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Zucca

di Silvano Cristiani
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  • Piante
  • La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come cetriolo, melone, cocomero e zucchino. Le varietà più comuni appartengono ai generi Cucurbita maxima e C. moschata, oltre a C. pepo. C. maxima ha frutti sferoidali, talvolta enormi, a buccia variamente colorata, con polpa gialla e dolce. A questa specie appartengono anche le caratteristiche zucche a “turbante”. Cucurbita moschata si distingue da C. maxima per avere un frutto allungato, oblungo o cilindrico, più o meno curvato all’apice, con polpa consistente di colore giallo arancione e aroma dolce e caratteristico. (Foto di Alessandro Mesini)
  • La zucca è una pianta a ciclo annuale, con apparato radicale fittonante, fusto erbaceo, strisciante, flessibile, più o meno ramificato.
  • Le foglie sono espanse, con nervatura palmata, di forma vagamente triangolare e con crenature appena accennate e margine seghettato a seconda delle varietà.
  • I fiori, gialli e unisessuati, sono di colore molto intenso; quelli maschili crescono all’ascella delle foglie, su lunghi piccioli, mentre quelli femminili si schiudono sul frutto all’inizio della sua formazione.
  • Il frutto è un peponide, variabile, secondo le cultivar, per la forma, il colore e la presenza di maculature o striature. Lo spessore dell’epicarpo è variabile, il suo aspetto varia da liscio a bolloso; la polpa è consistente di color giallo–arancio.
  • I semi sono piatti, di forma ovale, di colore crema chiaro.
  • Cucurbita pepo ‘Delica’: antica varietà selezionata nel 1894. La pianta ha crescita semi-cespugliosa, ha buona produttività e dà frutti del peso di 0,5-1 kg. La polpa è giallo-arancio, consistente e dolce. Consumata cruda ha un sapore che ricorda la mela renetta, mentre da cotta ricorda la castagna. Il frutto si conserva fino ad un anno.
  • Cucurbita maxima ‘Butternut Rugosa’: una delle varietà di zucca più conosciute ed apprezzate nel Nord Italia. Nota anche come “zucca violina” per la sua forma caratteristica, viene chiamata anche zucca olandese nel reggiano e zucca Gandiotti nel mantovano; ottima per i tortelli.
  • Cucurbita maxima ‘Piacentina’: varietà selezionata in Italia, simile alla ‘Marina di Chioggia’. Ha polpa dolce e soda; si conserva a lungo nell’inverno. Molto diffusa nelle province di Piacenza e Mantova, un po’ meno nel reggiano.
  • Cucurbita maxima ‘Marina di Chioggia’: pianta con fusto lunghissimo. Frutto enorme rotondo, schiacciato ai poli, a spicchi molto marcati, buccia di colore verde, polpa giallo arancione.
  • Cucurbita maxima ‘Turbante’: varietà molto coltivata nell’Italia centrale e meridionale. Frutto grosso formato da una cupola di colore scuro da cui sporge una specie di calotta costoluta intensamente colorata di rosso arancione o d’altri colori.
  • Cucurbita moschata ‘Piena di Napoli’: pianta a tralcio molto sviluppato che si espande fino a 4 metri, foglie intere, verdi con chiazze grigiastre, frutto molto lungo, di forma cilindrica, ingrossato all’estremità e leggermente ricurvo, con buccia di colore giallo rossastro, polpa gialla, zuccherina. Varietà tipica del sud Italia, in particolare della Campania. La polpa arancio vivo, ha sapore eccellente, dolce e col gusto caratteristico di C. moschata.
  • Cucurbita moschata ‘Trombetta di Albenga’: varietà italiana molto decorativa, che cresce più o meno arcuata su se stessa. Certi frutti possono raggiungere un metro e mezzo di lunghezza. Ha un'eccellente qualità culinaria, con gusto di nocciola fresca tipico della C. moschata.
  • Utile è una cimatura del tralcio primario, sopra alla seconda o quarta foglia, per agevolare lo sviluppo di germogli ascellari, che a loro volta andranno cimati.  Si può effettuare anche il diradamento dei frutti, mantenendone non più di 2 o 3 per pianta allo scopo di stimolare il loro ingrossamento.


 
La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come cetriolo, melone, cocomero e zucchino.
Le varietà più comuni appartengono ai generi Cucurbita maxima e C. moschata, oltre a C. pepo. C. maxima ha frutti sferoidali, talvolta enormi, a buccia variamente colorata, con polpa gialla e dolce. A questa specie appartengono anche le caratteristiche zucche a “turbante”.
Cucurbita moschata si distingue da C. maxima per avere un frutto allungato, oblungo o cilindrico, più o meno curvato all’apice, con polpa consistente di colore giallo arancione e aroma dolce e caratteristico.
 
La zucca è una pianta a ciclo annuale, con apparato radicale fittonante, fusto erbaceo, strisciante, flessibile, più o meno ramificato.
Le foglie sono espanse, con nervatura palmata, di forma vagamente triangolare e con crenature appena accennate e margine seghettato a seconda delle varietà.  
I fiori, gialli e unisessuati, sono di colore molto intenso; quelli maschili crescono all’ascella delle foglie, su lunghi piccioli, mentre quelli femminili si schiudono sul frutto all’inizio della sua formazione.
Il frutto è un peponide, variabile, secondo le cultivar, per la forma, il colore e la presenza di maculature o striature. Lo spessore dell’epicarpo è variabile, il suo aspetto varia da liscio a bolloso; la polpa è consistente di color giallo–arancio.
I semi sono piatti, di forma ovale, di colore crema chiaro.
 
Varietà coltivate
Le varietà coltivate, che si differenziano per la forma, il colore del frutto e per la conformazione dell’epicarpo. Vengono distinte a seconda della specie di appartenenza.
Cucurbita pepo ‘Delica’: antica varietà selezionata nel 1894. La pianta ha crescita semi-cespugliosa, ha buona produttività e dà frutti del peso di 0,5-1 kg. La polpa è giallo-arancio, consistente e dolce. 
Consumata cruda ha un sapore che ricorda la mela renetta, mentre da cotta ricorda la castagna.
Il frutto si conserva fino ad un anno.
Cucurbita moschata ‘Piena di Napoli’: pianta a tralcio molto sviluppato che si espande fino a 4 metri, foglie intere, verdi con chiazze grigiastre, frutto molto lungo, di forma cilindrica, ingrossato all’estremità e leggermente ricurvo, con buccia di colore giallo rossastro, polpa gialla, zuccherina. Varietà tipica del sud Italia, in particolare della Campania. La polpa arancio vivo, ha sapore eccellente, dolce e col gusto caratteristico di C. moschata.
Cucurbita moschata ‘Trombetta di Albenga’: varietà italiana molto decorativa, che cresce più o meno arcuata su se stessa. Certi frutti possono raggiungere un metro e mezzo di lunghezza. Ha un'eccellente qualità culinaria, con gusto di nocciola fresca tipico della C. moschata. Cucurbita maxima ‘Butternut Rugosa’: una delle varietà di zucca più conosciute ed apprezzate nel Nord Italia. Nota anche come “zucca violina” per la sua forma caratteristica, viene chiamata anche zucca olandese nel reggiano e zucca Gandiotti nel mantovano; ottima per i tortelli.
Cucurbita maxima ‘Piacentina’: varietà selezionata in Italia, simile alla ‘Marina di Chioggia’. Ha polpa dolce e soda; si conserva a lungo nell’inverno. Molto diffusa nelle province di Piacenza e Mantova, un po’ meno nel reggiano.
Varietà coltivate
Cucurbita maxima ‘Marina di Chioggia’: pianta con fusto lunghissimo. Frutto enorme rotondo, schiacciato ai poli, a spicchi molto marcati, buccia di colore verde, polpa giallo arancione.
Cucurbita maxima ‘Turbante’: varietà molto coltivata nell’Italia centrale e meridionale. Frutto grosso formato da una cupola di colore scuro da cui sporge una specie di calotta costoluta intensamente colorata di rosso arancione o d’altri colori.
 
Tecniche colturali
Esigenze
La coltivazione della zucca si avvantaggia di terreni profondi, fertili e ricchi di sostanza organica, con buona disponibilità idrica soprattutto nella fase d’ingrossamento del frutto.
I valori di temperatura ottimali sono di 15-18°C la notte e 24-30°C il giorno; a 10-13°C la pianta arresta la crescita.
Avvicendamento e consociazione
E’ sconsigliabile ripetere la coltura sullo stesso terreno prima di 3-4 anni o di coltivarla dopo solanacee, fagiolino o altre specie della famiglia delle cucurbitacee, perché le piante andrebbero facilmente soggette ad attacchi di parassiti fungini (Fusarium, Verticillium), nematodi e insetti.
Lavorazioni del terreno e concimazioni
Nel caso di terreni pesanti le lavorazioni devono essere molto accurate, fatte per tempo, meglio prima dell’inverno. Le concimazioni devono essere abbondanti. Indispensabile quella organica a base di letame maturo o compost (da 4 a 6 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Ottima anche la cornunghia. Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 70-90g di P2O5 e 200-250g di K2O alla lavorazione del terreno, e 100-150 g di N in copertura.
Semina
La semina viene fatta preferibilmente in pieno campo, a postarelle, quando i rischi di gelate sono terminati ed il terreno è sufficientemente caldo: in condizioni ottimali, infatti, seminando ad una profondità di circa 2,5-3 cm, la germinazione avviene in pochi giorni e l’accrescimento risulta rapido e costante.  
La pianta della zucca richiede almeno 1 m2 per ogni pianta, ottenibile con sesti di impianto di 100-150 cm tra le file e 70-100 cm sulla fila. Si seminano 3 o 4 piante per buchetta, che andranno poi diradate lasciandone una sola, allorché le piante presentano la terza foglia ben formata.
Cimatura e Diradamento
Utile è una cimatura del tralcio primario, sopra alla seconda o quarta foglia, per agevolare lo sviluppo di germogli ascellari, che a loro volta andranno cimati.
Si può effettuare anche il diradamento dei frutti, mantenendone non più di 2 o 3 per pianta allo scopo di stimolare il loro ingrossamento.
Irrigazioni
Le irrigazioni sono indispensabili specialmente durante la stagione calda, per garantire un regolare accrescimento dei frutti.
Raccolta
La raccolta si effettua a partire dal mese di settembre-ottobre, quando la pianta è secca e i frutti sono maturi; le zucche, con il picciolo ben attaccato (per evitare marciumi), si pongono al sole sotto un portico asciutto e tiepido, affinchè si asciughino un po' divenendo più serbevoli; si possono poi conservare a lungo in un locale asciutto e ventilato, badando che la temperatura non scenda sotto i 10°C, altrimenti la polpa cristallizza e in seguito marcisce.
La conservazione si protrae in genere per tutto l’inverno.
 
Avversità
Le avversità più temibili sono il mal bianco e gli afidi. Per il loro controllo si possono effettuare azioni indirette e trattamenti specifici.
Azioni indirette:

  • utilizzare sesti di impianto corretti per permettere una circolazione ottimale dell’aria ed una migliore diffusione della luce
  • evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature
  • limitare le concimazioni azotate
  • praticare rotazioni ampie tra le colture
  • utilizzare solo sostanza organica  ben compostata.

Trattamenti specifici
E’ possibile prevedere dei trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di zolfo o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.
 
La coltivazione della zucca ed il calendario biodinamico
Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500  prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne  le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.
 
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

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