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x Chitalpa tashkentensis

di Francesco Vignoli
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x Chitalpa tashkentensis
x Chitalpa tashkentensis

 

Studiata da Nicolai Federovitch Russanov, botanico dell'Università di Taskent, capitale dell’Uzbekistan e responsabile dell’Orto botanico di quella stessa città, x Chitalpa tashkentensis deriva dall'ibridazione di Chilopsis linearis e Catalpa bignonioides, entrambe originarie dell'America del Nord.

 

Un albero dal futuro rosa

In futuro sentiremo parlare molto di Chitalpa e c’è da scommettere che fra pochi anni farà parte del nostro paesaggio perché tante sono le sue buone peculiarità di questa pianta. Cresce sino a circa 10 metri e si allarga  da 4 a 6 metri. Può essere educato ad albero, cioè con il tronco pulito e la chioma che parte da due metri di altezza e questa sarà probabilmente la sua forma più usata.

Il legno, leggero e poco consistente, assomiglia a quello di Catalpa bignonioides, le foglie sono lanceolate, eleganti, lunghe 15-20 cm, di colore verde chiaro e in autunno cadono abbastanza tardi.

 

Fiori simili a quelli della bignonia

La fioritura è splendida e lunghissima, i fiori sono a trombetta, con i bordi sfrangiati, riuniti in panicoli di 20-25 cm di colore rosa lavanda, con la gola gialla o crema. Nell’insieme ricordano un po’ quelli delle bignonie e non profumano. La fioritura inizia in giugno e prosegue ininterrotta sino a fine settembre, i fiori sbocciano progressivamente e nel panicolo si notano insieme i fiori già aperti e i boccioli a vari stadi di maturazione. Quando anche l’ultimo fiore è sfiorito, il ramo che lo porta emette alla base del panicolo due rametti laterali che, nel giro di un mese, maturano di nuovo un’infiorescenza apicale un po’ più piccola della prima, che si schiude subito.

Lo stesso ramo può quindi fiorire due o tre volte in un estate e così, con le fioriture che si accavallano e si intersecano, la pianta è sempre in fiore.

 

Chitalpa in giardino

Chitalpa ama il sole, i terreni freschi, profondi e ricchi di sostanza organica. Uno stress da siccità può causare una parziale defogliazione e un’interruzione della fioritura, ma non procurerà danni alla pianta. Se il terreno di coltivazione non è fresco, è bene prevedere delle annaffiature regolari anche all’esemplare adulto, oltre a una buona concimazione annuale perché, quando è ben nutrita, la pianta produce una fioritura più abbondante e continua e i fiori sono di dimensioni maggiori.

Sopporta molto bene le potature, che vanno fatte in inverno: i tagli sono necessari per ringiovanire la parte aerea.

Le piante disponibili nei vivai sono innestate su Catalpa bignonioides ed il trapianto e la ripresa sono molto facili. Non si conoscono al momento malattie, salvo alcune rare maculature fogliari. La resistenza al freddo è ancora da provare, ma dovrebbe corrispondere a quella della Catalpa.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.