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Tingide del biancospino e altre rosacee

di Mario Ferrari
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Stephanitis pyri è un fastidioso insetto che negli ultimi anni infesta, sempre più assiduamente, alcune rosacee ornamentali, in particolare i biancospini (gen. Crataegus), Cotoneaster e Pyracantha, arrecandovi marcati danni all'apparato fogliare.

Gli adulti sono lunghi 3-3,5 mm, presentano il corpo scuro, appiattito e con le caratteristiche ali anteriori trasparenti e distese orizzontalmente sul corpo, presentano una tipica e fitta reticolatura che disegna tipiche cellette poligonali. Sono inoltre presenti, verso il capo, due originali espansioni membranose a semicerchio, anche loro reticolate in cellette. Le ali, che sono più grandi del corpo, presentano delle tipiche maculature scure a fasce nella parte distale e mediana.

Gli stadi giovanili (neanidi e ninfe) sono di colore giallo-verdastro con ampie macchie scure, bruno-nerastre, sul dorso e sull’addome. Le giovani neanidi presentano l’addome ornato di formazioni spinose.

 

Tecniche di controllo

In presenza di infestazioni marcate negli anni precedenti conviene, ai primi sensibili attacchi dell’anno, considerare la possibilità di effettuare uno o più interventi chimici diretti ad effetto abbattente.

Per i suddetti scopi è consigliabile impiegare insetticidi a tossicità non troppo elevata come ad esempio l’Estratto di Piretro, l’Etofenprox, lo Spinosad e i Piretroidi di sintesi (ad esempio la Deltametrina).

È infine sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

 

Danno

Il danno è in genere prodotto tra gli inizi e la fine dell’estate e consiste in piccole punteggiature giallastre nella pagina superiore, che coincidono con le punture di nutrizione prodotte dai diversi stadi nella parte inferiore della foglia. Tali aree man mano diventano diffusamente clorotiche poi argentee e bronzee poi i lembi necrosati vanno incontro a disseccamenti e a defogliazioni anticipate ed inestetiche.

La pagina inferiore, che ospita numerosi individui, si presenta necrotica ed evidenzia gli abbondanti escrementi prodotti dai vari stadi, di colore nero lucente (puntolini nerastri che corrispondono a escrementi che ricoprono le uova infisse parzialmente nel mesofillo).

 

Ciclo

Questa tingide sverna come adulto nel terreno protetto dalle foglie secche ma può trovare riparo anche nelle screpolature della corteccia o in altri anfratti delle piante ospiti. In primavera inizio estate gli adulti si portano sulle foglie dove iniziano il loro rapporto trofico producendo i danni sopra evidenziati.

Le uova vengono deposte anche parzialmente infisse nei tessuti fogliari e spesso sono ricoperte  dagli escrementi nerastri, lasciando la pagina inferiore tutta imbrattata e punteggiata di nero.

Durante l’anno compie mediamente tre o quattro generazioni all'anno che si accavallano durante i mesi estivi.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

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