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Sconfiggere l'ombra arida

di Paolo Cottini
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Sconfiggere l’ombra arida 
…con piante che amano poco il sole
 
 
D’accordo, non bisogna mai assumere atteggiamenti da “catastrofismi”, come si usa dire oggi, ma almeno un briciolo di fede va pur dato a quegli scienziati che da alcuni anni (e tuttora..) ci ripetono che il clima va cambiando e che qualche provvedimento a livello globale e locale va preso. Essi ci sommergono di dati e statistiche da far paura, ma ciò che maggiormente colpisce riguarda l’imminente “tropicalizzazione” del nostro Paese: basti pensare alla previsione di un aumento di temperatura media (!) di circa 3° C nei prossimi dieci anni e soprattutto alla drastica diminuzione delle precipitazioni atmosferiche. Allora ci chiediamo: quali giardini impostare oggi per il nostro domani? Con quali specie vegetali e con quali accorgimenti? Le risposte non sono facili e vanno ben ponderate, sulla base di riflessioni e prove concrete, ma nel frattempo attrezziamoci ad affrontare almeno uno dei tanti dilemmi: come risolvere i problemi connessi alle aree che non si avvalgono di un sufficiente grado di umidità del suolo e in pari tempo si trovano all’ombra per gran parte della giornata? Per il giardiniere è questa una bella sfida, perché i due fattori “negativi” si sommano e anzi “fanno squadra”, ai nostri danni s’intende. Ma già ora qualche soluzione per contrastare entrambi possiamo escogitarlo, sulla scorta di quell’esperienza che non manca agli uomini che da sempre piegano la schiena verso terra (i contadini e i giardinieri). Da loro possiamo imparare alcuni “trucchi” su come combattere questo piccolo ma fastidioso grattacapo.
 
 
Arbusti popolari

  • Chamaecyparis obtusa ‘Nana Aurea’. (< 2 x 2 m). Cultivar nana del “Falso cipresso di Hinoki”, è sempreverde con fogliame aromatico di color verde-oro. All’ombra è un po’ più scuro. Tollera in parte la siccità, ma esige un suolo meno arido. Non richiede potature. 
  • Euonymus fortunei ‘Emerald ‘n’ Gold’. (60 x 90 cm). Piccolo arbusto sempreverde con tendenza ad arrampicare, ha foglie ovali con centro verde e margini dorati: d’inverno si tinge di rosa. Utile per riempire i vuoti nelle bordure. Se fatto arrampicare raggiunge i 4 m.
  • Hedera helix ‘Buttercup’. (2-3 m). Cultivar della comune edera, liana sempreverde rampicante, con foglie in parte verdi e in parte giallo-oro. Si usa anche come tappezzante. Cresce bene in ombra piena ma anche al sole. Preferisce suolo alcalino con aggiunta di humus.
  • Mahonia aquifolium.(100 x 150 cm). Specie sempreverde, dotata di belle foglie spinose ai margini di un verde scuro, che d’inverno vira al mattone. Infiorescenze primaverili giallo brillante, profumate. Vuole mezz’ombra od ombra piena, ma con suolo arricchito di humus.
  • Skimmia japonica. (> 3 x 3 m). Specie imponente sia per dimensioni sia per eleganza delle foglie sempreverdi, è disponibile in varietà più piccole. Gli esemplari femminili, posti accanto ai maschili, producono splendide bacche rosse. Vuole l’ombra e un suolo un po’ acido.

Altri arbusti molto diffusi: Aucuba japonica, Buxus sempervirens, Ilex aquifolium ‘Aureomarginata’, Nandina domestica.
 
 
Arbusti insoliti

  • Daphne odora ‘Aureomarginata’. (150 x 150 cm). Sempreverde dal portamento arrotondato, con foglie ovato-lanceolate a margine dorato. Da noi è più rustica della specie e fiorisce generosamente (con profumo) nei siti più ombreggiati e con suolo arido ma non troppo compatto.
  • Kalmia latifolia ‘Olympic Wedding’. (< 3 x 3 m). Arbusto sempreverde molto compatto, con magnifici fiori primaverili a coppa, chiazzati di rosso-vino. Tollera bene la mezz’ombra e l’aridità della stagione, ma vuole humus e soprattutto terreno acido. Non richiede potature.
  • Paeonia lutea ‘Harvest’. (120 x 120 cm). Deciduo e con portamento eretto, questa peonia ibrida dai grandi fiori giallo-rosati fiorisce meglio alla luce, ma, da adulta, tollera sempre meglio la mezz’ombra e la siccità estiva. Vuole però humus e suolo ben concimato.
  • Sarcococca ruscifolia. (100 x 100 cm). Piccolo arbusto sempreverde dal portamento compatto, con rami arcuati che portano numerose foglie lucenti e ovate. D’inverno produce fiorellini bianchi e profumati seguiti da bacche rosse. Vuole ombra ma anche suolo ricco.
  • Symphoricarpos x doorenbosii ‘White Hedge’. (150 x 150 cm). Ibrido deciduo ben eretto, con graziose foglie ellittico-ovate e fiorellini estivi seguiti da attraenti bacche sferiche bianche. Vive bene a mezz’ombra dove si usa anche per ottime siepi informali (50 cm di distanza).

 
 
Perenni popolari

  • Ajuga reptans ‘Rosea’. (15 x 100 cm). Tappezzante sempreverde, tanto vigorosa da diventare talvolta invadente. Dotata di numerose spighe di fiori simili alla salvia, di color rosa pallido. Ama molto l’ombra, anche piena, e il suolo povero, ma anche un po’ d’umidità.  
  • Iris foetidissima. (30-80 x 30cm). Giaggiolo molto vigoroso e rizomatoso, ha foglie sempreverdi e maleodoranti solo se stropicciate. Fiori giallo-violacei seguiti da capsule con attraenti semi rossi.  Ama l’ombra, ma vuole terreno drenato, un po’ acido, con humus.  
  • Lamium maculatum ‘Orchid Frost’. (15 x 100 cm). Perenne umile ma graziosa e di grande effetto per i suoi lucenti tappeti, grazie alle foglie bicolori (verde-argento) e ai fiori di un bel rosa orchidea. E’ vero che vuole suolo umido, ma se è in ombra piena sa accontentarsi.  
  • Liriope muscari ‘Variegata’. (30 x 40 cm). Robusta sempreverde, dotata di lunghe foglie lanceolate e variegate di chiaro, con spighe di fiorellini tardo-estivi di colore malva violaceo. E’ forse la specie maggiormente indicata per giardini ombreggiati e privi di umidità. 
  • Polygonatum odoratum. (80 x 30 cm). Dotata di rizomi striscianti, questa specie decidua da ombra piena e mezz’ombra piace per i suoi getti arcuati, da cui pendono sia foglie eleganti sia coppie di fiorellini profumati. Detesta l’umidità invernale e vuole un po’ di concime. 

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Altre perenni molto diffuse: Acanthus mollis, Cyclamen hederifolium, Danaë racemosa, Ruscus aculeatus, Vinca major ‘Variegata’.
 
 
Perenni insolite

  • Athyrium nipponicum var. pictum. (30 x 50 cm). E’ una felce decidua poco comune con rizomi che strisciano sotto terra espandendo la pianta in misura notevole. Assai attraenti le foglie più volte suddivise e con riflessi argentei. Vuole ombra e suolo fertile e un po’ acido. 
  • Chasmanthium latifolium. (100 x 60 cm). Graminacea poco nota ma bellissima e assolutamente rustica, dotata di eleganti foglie lanceolate e spighe oblunghe pendule che diventano marrone in autunno. Esige mezz’ombra e suolo fertile con humus.   
  • Dicentra spectabilis. (100 x 50 cm). Specie elegantissima, perfetta per questi siti, con curiosi fiori a forma di cuore che dondolano da steli arcuati. Dopo la fioritura di tarda primavera, le foglie durano a lungo se sono in ombra. Il suolo va arricchito con humus e materiale organico.
  • Epimedium x versicolor ‘Sulphureum’. (30 x 100 cm). Sempreverde con foglie suddivise in vari segmenti dai margini spinosi; fiori di colore giallo intenso dai lunghi speroni. Ottima tappezzante da ombra, va coltivata su terreno fertile e arricchito di humus. 
  • Geranium pratense ‘Striatum’. (60 x 60 cm). Cultivar del comune geranio dei prati, che forma masse compatte di steli, con fiori a coppa colorati di un bel bianco striato di violetto. Fiorisce meglio a mezz’ombra e vuole un terreno fertile e perfettamente drenato.

 
 
I nostri consigli

  • L’accoppiata aridità/ombra può esser micidiale, tanto che per limitarne gli effetti nocivi è bene programmare semplici modifiche dell’ambiente. Essenziale sembra essere in primo luogo un miglioramento del terreno, con l’aggiunta di torba, humus, materiale organico ecc., allo scopo di fornire un valido nutrimento per gli apparati radicali in sofferenza.
  • Un buon risultato viene dalla messa in opera di “aiuole rialzate”, da realizzare sotto la chioma degli alberi. Si tratta cioè di costruire piccoli recinti alti circa 50 cm, fatti con materiale organico (tronchi o formelle di torba rappresa), al cui interno va versata una composta (terriccio da giardino, ghiaietto fine, torba e foglie) in grado di mantenere un accettabile livello di umidità
  • La carenza di umidità nel suolo può ovviamente essere contenuta da frequenti annaffiature (almeno là dove l’acqua non manca). Ma ciò che conta è che quando si decide di bagnare, lo si faccia senza risparmio, per almeno un’ora e non a piccole dosi.
  • L’impiego di pacciamatura, almeno una volta l’anno, risulta di grande efficacia per mantenere umido il terreno.
  • Se l’ombra è causata da un eccesso di rami di alberi alti, occorre procedere ad un cauto diradamento degli stessi, affidandosi a una ditta seria e non agli improvvisatori della capitozzatura indiscriminata (sempre presenti su ogni piazza).
  • Un piccolo ma significativo aiuto, nel tentativo di aumentare la quantità di luce, può derivare dalla decisione di dipingere muri e recinzioni circostanti con tinte chiare e di conseguenza riflettenti.
  • La scelta delle piante è in ogni caso fondamentale, ma, prima di mettere a dimora specie esotiche, occorre dare un’occhiata alla composizione dei boschi circostanti: la natura non lesina suggerimenti validi.
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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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