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Giardini Spada a Bologna

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Villa Spada: prospetto posteriore.
  • Lo stemma dei principi Spada posto sul frontone della villa.
  • Una parte del giardino “all’italiana” posta sul terrazzamento superiore.
  • La statua di Ercole che campeggia nella parte sommitale e centrale del giardino “all’italiana”.
  • Il collegamento diretto tra palazzo e giardino. Nella nicchia, originariamente, era probabilmente presente una statua, ora perduta.
  • La terrazza inferiore si conclude nella terrazza belvedere che costituisce un fondale architettonico al piccolo ma articolato giardino all’italiana.
  • La terrazza belvedere vista dal giardino.
  •  L’infilata di sculture moderne posizionate in luogo di quelle originarie, disperse nel passato.
  • Le due scalee che collegano la terrazza inferiore a quella superiore hanno, al centro, una vasca (ora vuota) con, ai lati le sedute per una sosta in giardino.
  • Il mascherone della vasca.
  • Il giardino “all’italiana” è in stretto collegamento con il retrostante giardino paesaggistico o “all’inglese”.
  • La torre neomedievale forse fatta costruire dagli Spada. In essa pare siano stati tenuti prigionieri dagli austriaci i patrioti Ugo Bassi e Giovanni Livraghi prima della loro esecuzione.
  • Il giardino è disposto su terrazze per movimentare la composizione, sfruttando il fatto che l’area sorge nella zona pedecollinare di Bologna.
  • La terrazza-belvedere, creata per avere un punto di vista che consente di abbracciare, con lo sguardo, l’intero giardino all’italiana e il collegamento del giardino alla villa.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.
  • Il collegamento tra giardino “all’italiana” e giardino “all’inglese”.
  • Il giardino “all’inglese” enfatizza, con le quinte vegetali, il giardino “all’italiana” e fornisce al visitatore una zona meno strutturata dove passeggiare e riposarsi.
  • La statua di Ercole che campeggia nella parte sommitale e centrale del giardino “all’italiana”.
  • Le due scalee che collegano la terrazza inferiore a quella superiore hanno, al centro, una vasca (ora vuota) con, ai lati le sedute per una sosta in giardino.
  • Il mascherone della vasca.

Chi visita Bologna ed è interessato ai giardini storici non può mancare di fare una visita a Villa Spada nel centro di Bologna, sui primi declivi collinari. Si tratta di un sito storico diventato di proprietà del Comune emiliano negli anni Sessanta del secolo scorso. Le origini della villa sono antiche. La villa, nel Settecento, fu proprietà dei Zambeccari, una delle più importanti famiglie di Bologna, che trasformò il casino rustico, che sorgeva nei pressi di via Saragozza, in villa gentilizia. Jacopo Zambeccari, incaricò l’architetto e ingegnere Giovanni Battista Martinetti (1764-1830) di ristrutturare la villa, probabilmente, risale a questo periodo la formazione del giardino formale che ancor oggi si può ammirare. Giovanni Battista Martinetti, nacque in Svizzera e si trasferì a Bologna nel 1775. Laureatosi nella città felsinea, ricoprì importanti incarichi tra cui la sistemazione della strada Porrettana che collega Bologna a Firenze, il progetto di ristrutturazione della Montagnola, il più vecchio giardino pubblico di Bologna, la progettazione dei gabinetti d'Anatomia dell'Università di Bologna; a Roma dal 1818, progettò il macello pubblico e partecipò agli interventi di bonifica dell’Agro pontino.

Nel 1820 la proprietà fu acquistata dalla marchesa Beaufort, moglie del principe Clemente Spada a cui si deve l’attuale nome della villa e del giardino. A questi si deve l’ampliamento della proprietà su via Saragozza. Nel 1811 fu acquistata dai Marescotti poi dai Levi e infine dal tenore Antonio Poggi (1806-1875). Nel 1849 fu sede del Quartier generale austriaco e, nella torre presente nel giardino verso via Saragozza, furono imprigionati, in attesa dell’esecuzione, i patrioti Ugo Bassi e Giovanni Livraghi. Nel 1912 diventò di proprietà del principe turco Omar Sharif per poi passare alla famiglia Pisa nel 1920 che la mantenne sino agli anni Sessanta del Novecento, quando fu acquistata dal Comune di Bologna. Si deve ai Pisa l’apertura dell’accesso principale su via Saragozza.

Il giardino è formato da una parte formale, con aiuole all’italiana, poste su una zona terrazzata e da un parco paesaggistico. Le terrazze sono collegate tra loro da scale in muratura ed erano ornate da vasi e statue, ora dispersi. Del complesso statuario resta una scultura rappresentante Ercole e sopravvive pure una vasca d’acqua ai cui lati vi sono sedute in muratura.

Attualmente la villa ospita il Museo Storico Didattico della Tappezzeria e il giardino, restaurato intorno al 1977, è aperto al pubblico. In occasione del restauro, al posto della statue disperse sono state inserite riuscitissime sculture moderne dello scultore bolognese Nicola Zamboni dedicate alla donne partigiane.

 

La visita

Villa Spada è a Bologna, in centro, tra via di Casaglia e via Saragozza

È aperto al pubblico, ad ingresso gratuito

All’interno della villa si trova il Museo della Tappezzeria

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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