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Sigillo di Salomone

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Sigillo di Salomone (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Le bacche a piena maturazione, in piena estate diventano di colore blu scuro
  • Il Sigillo di Salomone si trova in boschi di faggi o querce, al riparo della vegetazione più grande, all’ombra o in ombra parziale
  • I fiori campanulati e bianchi sono intensamente profumati, ricadono verso il basso sotto lo stelo arcuato
  • Le foglie all’inizio sono portate verso l’alto, con venature ben visibili

Sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum, Polygonatum odoratum)
 
Piccola, discreta, quasi nascosta, la pianta nota come il Sigillo di Salomone, appartenente al genere Polygonatum, non è facile da scoprire, e molti vi saranno passati ad un passo senza nemmeno accorgersene.
Se ne distinguono due specie, una maggiore, Polygonatum multiflorum, ed una minore, Polygonatum odoratum.
Vivono entrambe al margine o all’interno di boschi di faggi, di querce, o misti. Il terreno deve essere ricco di sostanza organica derivata dal progressivo disfacimento delle foglie cadute, ma con una matrice argillosa. Crescono all’ombra, talvolta completamente nascoste dal fitto sottobosco, o dagli estesi prati di alte felci aquiline, ma in luoghi ben esposti, mai freddi, temperati.
Ad accomunarli è anche il rizoma robusto, dotato di moltissime radichette.
 
Polygonatum multiflorum ha steli arrotondati che raggiungono un’altezza di 70 cm che portano foglie alterne di forma elliltica-ovoidale. Sono portate verso l’alto mostrando le forti venature, simile a costolature nella pagina inferiore, come linee depresse in quella superiore.
I fiori, campanulati, sono portati in piccoli grappoli, da due a cinque unità ciascuno, che si formano all’ascella delle foglie. Sono di colore bianco-verde e si aprono da maggio a giugno.
Polygonatum odoratum non è facile da distinguere. Spesso più piccola e sviluppata meno in altezza, ma più prossima al suolo, ha steli spigolosi e porta i fiori penduli, singoli, talvolta a coppie.
 
Il Sigillo di Salomone inizia a vegetare tardi, a metà primavera, in montagna, in annate fredde, anche ad inizio maggio. Dai rizomi si formano gli steli arcuati che porteranno prima i fiori e poi le bacche di colore blu scuro. Le bacche raggiungono il pieno colore solo nella seconda parte dell’estate. Molte piante saranno spogliate dagli uccelli che se ne cibano provvedendo alla diffusione della specie nei terreni circostanti. In autunno, prima di seccare, l’intera pianta si tinge di un colore giallo oro luminoso.
 
Dove collocarli in giardino
Polygonatum odoratum è coltivato nei giardini per le sue dimensioni ridotte, perché pianta da ombra e per il profumo, intenso e ricercato, simile a quello dei giacinti.
Dà il meglio di sé quando si pone all’ombra, in angoli poco frequentati, privi di calpestio, destinati ad una parziale rinaturalizzazione. Si può porre al margine di un boschetto o di una folta macchia, sotto una rosa allevata a pergola nei pressi di un muro così da creare uno spazio protetto, sul lato in ombra della casa, sotto un grande albero.
 
Cure 
Senza prelevare piante in natura acquistiamo i rizomi all’inizio dell’autunno quando sono in fase di riposo. Preferiamo quelli grandi, che si presentano sodi, di colore chiaro senza segni di rotture, ammuffimenti o zone molli. I rizomi con già le gemme evidenti, pronte a entrare in vegetazione, sono da evitare perché non è questa la loro stagione. Questa operazione può essere effettuata anche in primavera con le stesse accortezze. Unica differenza le piante originatesi da rizomi messi a dimora in primavera raramente fioriscono nell’anno.
Si prepara un terriccio adatto, leggero, ben drenato, ricco di sostanza organica, a reazione acida, con torba. Si scava una fossa profonda circa venti centimetri, si riempie per buona parte con il terriccio preparato e ad una profondità non superiore a 5 cm si sistemano i rizomi. Le gemme devono essere poste verso l’alto e le radici, sempre presenti in un rizoma sano, si stendono ai fianchi. Si coprono con il terriccio restante, si compatta leggermente con la pressione della mano aperta, si bagna e si usa una pacciamatura acida come la corteccia di pino.
Si bagna con regolarità per mantenere il terriccio fresco, leggermente umido, ma mai intriso d’acqua, evitando i ristagni come la prolungata siccità. Le piante che non ricevono abbastanza acqua nel successivo ciclo biologico non sempre fioriscono.
A fine stagione, quando gli steli si seccano, non strappiamoli o tagliamoli, ma lasciamoli sul terreno ricoprendo generosamente la zona su cui insistono le piante con un buon terricciato di foglie per difenderle dal freddo.
 
Per avere nuove piante
A primavera quando le piante entrano in vegetazione ed i primi steli emergono dal terreno, con l’aiuto di una forca a denti piatti, estrarre dal terreno la zolla e dividerla in due parti da rimettere subito a dimora. Bagnare a fondo.
La divisione si può fare anche in autunno quando le piante seccano.
 
Attenti alle limacce
Le limacce sono il solo nemico del Sigillo di Salomone. Brucano le foglie con la ruvida radula (una sorta di lingua a raspa con dentelli cornei) lasciando sulle foglie inconfondibili tracce di bava. Si combattono con la raccolta manuale da effettuarsi nelle ore notturne o all’alba, con esche, o cingendo le piante con una barriera di cenere.

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