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Nuove passiflore

di Maurizio Vecchia
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  • Passiflora ‘Thuraia’

Il genere Passiflora, ricco di numerose specie bellissime i cui fiori eleganti ed insoliti hanno colori decisi e vivaci, è sempre più conosciuto ed apprezzato.
Ci sono però molte specie della flora sudamericana non ancora diffuse in coltivazione. Solo da poco compaiono nelle serre dei collezionisti e sui cataloghi dei vivaisti. Tra non molto verranno certo “scoperte”, richieste e coltivate da molti appassionati.
In Europa alcune passiflore brasiliane sono dei ritorni, poiché erano coltivate nei giardini e negli orti botanici alla fine del sec. XIX e all’inizio del sec. XX. Sono poi scomparse e per decenni nessuno si è più preoccupato di recuperarle e di rimetterle in coltivazione.
Recentemente un piccolo gruppo di appassionati ha organizzato viaggi alla ricerca di specie nuove o dimenticate da reintrodurre nel nostro continente.
Buoni risultati sono già stati ottenuti: alcune passiflore hanno fiorito, entusiasmando i collezionisti che, con queste specie, stanno creando ibridi nuovi ed interessanti.
 
Passiflora kermesina
Tra i ritorni dal passato vi è Passiflora kermesina, bellissima, dai fiori di colore rosa intenso e dalla forma elegante e fantasiosa. I petali tendono a retroflettersi, evidenziando una piccola corona composta di filamenti sottili di colore azzurro chiaro. Il contrasto cromatico con la corolla, di circa 10 cm di diametro, è intenso e molto gradevole.
Circa un secolo fa era in collezione anche presso alcuni giardini botanici, poi si è persa. E’ stata riportata in Europa solo nel 2001 dai collezionisti Reto Gamma (Svizzera) e Axel Frank (Germania) che hanno percorso, in parte a piedi e in parte con mezzi di fortuna, zone impervie dove, secondo gli erbari consultati, sarebbe stato possibile reincontrarla, benché data per estinta.
Si è diffusa rapidamente ed ora è possibile acquistarla per corrispondenza presso i vivaisti specializzati.
Oltre ai fiori graziosi, possiede fogliame decorativo per la forma e per il colore porpora con sfumature verdi. I frutti sono allungati e gialli a maturazione.
Si presta ad essere coltivata senza difficoltà in piena terra solo nelle regioni miti del sud dell’Italia, sulla riviera ligure e in prossimità dei grandi laghi lombardi. Anche in vaso manifesta grande vivacità e generosità nella fioritura.
 
Passiflora loefgrenii
P. loefgrenii è simile a P. kermesina, ha però fiori più grandi e foglie non colorate, inoltre è più delicata da coltivare. (Axel E reto)
I fiori sono portati da piccioli lunghi fino a 20 cm, che si spingono in tutte le direzioni, creando un effetto sorprendente. La fioritura porpora brillante è incessante e dura lunghi periodi con brevi pause tra un’ondata e l’altra.
La grandissima corolla, quando è completamente aperta, è spettacolare a vedersi, occorre tuttavia cogliere l'attimo, al mattino e di buon ora, poiché in pochi minuti i petali ed i sepali compiono un giro di quasi 180 gradi ed i fiori cambiano completamente forma. Questo movimento si inverte alla sera.
La corona, breve e fitta, ha filamenti bianchi alla base e blu-violetto altrove.
Anche questa passiflora è stata portata in Europa da Reto Gamma (Svizzera) e Axel Frank (Germania). Come tutte le passiflore trattate in  questo articolo, è ancora da testare nelle varie zone climatiche italiane, ma, avendo esigenze simili a quelle di P. kermesina. so che resisterà ad inverni non troppo rigidi. 
 
Passiflora edmundoi
P. edmundoi è un piccolo e raro gioiello dai colori decisi e brillanti, appartenente alla stessa sezione delle precedenti. Vive in Brasile ad altitudini attorno ai 1000 metri ed è stata importata in Europa da Gamma e Frank. Le sue foglie sono trilobate, dai lobi allargati all’apice e dalla pagina inferiore colorata di violetto.
Eccezionale per questa specie è la bellezza dei fiori. La pianticella comincia ad essere decorativa ancora prima della fioritura, perché già i boccioli evidenziano la colorazioni finale che si intensifica in continuazione fino all’apertura completa.
Il colore sfuma dal ciclamino intenso fino al rosso. La piccola corona a volte è blu brillante e tutto il fiore è luminoso nella sua consistenza serica dei tessuti preziosi.
 
Passiflora mucugeana
P. mucugeana è sicuramente la più rara tra quelle giunte recentemente in Europa (da Gamma e Frank), ma temo sia già stata persa.
Io ne ho avuto un piccolo esemplare che è fiorito, con mio stupore, quando era alto solo 20 cm.
Le sue modeste dimensioni la rendono adatta ai vasi piccoli. In questo si differenzia dalle altre passiflore e potrebbe soddisfare quanti desiderano una pianta rara ed insolita da coltivare in spazi limitati.
I suoi fiori, hanno il diametro di  6-7 cm. La corolla e la corona sono di colore violetto porpora. Quest’ultima è composta da bande alterne chiare e scure: disposizione tipica di moltissime passiflore.
Possiede foglie leggermente coriacee e lucide formate da tre lobi di cui quello centrale è molto pronunciato.
 
Passiflora miersii
P. miersii (portata recentemente in Europa da me e Reto Gamma) ha un fiore dalla corolla violetto chiaro, e la corona con bande alterne bianche e violetto porpora. Lo strano effetto prodotto richiama le zampe di qualche animale marino: un piccolo colorato anemone di mare. Le dimensioni dei fiori arrivano al massimo a 5 cm di diametro, tuttavia vivacizzano questo rampicante, perchè sono sempre presenti in buon numero.
P. miersii è grande, robusta, di facile coltivazione e relativamente resistente al freddo (ideale 10 °C d’inverno). Le sue foglie sono intere e lanceolate, dalla base allargata e dalla pagina inferiore rosso porpora.
 
Passiflora ‘Thuraia’
È già stato prodotto un ibrido: P. miersii x P.  kermesina che è stato chiamato P. ‘Thuraia’. Le sue foglie sono trilobate e violette al rovescio, i fiori sono più piccoli di quelli della P. kermesina e diversi nella forma, hanno infatti una singolare tonalità di violetto malva ed una forma rovesciata che sembra disegnata dal vento.
 
Passiflora watsoniana
P. watsoniana è sconosciuta presso i vivaisti ed anche presso la maggior parte dei collezionisti. Arrivata in Europa da pochissimo (portata da Gamma e Frank), ha fiorito solo recentemente. L’aspetto dei fiori ricorda a quello di P. miersii, ma ha una tonalità più scura. Le foglie coriacee, verde scuro, sono trilobate con apici appuntiti.
 
Passiflora pentagona
Chiude la serie una passiflora completamente diversa dalle precedenti: è bianca, con una corona  gialla, disposta in modo elegante sopra la corolla.
Si tratta di P. pentagona, una specie appartenente al sottogenere Astrophaea che annovera soprattutto specie arboree od arbustive. L’abbiamo trovata (Gamma e Vecchia) in Brasile, a Maricà sulla grande spiaggia di sabbia bianchissima, attorcigliata a spinosissimi cactus.
La sua verde vivacità contrastava con l’aridità del suolo secco, e la grande quantità di frutti in maturazione testimoniava quanto si trovasse a suo agio in un ambiente così inospitale. In coltivazione è risultata una pianta adattabile, facile da trattare e resistente.
 
Vi sono poi nuove specie che stanno crescendo da seme e fioriranno nei prossimi mesi regalandoci altre sorprese. Cito solo alcuni nomi: P. odontophylla, P. trintae, P. villosa, P. malacophylla, P. vellozii, P. marginata…
 Per ora sono custodite da pochi fortunati collezionisti-ricercatori, ma mi auguro che presto possano abbellire le case, i giardini e le serre di tanti appassionati.

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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