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Sfalcio

di Alessandro Bertolini
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  • Rasaerba rotativo
  • Raserba elicoidale
  • Spesso per il giardiniere neofita è un dilemma capire quando è il momento di fare il primo taglio. In realtà, è molto semplice: basta chinarsi e provare a strappare con una certa forza le piantine neo emerse: se opporranno una certa resistenza allo strappo, si potrà tagliare tranquillamente, diversamente, si dovrà aspettare con pazienza e ripetere l’operazione di lì a qualche giorno.
  • Spesso per il giardiniere neofita è un dilemma capire quando è il momento di fare il primo taglio. In realtà, è molto semplice: basta chinarsi e provare a strappare con una certa forza le piantine neo emerse: se opporranno una certa resistenza allo strappo, si potrà tagliare tranquillamente, diversamente, si dovrà aspettare con pazienza e ripetere l’operazione di lì a qualche giorno.
  • Altezza del taglio
  • Per tagliare il prato dividere le superfici complesse in porzioni geometriche semplici (quadrato o rettangolo) e muoversi sempre lungo il lato maggiore.
  • Per tagliare il prato sulle superfici semplici scegliere un tracciato di avanzamento che consenta di tagliare anche i bordi senza dover tornare su se stessi.
  • Per tagliare il prato su aree con arbusti, aiuole, laghetti o altre interruzioni, scegliere un tracciato di avanzamento che consenta di tagliare anche i bordi senza dover tornare su se stessi.
  • Per tagliare l'erba su prati irregolari per prima cosa è opportuno tagliare la zona perimetrale in modo da ridurre o eliminare i punti morti e mettere in luce eventuali interferenze nascoste.
  •  Prima del taglio assicurarsi che le lame della macchinqsiano affilate, onde ottenere tagli netti e regolari.
  •  Prima del taglio assicurarsi che le lame della macchinqsiano affilate, onde ottenere tagli netti e regolari.

 
Il piano degli sfalci

Tipo di prato Altezza di taglio N° ideale di  tagli/settimana Periodo di taglio
Lolium perenne, Poa pratensis, Festuche a foglie fini 2-3 cm 1-2 marzo-ottobre
Festuca arundinacea 3-5 cm 1-2 marzo-ottobre
Agrostis palustris 1 cm 3 marzo-ottobre
Cynodon dactylon, Pasplaum vaginatum, Zoysia japonica 2 cm 1-3 aprile-ottobre
Dichondra spp. 2-3 cm 1 ogni 2 settimane
 
aprile-ottobre
Trifolium spp. 3 cm 1 ogni 2 settimane aprile-ottobre

 
 
Le macchine
La scelta della macchina da taglio deve essere mirata sulla tipologia del prato. Esistono due precise categorie di rasaerba.
 
Rasaerba rotativo
Innanzi tutto i cosiddetti rasaerba a taglio rotativo. Sono le classiche macchine da giardino con lama che taglia secondo un movimento rotativo orizzontale. Le possiamo trovare sia manuali (con o senza raccolta dell’erba tagliata), sia semoventi (da condurre a piedi o come trattorini). Tra le semoventi, per superfici medio grandi, ci sono anche vere e proprie macchine professionali (usate per tagliare le zone di erba più alta nei campi da golf), pensate per dare un buon risultato con tempi di lavoro ridotti. Le macchine rotative sono adatte a prati di medio valore, comunque tagliati ad altezze non inferiori a 2 centimetri. Da ricordare, per alcuni modelli di queste macchine, il cosiddetto “effetto mulching” ovvero la possibilità di sminuzzare la risulta vegetale all’atto del taglio. Questo comporta sicuramente un ulteriore risparmio di tempo (per grosse superfici sarebbe controproducente continuare a svuotare i cestelli di raccolta), e un risultato superiore al taglio puro e semplice.
Ci sono infine macchine rotative ad effetto aspirante, in grado cioè di aspirare la risulta in un grande contenitore posteriore, spesso svuotabile idraulicamente.
 
Rasaerba elicoidale
Altra categoria è quella dei rasaerba a taglio elicoidale. In questo caso, le lame ruotano verticalmente intercettando i tessuti dell’erba contro la cosiddetta controlama. Il risultato è un taglio perfetto soprattutto ad altezze contenute. Le elicoidali sono le macchine dei campi da golf, ma anche degli stadi, dei parchi e dei giardini di pregio. Se abbiamo un prato di agrostide in purezza, conviene rasare con una macchina a taglio elicoidale. Anche in questo caso vi sono diversi modelli e possibilità. Dalle singole semoventi da condurre a mano alle gigantesche settuple (macchine con sette elementi falcianti) del golf.    
 
Primo taglio
Spesso per il giardiniere neofita è un dilemma capire quando è il momento di fare il primo taglio. In realtà, è molto semplice: basta chinarsi e provare a strappare con una certa forza le piantine neo emerse: se opporranno una certa resistenza allo strappo, si potrà tagliare tranquillamente, diversamente, si dovrà aspettare con pazienza e ripetere l’operazione di lì a qualche giorno.
 
Per il taglio si utilizza una macchina rotativa, il classico rasaerba da giardino, opportunamente dotato di cesto di raccolta e si asportano semplicemente gli apici delle foglie senza affondare troppo il colpo. Come regola generale non si asporta oltre un terzo della foglia presente al momento del taglio. Il taglio si ripete poi con cadenza settimanale ad eccezione dei tappeti in Agrostis palustris nei quali la cadenza di taglio deve essere di almeno 2 volte per settimana (ideale sarebbe 4 volte) , utilizzando, a partire dal secondo taglio, un rasaerba elicoidale.
 
Regole del taglio

  • tagliare frequentemente (da 1 a 3 volte/settimana)
  • asportare fino ad 1/3 della foglia
  • se l’altezza di taglio è inferiore a 3 cm utilizzare rasaerba a taglio elicoidale

 
Il taglio del tappeto erboso può dunque essere effettuato con macchine “rotative", il classico rasaerba da giardino, oppure con le più professionali “elicoidali” (con cilindri fatti “ad elica”). La differenza sta sia nella qualità del taglio (le elicoidali sono migliori soprattutto ad altezze di taglio inferiori a 3 cm), sia nel modo di impiego (l’elicoidale, che è una macchina per tagli bassi, non può essere impiegata su erba alta, pena il coricamento dell’erba). La rotativa è di più facile impiego a scapito della resa estetica.
 
Poco e spesso
Riguardo ai tempi, la regola è del poco e spesso: tagliare frequentemente asportando non più di un terzo della foglia presente al momento del taglio. In pratica sarebbe consigliabile tagliare i tappeti erbosi di pregio, come quelli realizzati in agrostide in purezza, almeno una volta alla settimana, ideale 3 volte a settimana (i green golfistici vengono tagliati sino a due volte al giorno in corrispondenza di particolari competizioni).
In tutti i casi bisogna evitare di asportare molto materiale in una sola volta, si otterrebbe l’effetto “scalping”, ovvero abrasioni e successivo sbiancamento-ingiallimento del tappeto erboso. Casi a parte i tappeti erbosi in dicondra o trifoglio. Il taglio dovrà interessare solo gli apici fogliari senza asportare le foglie intere.
 
Regolatori di crescita
Per ridurre la frequenza di taglio, regolarmente registrato per l’impiego su tappeto erboso, esiste sul mercato nazionale il principio attivo Trinexapac ethile (nome commerciale Primo) in grado di limitare efficacemente lo sviluppo verticale del tappeto erboso stimolando al contrario l’emissione di nuovi germogli. Si può impiegare nei periodi di massimo e naturale sviluppo dell’erba, a primavera e in autunno. La sua persistenza efficace media è di circa un mese e permette di ridurre i tagli di un buon 40%. I dosaggi sono riportati in etichetta (si va da 3-5 a 10 -15 grammi di prodotto/100 mq, in base al tipo di erba, al suo stato nutrizionale, alle temperature, ecc.).
 
Per tagliare il prato bisogna agire in modo razionale:
dividere le superfici complesse in porzioni geometriche semplici (quadrato o rettangolo) e muoversi sempre lungo il lato maggiore
sulle superfici semplici scegliere un tracciato di avanzamento che consenta di tagliare anche i bordi senza dover tornare su se stessi
questo vale anche quando nell’area del prato si incontrano arbusti, aiuole, laghetti e altre interruzioni
se l’area ove sorge il prato è irregolare per prima cosa è opportuno tagliare la zona perimetrale in modo da ridurre o eliminare i punti morti e mettere in luce eventuali interferenze nascoste
 
Prima del taglio assicurarsi che le lame della macchinqsiano affilate, onde ottenere tagli netti e regolari.
(Disegni di Daniela Baldoni)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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