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Stereonychus fraxini

di Mario Ferrari
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  • Danno su frassino da Stereonychus fraxini

 

 

Stereonychus fraxini: piccolo coleottero defogliatore del frassino


Stereonychus fraxini è un piccolo coleottero Curculionide, lungo 4-5 mm e di colore bruno nerastro con sfumature chiare (il corpo presenta una tomentosità con riflessi giallastri), che infesta e defoglia specificamente il frassino.

Si tratta di un insetto che sverna allo stadio adulto riparato in diversi anfratti sulle piante ospiti o nell’ambiente a loro attiguo.

Gli adulti riprendono l’attività in primavera, generalmente ad aprile, ed originano la prima generazione larvale che è la maggiore responsabile dei danni arrecati. Le larve, giallastre e mollicce, sono presenti durante l’estate e stazionano sotto le foglie producendo le tipiche e massicce scheletrizzazioni.

Questo coleottero, a seconda degli ambienti, compie da una a tre generazioni all’anno.

 

Danno

Il danno maggiore è di conseguenza quello prodotto dalle larve ed è determinato dalle caratteristiche erosioni del lembo che prima scheletrizza poi si bucherella; anche gli adulti, seppure in minor misura, contribuiscono alla bucherellatura delle foglie. Le chiome infestate con foglie in buona parte scheletrizzate (con lamina quasi trasparente) subiscono inevitabili stress con danni estetici e funzionali.

 

Difesa

Il controllo diretto di questo endemico coleottero non è molto agevole anche in virtù del tipo di piante infestate e degli ambienti, spesso naturali, in cui esse si trovano; il controllo specifico, di conseguenza, considerata anche la sua attuale sporadicità, risulta spesso non giustificato e necessario.

In alcuni contesti operativi, come ad esempio in vivaio e in alcuni giardini con piante giovani e in fase di sviluppo (ed in annate particolari) la sua presenza potrebbe però determinare sensibili danni vegetazionali ed estetici tali da giustificarne il controllo. In questi casi è opportuno intervenire alle prime serie colonizzazioni con alcuni prodotti insetticidi ad effetto abbattente.

 

I prodotti più efficaci da utilizzare per questi interventi sono generalmente i Piretroidi (ad esempio la Deltametrina) o l’Estratto di Piretro, ma potrebbero essere utilizzati anche degli altri insetticidi ad azione diretta come Azadiractina ed Etofenprox.

È sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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