Stocker_2012_forbici-segacci Kubota2012 Guercio2012 Zarpellon_2011 Psenner_2012 Perugia_2012 VivBuffa_2011 Candelo2012i Erba2012 Bonfante_2011 PisPecchini_2011 Verdemax_2011 PiscCastiglione_2011 Stihl2012 Verdeacolori_2011 VivaiDelleCommande2012_1 Bakker_2011 Viking2012 Cifo_2011 McCulloch2012 Susigarden_2011 BayerGarden_2012 Gardena2012 Ingegnoli2012 Acquaform_2011 Compo_2012 Orticolario_2012
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Vitalba

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Clematis vitalba (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Clematis vitalba
  • Clematis vitalba
  • Clematis vitalba
  • Clematis vitalba


Vitalba (Clematis vitalba)
 
La vitalba, che tutti conoscerete, è un’infestante praticamente ubiquitaria che cercheremo di combattere quando la troveremo nel nostro giardino o nel nostro bosco, fra le crepe di uno dei nostri muri. E’ difficile combattere la vitalba perché è dotata di una grande vitalità e non pensate di riuscire ad eliminare tagliandola semplicemente alla base. Vi sorprenderà con la sua capacità di ricaccio e se a turni regolari provvederete nuovamente al taglio presto penserete che state combattendo una battaglia persa in partenza. L’unico sistema manuale sicuro, per non ricorrere ad agenti chimici, è il completo sradicamento.
 
Il nome scientifico è Clematis vitalba. Il suo areale di diffusione è l’Europa centrale e meridionale, ma si spinge sino nella regione caucasica.
Ha un aspetto simile a quello delle liane potendo crescere per decine di metri aggrappandosi ad ogni tipo di sostegno. Ha un fusto che col tempo può raggiungere un diametro di quasi un decimetro. E’ molto resistente e ha poche richieste in fatto di terreno, esposizione al sole, e precipitazioni.
Durante l’inverno causa non pochi danni perché il suo intreccio consente alla neve di fermarsi appesantendo la struttura degli alberi fino alla rottura dei rami.
Il pennacchio bianco e setoso visibile nella stagione morta non è il fiore, ma l’insieme dei frutti secchi.
 
Dove raccorgliela
Avendo eliminato la vitalba dal terreno non resterà che raccogliere la vitalba durante le gite in campagna. E’ facile da trovare ed in particolar modo nelle vicinanze di vecchie case abbandonate, di siepi soffocate dall’intreccio lianoso, vicino ai muri a secco che spesso ne risultano completamente coperti.
 
Che cosa raccogliere
Senza l’ausilio di nessuno strumento troncherete semplicemente le giovani cime (i germogli) che riporrete in mazzetti ordinati nel vostro cesto. La lunghezza di raccolta è molto variabile e sta nella vostra sensibilità determinare il punto esatto: la cima deve essere ancora tenera, carnosa e flessibile. Se la lunghezza di raccolta sarà eccessiva vi ritroverete in pentola un materiale eccessivamente fibroso che, se lasciato intero, avrà il non piccolo difetto di fare “il filo”. Se la lunghezza sarà scarsa il vostro raccolto tarderà a raggiungere la quantità necessaria a soddisfare le vostre esigenze.
Ricordate che una volta cotto, come succede per molte altre verdure, il volume della massa si riduce drasticamente.
 
Quando raccogliere la vitalba
Potrete raccogliere la vitalba da quando inizia a vegetare, in primavera, fino al sopraggiungere dell’inverno.
I raccolti migliori si effettuano solitamente nel mese di giugno quando le temperature sono già estive, ma il terreno è ancora umido. Oppure nei giorni successivi a piogge significative che comportino una forte idratazione della pianta ed una conseguente ripresa vegetativa in grande stile.
La grande resistenza e capacità di ricaccio della vitalba divengono per i raccoglitori un fattore estremamente positivo. Potrete, infatti, visitare le stesse piante abbastanza frequentemente, anche ogni due settimane, sempre seguendo l’andamento stagionale e la velocità di crescita.
Cimando la pianta eserciterete un’azione stimolante per la formazione di nuovi germogli che potrete successivamente raccogliere.
Ricordate che a fine stagione, in periodi di siccità e per cime sottili il sapore si presenterà più amaro.
 
Le virtù della vitalba
La vitalba non ha nessuna virtù medicinale e difatti non la troverete in nessun testo di erboristeria.
Anche come pianta alimentare viene spesso snobbata dai testi specialistici, relegata spesso al ruolo di semplice vegetale commestibile dal sapore un po’ acre.
Tutto questo è vero, ma è solo una visione limitata. La vitalba si presta benissimo in cucina per entrare a far parte di moltissimi piatti conferendo al contempo una nota “amara” che ricorda davvero “il mangiare povero” di un tempo. E’ duttile e richiede quindi una certa versatilità in cucina e commensali capaci di apprezzare le novità e i sapori senza prima analizzare tutto con la lente d’ingrandimento del sospetto.
 
La vitalba in cucina
La vitalba necessita sempre di una bollitura per allontanare la potenziale velenosità di tutti gli esponenti della famiglia delle ranuncolacee.
Bollitela con poca acqua e lasciatela scolare nello scolapasta.
L’impiego più classico, ed anche il più gustoso, è quello di succedanei degli spinaci. Soffriggete in una padella un poco d’olio dal gusto deciso e un paio di grossi spicchi d’aglio solo schiacciati. Passate poi la vitalba lessata, aggiungete a piacere un poco di peperoncino in polvere, e prima di servire spolverate con Parmigiano Reggiano non troppo stagionato e ancora dolce.
Una variante può prevedere l’impiego di sottili fette di una buona toma stagionata, e quindi saporita, ma dolce, da disporre sulla vitalba a cottura ultimata. Spegnete il fornello e mettete sulla padella un coperchio a tenuta; lasciate fondere il formaggio che dovrà ricoprire interamente la verdura e servite.
Per un condimento particolare per la pasta operate come segue. Raccogliete cime di ortiche, getti di vitalba e foglie giovani di malva in pari quantità. Lessate il tutto e fate ben scolare premendo la massa sul fondo del colino.
Dopo aver fatto soffriggere un po’ d’aglio aggiungete e fate saltare la parte terminale del prosciutto che più non riuscite ad affettare passato nel tritacarne, quando è ben rosolato, aggiungete la verdura lessata finemente triturata a mano. Portate a cottura aggiungendo un poco di brodo e, se volete, insaporite con un bicchiere di vino bianco.
Per una buona riuscita il prosciutto dovrà essere la metà della verdura.

»
  • Share this

Piante Spontanee

  • Acero montano
  • Alloro
  • Anemone di bosco
  • Aquilegia
  • Aralda
  • Arnica
  • Arum
  • Assenzio
  • Azzeruolo
  • Biancospino
  • Boccaleone
  • Calendula
  • Campanellino
  • Cappero
  • Cardo mariano
  • Carpino nero
  • Cicoria selvatica
  • Ciliegio selvatico
  • Cipollaccio dal fiocco, Lampascione
  • Colombina
  • Corniolo
  • Corydalis
  • Cotogno
  • Croco o Zafferano maggiore
  • Doronico
  • Elleboro
  • Equiseto o Coda cavallina
  • Erba moscatella
  • Falsa ortica
  • Farfaraccio
  • Favagello
  • Finocchio selvatico
  • Fragola di bosco
  • Frassino maggiore
  • Geranio
  • Giglio di San Giovanni
  • Giglio martagone
  • Ginepro
  • Ginestra dei carbonai
  • Girasole
  • Lamium maculatum
  • Lampone
  • Lantana
  • Laurotino o Lentaggine
  • Leucojum vernum
  • Levistico o Sedano di monte
  • Lisimachia
  • Melissa
  • Melograno
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Mora di rovo
  • Nespolo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivello spinoso
  • Orchidee selvatiche
  • Orniello
  • Panace comune
  • Papavero
  • Pero corvino
  • Pratolina o Margheritina
  • Primula
  • Ribes rosso
  • Rosa selvarica, Rosa di macchia
  • Rosmarino
  • Ruta
  • Salvia dei prati
  • Salvia sclarea
  • Sambuco nero
  • Sambuco rosso
  • Saponaria
  • Sempervivum
  • Serenella o Lillà
  • Sigillo di Salomone
  • Sorbo dell'uccellatore
  • Sorbo montano
  • Tarassaco o Dente di leone
  • Timo
  • Topinambur
  • Verbena officinale
  • Vescicaria maggiore o Alisso utriculato
  • Vitalba

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.