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Sortilegi di cera - Galleria Nazionale di Palazzo Spinola

di dforni
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PALAZZO SPINOLA GENOVA

La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola inaugura martedì 6 dicembre alle ore 17.00 la manifestazione Sortilegi di cera con la presentazione nelle proprie sale storiche di alcuni allestimenti in cera appositamente realizzati da Paola Nizzoli Desiderato, artista genovese che con le sue realizzazioni ha ridato vita all’antica arte della ceroplastica recuperando ricette nella cui definizione si impegnarono anche maestri come Verrocchio e Cellini.

Con l’intervento di Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, di Franco Boggero, Soprintendente f.f. per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, e di Farida Simonetti, Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, si illustrerà la mostra e prenderà avvio il ciclo di conferenze La cera tra Arte e Scienza, con il primo intervento a cura di Giulio Sommariva, Conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dal titolo “Sortilegi” di cera nel microcosmo presepiale. Nella stessa occasione Paola Nizzoli Desiderato illustrerà la tecnica della ceroplastica attraverso la riscoperta di tecniche antiche. All’incontro seguiranno altri due appuntamenti: 

 

Ciclo di conferenze

La cera tra Arte e Scienza:

 

Martedì 6 dicembre 2011, ore 17.00

Giulio Sommariva

Conservatore Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova

“Sortilegi” di cera nel microcosmo presepiale

 

Paola Nizzoli Desiderato

Una tecnica per l’inganno: la ceroplastica

 

Martedì 24 gennaio 2012, ore 17.00

Daniele Sanguineti

Conservatore Museo di Palazzo Reale, Genova

La ceroplastica a Genova in età barocca: funzioni e fortuna

 

Angela Acordon

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, Genova

Francesca Olcese

Restauratrice di Beni Culturali, Genova

Il restauro di due quadri Spinola in cera: il “Riposo durante la fuga in Egitto” e un “San Gerolamo penitente”

 

Giovedì 23 febbraio 2012, ore 17.00

Chiara Nepi

Responsabile Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale di Firenze

La natura imitata. Ovvero, quando l’arte aiuta la scienza

 

Chiara Gabbriellini e Francesca Rossi

Restauratrici di Beni Culturali, Firenze

La ceroplastica e la sua conservazione

 

I temi affrontati nelle conferenze saranno pubblicati nel volume La cera tra arte e scienza,  settimo numero della collana “Palazzo Spinola Museo Aperto”, edito dalla casa editrice Sagep di Genova, che sarà presentato nel prossimo febbraio 2012.

 

La ceroplastica e Genova

Gli allestimenti di frutti e agrumi in cera di Paola Nizzoli Desiderato sono occasione per ripercorrere la storia della ceroplastica, la tecnica di modellare la cera che ebbe particolare successo a partire dalla fine del Seicento, soprattutto per l’utilizzo in ambito scientifico sia per lo studio della botanica che dell’anatomia.

In campo anatomico uno dei principali artefici fu Gaetano Giulio Zumbo (Siracusa 1656-Parigi 1701). Trascorsi alcuni anni fra Napoli, Firenze e Bologna, nel 1695 egli giunse a Genova e qui, tra il 1698 e il 1699, grazie alla collaborazione con il medico francese Guillaume Desnoues (primario di Chirurgia all’Ospedale di Genova e professore di Anatomia), eseguì alcuni modelli in cera, tra i quali il modello di testa umana, inviato a Firenze in dono a Cosimo III e oggi conservato nel Museo della Specola, oltre ad altre parti anatomiche, come una figura a grandezza naturale di donna gravida, fedelmente riprodotte grazie allo studio sui cadaveri.

Accanto alla produzione a scopo scientifico, Zumbo affiancò quella di piccoli quadri con raffigurazioni in cera di cui sono note una Natività e una Deposizione, soggetti devozionali di sorprendente verosimiglianza nelle virtuosistiche dimensioni destinati al culto nelle stanze private, anche delle dimore genovesi. A questo genere appartengono il Riposo durante la fuga in Egitto e il San Gerolamo penitente, risalenti al XVII secolo, che appartenevano al patrimonio degli Spinola donato nel 1958 al Sovrano Militare Ordine di Malta, manufatti presentati per la prima volta in questa occasione dopo il restauro eseguito da Francesca Olcese e sostenuto da Filippo Gaslini Alberti, Agente Generale Fondiaria SAI Genova.

 

La ceroplastica e la “Pomologia artificiale”

Le opere di Paola Nizzoli Desiderato nascono dall’interesse per la ceroplastica unito a quello per la “Pomologia”, scienza che classifica centinaia di varietà di frutti, distinguendo i tempi di maturazione, le dimensioni, il colore della buccia e della polpa, le patologie. Da questa disciplina durante il XVIII secolo, in sintonia con il clima culturale positivista del periodo, si sviluppò la “Pomologia Artificiale”, arte di ideare e costruire modelli tridimensionali in cera, di cui è straordinario esempio la collezione di epoca lorenese che comprende, ancora esposte nelle vetrine settecentesche presso l’Istituto di Botanica dell’Università di Firenze, circa 200 piante a grandezza naturale realizzate dall’Officina di ceroplastica costituita nel 1771. Sviluppano questo filone di ricerca la pubblicazione tra il 1817 e il 1839 del catalogo della Pomona Italiana redatto dal ligure Giorgio Gallesio e le oltre 1200 tipologie di frutti realizzati in gesso intorno alla metà dell’Ottocento dal torinese Francesco Garnier Valletti, affermato ceroplasta sia alla corte viennese che a quella dello Zar, raccolta già oggetto di una mostra nelle cucine storiche del palazzo degli Spinola nel 1997.

L’identificazione e la classificazione delle varietà erano rivolte, oltre che a scopi conoscitivi e all’insegnamento delle scienze naturali, all’incremento della produzione ortofrutticola, ma soddisfacevano anche un gusto estetico attratto dal ricorso agli elementi naturali per finalità decorative: composizioni di fiori e di frutti artificiali furono così protagoniste del decoro della tavola e negli arredi di dimore e corti europee.

La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, antica residenza gentilizia, si propone con questa mostra di far rivivere questa tradizione.

 

La ceroplastica e le opere di Paola Nizzoli Desiderato

Paola  Nizzoli Desiderato da tempo studia questa antica tecnica caduta in disuso con lo scopo di dare continuità ad arti del passato utilizzando procedimenti e materiali diversi, con attrezzature talvolta originali o riprodotte fedelmente grazie alla specifica documentazione tratta da libri antichi e pubblicazioni che è riuscita ad acquisire. Questo interesse, unito a quello per la natura, l’hanno indotta a specializzarsi nello studio e nella ricerca della riproduzione di fiori e frutti artificiali nella storia, per poi riprodurli con cere, carte, stoffe, metalli. In particolare, dal 2007, affascinata da quanto visto nei musei di Firenze e Torino e presso le Università di Bologna e Milano, ha iniziato la ricerca storica e bibliografica sulla “ceroplastica”, l’antica arte di modellare la cera strettamente legata al desiderio e alla necessità di imitare e riprodurre la natura. Dopo una lunga e laboriosa sperimentazione è riuscita a realizzare (giugno 2011) circa 300 modelli di frutti e verdure.

Dal 2010 sta lavorando e realizzando due nuovi progetti. Il primo è dare tridimensionalità alle tavole di pittura botanica, uno strumento didattico e scientifico in uso fino al ‘700, e riportare in vita, rinnovare e aggiornare la “Pomologia artificiale” ricreando sempre nuovi modelli di frutti, antichi e non, provenienti da tutte le parti del mondo grazie alla collaborazione di vivaisti e facoltà di botanica.

Il secondo progetto è fare vivere i dipinti delle nature morte attraverso riproduzioni tridimensionali e filologiche creando veri quadri tridimensionali come realizzato con successo riproducendo la “Canestra” del Caravaggio, che è stata esposta al Museo di Arte Moderna di Milano, scoprendo forma, luci, posizione della canestra reale dipinta dal grande maestro.

 

 

Galleria Nazionale di Palazzo Spinola

Piazza di Pellicceria, 1

16123 Genova

Tel. 010.2705300

Fax 010.2705322

palazzospinola@beniculturali.it

www.palazzospinola.it

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Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.