari. Tuttavia, laddove risulti utile (per es. nel caso di mancanza di spazio sufficiente), si può ricorrere ad una potatura specifica per mantenere compatta la pianta. In questo caso, occorre recidere il ramo dell’anno precedente fino alla seconda gemma. L’operazione va fatta ogni anno, sempre che la pianta abbia avuto una crescita troppo modesta. In tal modo, si riesce a contenere l’esemplare fino ad una dimensione di circa 150-200 cm, sia in altezza sia in ampiezza. Moltiplicazione. I semi freschi vanno posti in autunno in contenitori con un terriccio di sabbia e torba, ma occorre un anno per vederli germogliare. Le propaggini con rami ben sviluppati, divise dalla pianta madre, vanno ripiantati dopo due anni. Le talee di 10 cm, prelevate da getti laterali, coltivate in sabbia e torba hanno meno successo. |
Arbusti
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