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Campsis radicans ‘Judy’

di Francesco Vignoli
  • Campsis radicans ‘Judy’
  • Piante
  • Rampicanti

Tutti conoscono le bignonie, quei rampicanti che in estate regalano una lunga fioritura con caratteristici fiori a trombetta. Fra tutte le Bignoniaceae, che sono una numerosa e composita famiglia, le più rustiche e quindi le più diffuse nei giardini italiani sono quelle che appartengono al genere Campsis (ex Bignonia), purtroppo però le varietà sono pochissime.
C’è la bignonia selvatica (Campsis radicans), che è rustica, dalla forte crescita con i fiori rossi ma poco fiorifera. La più diffusa è la Campsis x tagliabuana ‘Madame Galen’ dai grandi fiori arancio rosso e infine la Campsis radicans ‘Flava’ (= C. r. ‘Yellow Trumpet’) dai fiori gialli. Tutto qui! Da un secolo a questa parte non erano state trovate altre varietà che potessero ampliare questa gamma limitata.
 
Tre nuove varietà rustiche
Adesso finalmente c’è qualcosa di nuovo: otto anni fa è arrivata sul mercato una nuova bignonia che si chiama Campsis radicans ‘Flamenco’ ha i fiori rossi come la bignonia radicans ma fiorisce molto con una fioritura prolungata, cespuglia molto bene ed ha un bel fogliame verde scuro. Successivamente è arrivata dalla Francia la Campsis radicans ‘Indian Summer’ dai fiori di un arancio assolutamente puro e dalla vegetazione contenuta a causa della sua fioritura massiva. Questa varietà è in fiore praticamente dai primi di giugno alla fine di settembre.
Altra nuova cultivar è Campsis radicans ‘Judy’. È una varietà dai fiori bicolori: gialli esternamente e rossi nell’interno. La fioritura è prolungata anche se non molto abbondante. La vegetazione è invece molto forte, fa rami lunghi e sottili e un fogliame leggero. Si presterà quindi molto bene per coprire grandi spalliere o pergolati.
 
Piante facili da coltivare
Tutte le bignonie sopra menzionate, sia le vecchie che le nuove varietà, sono rustiche ed adattabili in tutti i climi Italiani, prediligono il sole e vanno piantate in un terreno fresco, fertile e ben concimato. Se necessario è bene  fare delle irrigazioni nei periodi più asciutti. L’apparato radicale delle bignonie è molto esteso ma non danneggia strutture o marciapiedi. Queste piante si prestano bene anche per essere coltivate in vaso sul balcone.
La potatura è bene farla a fine febbraio o marzo per dare loro una forma più ordinata e togliere i rami seccati in inverno. Si asportano quei rami che avendo vegetato sino all’autunno inoltrato non hanno fatto in tempo a lignificare, e questo è un problema tipico delle bignonie che, non dimentichiamolo mai, sono piante da climi caldi che si sono ‘adattate’ a vivere da noi.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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