VioletteLe violette orticole - non le specie spontanee dei boschi e dei prati, come la profumatissima mammola, ma i piccoli ibridi creati dall’uomo - per lungo tempo hanno sofferto una crisi d’identità, forse anche perché nei centri di giardinaggio sono sovente poste in vendita accanto alle pansé, o “viole del pensiero”, che sono un po’ come delle loro vecchie zie, da cui però si differenziano notevolmente sotto diversi aspetti. A prescindere dalle complicatissime vicende orticole che le hanno generate, le violette offrono al giardiniere amatoriale, ma anche al professionista, una quantità incredibile d’idee e spunti per arricchire giardini, balconi e terrazzi con masse di fiori davvero stupefacenti. Rispetto alle pansé - che pure conservano una specifica funzione decorativa, soprattutto invernale, e quindi sono spesso utilizzate nelle pubbliche aiuole - esse tollerano meglio il caldo e la luce solare forte, senza contare che, avendo dimensioni più piccole, difficilmente si piegano o si deformano sotto le intemperie. Un’altra loro virtù risiede nell’eccezionale gamma di forme e colori, incrementata dai produttori anno dopo anno, mentre la scelta nel campo delle pansé è assai più modesta. Versatili e poco esigentiVi sono molte altre buone ragioni che dovrebbero indurci ad usare maggiormente le violette, come ad esempio la formidabile rusticità e la facilità di coltivazione. Esse in genere preferiscono una posizione soleggiata, ma una copiosa fioritura si ottiene anche in mezz’ombra (con le ovvie variazioni riferite alle diverse aree climatiche del nostro Paese), mentre in piena ombra, pur non rifiutandosi di sorriderci, producono boccioli più piccoli e quantitativamente più radi. Dunque, più sole c’è e più sono felici, anche se in tal caso, ovviamente, la loro sete diventa pressoché inestinguibile. In giardino si prestano a innumerevoli impieghi, compreso quello usato un secolo fa da un celebre giardinista irlandese, William Robinson, che era solito sparpagliarle nelle bordure miste secondo un tipico gusto inglese “di campagna”. Un altro mostro sacro del giardinaggio anglosassone d’inizio Novecento, Gertrude Jekyll, era invece attratta dallo spettacolo pittorico creato dall’effetto-massa che si ottiene piantando una sola varietà (ad es. la sua amata ‘Jackanapes’) in gruppi compatti e senza risparmio di esemplari. Un’altra loro felice destinazione è quella dei contenitori (vasi, vasche, basket, ecc.): una meta che suggeriamo soprattutto per le varietà biennali (le cosiddette “mini-viole”), una categoria oggi in fortissima espansione, sia a livello di produzione sia nei favori del mercato.
Viole, violette, pansè e mini violeCon le viole, gli orticoltori stanno facendo un percorso inverso rispetto a quello di molte altre piante ornamentali, per le quali è considerata naturale la ricerca di un fiore sempre più grande. Con loro, invece, si è passati dalla primigenia e modesta Viola tricolor , a “pansé” quasi gigantesche, per puntare ora a corolle sempre più piccole, ma con fioriture abbondantissime e soprattutto prolungate nel tempo. La vicenda è un po’ intricata, ma va affrontata per cercare di distinguere fra i vari gruppi di viole coltivate, premettendo però che i confini sono spesso piuttosto incerti. Agli inizi dell’Ottocento s’iniziò a lavorare su quattro specie spontanee (l’annuale Viola tricolor e le perenni V. lutea, V. altaica, V. cornuta) allo scopo di ottenere degli ibridi più belli: fu così che nacquero dapprima le pansé, coltivate come annuali o biennali e caratterizzate da una grossa macchia scura nel centro della corolla. Poi fu il turno dei cosiddetti ibridi di “Viola”, che invece sono perenni, hanno un fiore più piccolo e un portamento più compatto rispetto alle pansé, di norma senza sfoggiare la macchia nera centrale. Inoltre, mentre le pansé hanno un solo stelo, le “Viola” producono diversi fusti. Questi ibridi furono seguiti da altri più piccoli, quasi nani, ottenuti incrociando le pansé con Viola cornuta: chiamati “Violetta”, essi sono spesso dotati di un dolce profumo e di un solo colore. In questo vasto gruppo di viole orticole, che fioriscono tra l’autunno e la primavera inoltrata, bisogna poi inserire per analogia anche le cultivar di Viola cornuta, sempre perenni, ed infine la moltitudine di “Mini-viole”, coloratissime biennali che stanno in questo momento furoreggiando a tutti i livelli.
Ibridi di “Viola”:
Ibridi di “Viola”: Viola 'Molly Sanderson', Viola 'Cuty', Viola 'Prince Henry', Viola 'Mercury', Viola 'Clementina', Viola 'Huntercombe Purple', Viola 'Patricia Brookes', Viola 'Jackanapes', Viola 'Winifred Wargent', Viola 'Blue Moon', Viola 'Etienne', Viola 'Pretty Woman', Viola 'Lemon Chiffon', Viola 'Irish Molly', Viola 'Richard's Yellow'
Ibridi di “Violetta”:
Ibridi di "Violetta": Viola 'Delicia', Viola 'Leora', Viola 'Geraldine'
Varietà di Viola cornuta:
Viola cornuta: Viola cornuta 'Light Blue', Viola cornuta 'Bicolor', Viola cornuta 'Northfield Gem', Viola cornuta 'Coconut', Viola cornuta 'Orange', Viola cornuta 'Golden Yellow', Viola cornuta 'Aprikosenfarbe'
Le moderne “Mini-viole”:
Mini-viola: Viola 'Jewel Purple With Face', Viola 'Jewel Blue With Face', Viola 'Jewel Maroon and Yellow', Viola 'Sorbet Orange Duet', Viola 'Baby Face Yellow', Viola 'Sparkler Red Wings', Viola 'Princess Blue', Viola 'Jewel Blue and White', Viola 'Nature Blue', Viola 'Jewel Blue and Yellow', Viola 'Pricess Cream', Viola 'Rebel Blue and Yellow'
Coltivazione delle perenni Terreno Le violette perenni, pur tollerando molte situazioni, preferiscono un normale suolo da giardino, costantemente umido ma ben drenato, con un pH fra 5,5 e 7. Concimazione Prima della messa a dimora delle piantine, è bene arricchire il terreno con abbondante concime organico o con fertilizzante granulare. Un’aggiunta di terriccio di foglie è necessaria se il suolo è troppo sciolto o sabbioso. In primavera, si aggiunge del concime granulare a lenta cessione, mentre in estate si sparge del fertilizzante liquido una volta al mese. Esposizione Le violette gradiscono il sole (nelle regioni del nord) a condizione che il terreno sia sempre umido, ma in alcune varietà il colore si sbiadisce. La mezz’ombra è ancor più indicata, specie nel centro-sud, mentre l’ombra assoluta è da evitare, soprattutto se rivolta a settentrione. Cure Le viole orticole si piantano a una distanza di circa 20 cm l’una dall’altra e di norma vogliono annaffiature abbondanti per tutto il periodo di fioritura. Se le piante riducono le infiorescenze, è meglio tagliarle a 5 cm dal suolo: se si è in estate, torneranno a fiorire entro un mese. In autunno vanno leggermente diradate, altrimenti l’eccessivo accestimento può portare a marciumi. Per prolungare la fioritura, eliminare man mano i fiori che appassiscono. Evitare di piantare viole nel medesimo spazio per più di tre anni consecutivi, allo scopo di evitare la malattia fungina che colpisce le viole Moltiplicazione Il consiglio è di acquistare esclusivamente piantine fatte con talee, poiché quelle da seme spesso non sono veramente perenni, hanno fiori più piccoli e poco profumo. La moltiplicazione, perciò, va fatta con talee di 5-6 cm prelevate in settembre da fusti non fioriferi e recise sotto il picciolo di una foglia. Le talee vanno poi piantate in un miscuglio di sabbia non troppo fine e torba, in cassone freddo. Quando sono radicate, si pongono in vasetti di 8 cm riempiti di composta, dove sverneranno prima di essere piantate in primavera. Un altro metodo di moltiplicazione è la divisione, facilitata dall’ottimo apparato radicale delle viole. Malattie I marciumi radicali e del colletto, come ad es. Phythophthora spp., sono i peggiori nemici delle viole perché persistono nel suolo. Si prevengono con un buon drenaggio e una drastica riduzione delle piante quando necessario. Le macchie fogliari, l’oidio e la Peronospora si combattono con il principio attivo ‘mancozeb’.
Coltivazione delle biennali I criteri con cui si coltivano le varietà biennali, o “Mini-viole”, non differiscono molto da quelli indicati per le perenni, soprattutto per terreno, concimazione pre-impianto, esposizione e malattie. La moltiplicazione, invece, si effettua con la semina in estate (anche se è molto più comodo acquistare in vivaio le piantine pronte). I semi vanno posti in una cassetta da propagazione in cassone freddo, all’ombra, e quando le piantine si possono maneggiare vanno messe in contenitori del 9 con composta da vaso. In autunno o a inizio primavera si mettono a dimora definitiva. |
Erbacee
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