ScillaLa nobiltà delle piante umiliI passeggiatori solitari, che sul finire dell’inverno sono soliti addentrarsi nelle boscaglie per godere delle piccole gioie dispensate dall’ambiente naturale, trovano affascinante lo spettacolo, tanto misurato quanto avvincente, messo in scena dai primi fiori dell’anno. Fra pervinche, anemoni, ranuncoli ed epatiche, spesso si fanno largo le umilissime scille, che sembrano voler competere con le pervinche sia sul piano cromatico (il loro azzurro-blu conosce pochi rivali), sia sul piano scenografico, perché entrambe amano creare ampi tappeti, a volte così fitti da rendere glauca anche l’erba circostante. Non c’è da stupirsi, quindi, se i paesaggisti ed anche i giardinieri hobbisti cerchino di trarre profitto dall’impiego di queste pianticelle semplici, ma preziosissime, soprattutto in certi momenti dell’anno ed in particolari situazioni che vedono il giardino ancora troppo spoglio. Anch’esse - come scriveva Virgilio (ripreso poi da Giovanni Pascoli) - “sono d’aiuto nella loro umiltà”, a causa della quale sono state però frequentemente confinate nel recinto delle cosiddette “piante minori”, una definizione di sapore vagamente denigratorio, che sarebbe bene non usare più. Se sono utilizzate con accortezza, le scille sanno ripagare la nostra fiducia con moneta sonante: è sufficiente che non sbagliamo il sito d’impianto. Il bravo giardiniere è in grado di assegnare ad ogni pianta il ruolo che le compete, sapendo che le altre ‘primattrici’ (rose, clematidi, ecc.) non sarebbero tali se fossero prive dell’essenziale corteggio di un adeguato accompagnamento. In breveTipo di pianta: Bulbosa erbacea perenne Famiglia: Hyacinthaceae (Liliaceae) Parenti stretti: Camassia, Chionodoxa, Hyacinthoides, Hyacinthus Dimensioni massime: 15-35 (altezza) x 5-30 cm (una pianta) Portamento: Scapi eretti o un po’ arcuati Foglie: Basali, lineari-ellittiche, semi-erette Colore foglie: Verde grigio, glauche Infiorescenze: Racemi terminali, corolle campanulate o a stella Fioritura: Tra marzo e aprile Rusticità in Italia: Ottima (cautele per S. peruviana)
EtimologiaI Romani chiamavano scilla una pianta mediterranea (oggi volgarmente detta “cipolla marina”) corrispondente ad Urginea maritima (pure compresa nelle Hyacinthaceae), una bulbosa che, contrariamente a quanto farebbe credere il nome, non è una pianta d’acqua, ma vive sulle sabbie litoranee. Il nome latino derivava però dal sostantivo greco skulla (forse un pescecane) o da Skulle, nome proprio che indicava il feroce e mitico mostro marino che viveva nello stretto di Messina, insieme con l’altro suo simile Cariddi. Non va però esclusa, infine, una relazione con il verbo skullo (“dilaniare”, “far male”), che Ippocrate usò per segnalare la forte tossicità di questo tipo di piante.
Primaverili
n S. bifolia (↑ 10-15 x → 8 cm). Molto comune in Italia. Ha due sole foglie lineari e racemi con 3-8 fiori a stella di un bellissimo azzurro-viola, assai variabile. Nasce in boscaglie aperte. Mezz’ombra per tutto il giorno. n S. bithynica (↑ 10-15 x → 8 cm). Turchia. Le lunghe e flaccide foglie compaiono insieme con i racemi fiorali. I singoli fiori, da 6 a 12, sono stellati e di un piacevole azzurro medio. Si propaga molto facilmente in siti umidi ed erbosi. n S. lingulata (↑ 12 x → 15 cm). Specie marocchina, dotata di foglie di un verde-grigio piuttosto scuro. I racemi sono bassi e molto compatti, formati da numerosi fiori appiattiti, di colore azzurro chiaro. n S. melaina (↑15 x → 15 cm). Originaria della Turchia, dove vive in prati subalpini e in boschi di media quota (non oltre i 1400 m). Ha 3-4 foglie a nastro e racemi lassi con soli 2-4 fiori azzurro intenso. n S. mischtschenkoana (↑ 10-15 x → 8 cm). Proviene da Iran e Caucaso, dove nasce sui fianchi sassosi delle colline. Ha 3-5 foglie lanceolate molto lucenti e 1-4 racemi per ogni bulbo. I fiori di 2 cm sono di colore azzurro chiaro con striscia scura centrale. Spesso fiorisce d’inverno. n S. puschkinioides (↑ 10 x → 15 cm). Vive nell’Asia centrale, in aree di montagna, fiorendo subito dopo lo scioglimento delle nevi. Splendidi fiori, piccoli e stellati, dotati di un magnifico colore bianco-azzurro con striscia centrale scura. n S. siberica (↑ 10-20 x → 8 cm).Viene da Iran, Caucaso e Crimea, dove nasce in boscaglie rade di mezza montagna. E’ una delle specie più comuni in commercio, per i suoi magnifici racemi penduli di fiori blu (o bianchi) a campanula.
ColtivazioneTerreno. Normale terreno da giardino, possibilmente sciolto e ricco di humus, che non presenti problemi di ristagno d’acqua. Tollerano sia il suolo acido sia quello calcareo. Temperatura invernale. In media, fino a -10°C non sorgono problemi, ma sotto questa soglia è opportuno coprire i bulbi con un buono strato di pacciamatura. Per la sola S. peruviana il limite è di -5°C, richiedendo quindi protezione in aree più fredde. Esposizione. La mezz’ombra è la più indicata, meglio se procurata dal fogliame di piante decidue più alte. Tuttavia, è accettabile anche il soleggiamento diretto della mattina, seguito da una protezione pomeridiana. S. peruviana vuole più sole. Messa a dimora. I bulbi vanno interrati in autunno (specie primaverili) o in giugno (specie autunnali), al livello del suolo per le più alte (come S. peruviana) e a circa 8-10 cm di profondità per le altre. La distanza fra bulbi dipende dalle specie, ma in genere s’aggira sui 12-15 cm. Cure. Per le primaverili, durante il periodo di fioritura, il suolo va mantenuto sempre un po’ umido, continuando così fino a quando le foglie si avvizziscono. Le specie estivo-autunnali vogliono umidità anche dopo la fioritura. Le scille non amano i trapianti. Se dopo alcuni anni la fioritura s’impoverisce, a fine primavera occorre togliere i cespi dal terreno, dividere i bulbi e ripiantarli immediatamente. Moltiplicazione. Si propagano da seme in primavera, ma le cultivar si ottengono solo con nuovi germogli. Ancor più indicata è, in estate, la divisione dei bulbi.
Un po’ di botanicaLe piante comprese nel genere Scilla sono dotate di bulbi, rivestiti da una tunica, i quali sono molto longevi perché si rinnovano gradualmente anno dopo anno. Le foglie sono tutte basali ed hanno una forma lineare od ellittica, prive completamente di peli e con superficie qualche volta scanalata. Esse compaiono prima della fioritura o contemporaneamente, creando una sorta di “culla” da cui emerge lo scapo fiorifero. I singoli fiori, raggruppati in racemi o in corimbi, sono prodotti in numero variabile secondo le specie e sono formati da sei tepali tutti più o meno uguali fra loro.
Estivo-autunnali
n S. autumnalis (↑15 x → 20 cm). Originaria dell’Europa e dell’Asia, fino a 2000 m, in luoghi sassosi o erbosi, è di aspetto delicato ed elegante. Ha 5-10 foglie molto strette che compaiono dopo la fioritura. I racemi sono densi e compatti con fiori piccoli, stellati e di un azzurro-violaceo. n S. peruviana (↑ 20-30 x → 20 cm). Non proviene dal Perù, ma da Spagna, Portogallo e Italia insulare. E’ forse la più appariscente del genere S., con le sue foglie lunghe fino a 60 cm e con i numerosissimi fiori blu-violetto (fino a 100) in racemi semisferici. Vive in luoghi umidi e sabbiosi vicino al mare. n S. talosii (↑ 10-15 x → 15 cm). Imparentata con S. autumnalis, è di recente introduzione, dopo essere stata scoperta nell’isoletta di Dia, a nord di Creta (Grecia), che già ospita altre piante endemiche dell’Egeo. Notevoli i suoi fiori, con colore variabile fra azzurro, bianco e violetto.
Specie e varietàNative di diverse aree del mondo (Europa, Africa temperata, Asia e arcipelaghi della Macronesia), ma non delle due Americhe e dell’Oceania, le circa 90 specie bulbose sono tutte perenni, fatta eccezione per poche annuali, con fioriture prevalentemente primaverili, ma anche estivo-autunnali. Negli ultimi anni il genere S. ha subito numerose traversie, perché diverse specie che gli appartenevano sono state trasferite a generi consimili, soprattutto Hyacinthoides, le cui rappresentanti tuttora sono chiamate impropriamente “scille”.
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