VerbascumSe esiste una pianta che, in natura, vive in tutte le regioni italiane senza alcuna preclusione da Bolzano ad Agrigento, questa è il tasso barbasso (Verbascum thapsus), che predilige i luoghi incolti e le macerie contrassegnate da un certo grado di aridità. Spesso alto più di un metro, con la sua infiorescenza più volte ramificata sembra un totem vegetale posto a guardia del territorio, disponibile però anche a farsi largo tra le specie ornamentali, magari sotto forma di ibridi multicolori ottenuti con il suo contributo. Dotato di grandi foglie basali, ricoperte di peli vellutati e morbidissimi al tatto, ma soprattutto di lunghe spighe con numerosissimi fiori gialli, il verbasco si presenta con un aspetto statuario e quasi monumentale, che sembra essere stato creato apposta per fare da sfondo ad altre piante erbacee, tipiche dei giardini di campagna, come i Delphinium e i malvoni. Naturalmente, il tasso barbasso è solo il più conosciuto di un genere che invece è composto di 250-300 altre specie, alcune delle quali vengono utilizzate sia come tali, sia come “genitori” di diverse forme nate da ibridazioni incrociate. Ancora poco usati nei nostri giardini, i Verbascum costituiscono invece una risorsa da prendere in seria considerazione, perché sono piante versatili e ricche di quel fascino “agreste” che sembra essere tornato di moda dopo tanto tempo.
In breveTipo di pianta: Erbacea biennale o perenne Famiglia: Scrophulariaceae Parenti stretti: Digitalis, Linaria, Veronica Dimensioni massime: ↑ 30 cm / 2 m ; ↔ 30 / 60 cm Portamento: Eretto Foglie: Spesso ricoperte di peli vellutati Colore foglie: Verdi, oppure grigie Fiori: Gialli nelle specie, multicolori negli ibridi Fioritura: Dalla tarda primavera all’autunno Rusticità in Italia: Buona.
Un po’ di botanicaDi norma i V. sono piante biennali, che nel primo anno producono solo foglie e nel secondo fioriscono per poi morire. Tuttavia, grazie agli incroci effettuati con alcune specie perenni (come V. chaixii, V. dumulosum e V. phoeniceum), si sono potute creare forme assai più longeve, anche se va confermato che, a confronto con altre erbacee perenni, i Verbascum non godono di vita lunghissima. Hanno un fogliame marcato, delicatamente rivestito di peluria e con dimensioni anche notevoli. Le foglie sono alterne, in rosette, a margine intero o crenato, e le infiorescenze sono a pannocchia od a spiga, con fiori dalla corolla a cinque petali, spesso di colore giallo, ruotante attorno a un apparato sessuale con filamenti pubescenti. Il frutto è una capsula piena di semi.
Specie e ibridi
In giardinoOltre che per l’ultimo piano delle bordure miste, i V. sono indicati anche per riempire i vuoti fra un arbusto e l’altro, potendo contare su di un portamento eretto che si staglia nitidamente davanti alla fascia di piccole legnose ben strutturate. Tutti i V. s’inseriscono a meraviglia negli schemi impostati sul grigio e sul giallo, soprattutto se sono accompagnati da cuscini di aromatiche mediterranee, come le salvie, i rosmarini e le lavande. Le loro guglie sinuose si associano benissimo al grigio vellutato di alcuni Senecio, con rimandi reciproci di grande effetto a causa delle affinità nei colori dei fiori e delle stesse foglie. Gli ibridi meno alti, dotati di fiori variopinti, sono perenni che fioriscono verso metà estate, rifiorendo continuamente se si ha la costanza di recidere gli steli che man mano avvizziscono. Le varietà colorate di rosa-corallo si integrano garbatamente con le foglie dei rabarbari (Rheum) ornamentali, mentre quelle sui toni del bronzo-cannella amano la vicinanza di Spiraea japonica ‘Goldflame’ e di Carex comans. I verbaschi dal colore salmone scuro sono perfetti per essere accostati al ramato di Euphorbia ‘Chameleon’ o della rosa inglese ‘Charles Austin’.
IbridiAllo stato spontaneo, i V. sono tra le piante più disponibili a scambiarsi i rispettivi pollini e quindi a dare origine a forme naturali diverse. Con gli incroci realizzati dall’uomo si sono ottenute varietà perenni ancor più interessanti, soprattutto dopo aver coinvolto in queste operazioni la specie V. phoeniceum, spesso dotata di fiori viola scuro. Tra le varie opportunità segnaliamo le seguenti.
Dove acquistarli
ColtivazioneDi norma i V. sono pienamente rustici, preferiscono un’esposizione abbastanza soleggiata o in mezz’ombra e sopportano bene anche la siccità. Amano il terreno alcalino (anche ai limiti superiori), purché sia un po’ umido ma ben drenato. Prima di metterli a dimora, è bene aggiungere del materiale organico. In qualche modo non gradiscono l’ombra eccessiva di altre piante e desiderano mantenere lo spazio loro assegnato senza troppe invadenze. In generale mantengono la loro posizione eretta, anche perché il fusto principale è molto resistente, ma se l’esposizione è fortemente soleggiata e se i venti sono impetuosi, possono richiedere l’aiuto dei tutori. La base della pianta va tenuta sgombra dalle foglie cadute da altre piante, per evitare il formarsi di marciumi radicali. I getti ormai sfioriti vanno rimossi per ottenere nuove fioriture. Ogni tre anni, in primavera, le perenni vanno divise e rimesse a dimora. Le specie si seminano in primavera in cassone freddo, mentre gli ibridi e le cultivar si propagano mediante talee radicali alla fine dell’inverno. |
Erbacee
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