Virus delle euforbiaceeAl vasto genere delle Euphorbiaceae appartengono specie molto note e diffuse come piante anche da interni. E’ il caso della Stella di Natale, E. pulcherrima, la cui produzione annua, in Italia, supera i 20 milioni di vasi. Ma esistono tante altre euforbiacee, certamente meno famose ma altrettanto belle e decorative, adatte per essere collocate anche all’aperto per formare bordure in terreni poveri e posizioni soleggiate. Ci riferiamo a quelle specie in particolare note anche come “corona di Cristo”, a causa delle spine e dei “fiori” di colore rosso che evocano le gocce di sangue: Euphorbia milii ed E. x lomii. E’ pur vero che si tratta di arbusti dotati di spine, ma questo “inconveniente” è ampiamente ripagato dalle loro innumerevoli doti, fra cui l’elevata rusticità e la variopinta fioritura che ci accompagna tutto l’anno. I fiori infatti (ciazi), riuniti in mazzi terminali lunghi fino a 30 cm, possono essere contornati da brattee cuoriformi non solo scarlatte, ma anche gialle, arancio o bianche. Altrettanto decorative sono le foglie, ellittico-lanceolate, collocate alla sommità dei rami. Se fino a pochi anni fa la scelta era assai limitata, negli ultimi anni sono state introdotte, soprattutto dalla Tailandia, nuovi ibridi e varietà con lo scopo di selezionare individui maggiormente adatti alle zone metropolitane e costiere del centro-sud, da proporre ai “consumatori” desiderosi di alternare a pelargoni e Surfinie, specie altrettanto decorative ma maggiormente resistenti in zone calde, soleggiate e spesso siccitose. Purtroppo, a causa di questa recente introduzione di nuovi individui dai paesi asiatici, si sono registrati casi patologici dovuti a virus “importati” involontariamente assieme alle prime talee, uno fra tutti quello del “mosaico” (PnMV: virus del mosaico della poinsettia).
Il Mosaico Dall’acronimo PnMV, si intuisce come questo virus infetti anche la già citata Stella di Natale (o Poinsettia), ma non “disdegna” altre euforbiacee, fra cui le belle E. milii ed E. x lomii. Non si tratta, per fortuna, di un patogeno molto pericoloso, dato che è specifico delle euforbiacee, non si trasmette per contatto e non se ne conosce il vettore naturale, ossia si esclude che afidi, tripidi o cicaline, possano trasmetterlo ad individui sani. Eppure, PnMV sta dando dei problemi soprattutto a livello produttivo, dato che spesso è latente, ossia, seppure infetta, la pianta è asintomatica e si rischia di ottenere talee che solo in un secondo momento mostreranno il tipico “Mosaico” su foglie e brattee: macchie o screziature che ne deturpano l’aspetto decorativo.
Un semplice consiglio Ben venga quindi l’utilizzo di una bella E. milii nel nostro giardino ma, al momento dell’acquisto, un esame attento del portamento e soprattutto del colore non uniforme di foglie e fiori potrà metterci in guardia circa la presenza di questo virus. |
Cura della pianta
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