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Sambuco rosso

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Sambuco rosso (Sambucus racemosa), disegno di Gabriella Gallerani
  • I frutti sono drupe di color rosso corallo che già ad agosto spiccano tra il verde della vegetazione richiamando gli uccelli
  • In forma di arbusto e di albero, lo si trova spesso nei giardini di montagna a ridosso delle case
  • I fiori da verdi diventano bianco avorio riuniti in pannocchie erette all'estremità dei rami

Sambuco rosso (Sambucus racemosa)
 
Il sambuco rosso (Sambucus racemosa), dalla bellezza discreta e poco conosciuta, è cugino prossimo di quello nero (Sambucus nigra), tipico di una fascia altimetrica più elevata.
 
Habitat
Noto anche come sambuco montano, compare oltre i 900 metri d’altezza, ma più solitamente oltre i 1000 tanto da essere considerato una pianta indicatrice d’altitudine e può spingersi fino ai 2.000. Comune nell’arco alpino, diventa sempre più raro nell’appennino scendendo verso sud, fino a scomparire del tutto. Le ultime stazioni isolate sono nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
Ama le radure e i vecchi sentieri dove sceglie posizioni assolate o solo moderatamente ombreggiate. Si accompagna con maggior frequenza ai boschi di faggi o alle peccete, ma riesce a radicare anche su versanti spogli ricchi di pietrisco o al limitare della vegetazione che circonda i laghi alpini.
 
La pianta
Gli esemplari giovani sono classificabili come arbusti, ma le piante longeve assumono uno sviluppo arboreo e raggiungono altezze anche superiori ai 4 metri, presentano un tronco di oltre 30 cm di diametro e sono capaci di un’ombra densa.
Alto normalmente fra i due e i 4 metri il sambuco rosso ha corteccia bruno violacea, che col tempo tende a squamare e schiarire, cosparsa di lenticelle nocciola. I rami spezzati evidenziano un midollo suberoso di colore rossiccio. Rossastri sono anche il rachide e i piccioli fogliari.
Foglie
Le foglie composte sono imparipennate, formate da cinque o sette foglioline ovali, allungate, con breve picciolo e margine seghettato. Sul ramo sono portate opposte e sono più numerose nella parte terminale.
Fiori
Il tempo della fioritura dipende dalle condizioni climatiche e dall’altitudine, le piante poste più a valle in luoghi riparati e ben riscaldati dal sole iniziano a fiorire ad aprile, quelle in condizioni più sfavorevoli fioriscono solo nel mese di giugno. Il fiori, inizialmente verdi e poi bianco avorio, hanno cinque petali e sono riuniti in pannocchie portate erette all’estremità dei rami, molto compatte, lunghe fino a 8 cm. Il profumo dei fiori del sambuco rosso è appena percettibile e non ha l’aroma unico e antico del cugino nero.
Frutti
Sono drupe sferiche di un color rosso acceso di circa mezzo centimetro di diametro, maturano a partire da agosto a settembre e sono molto decorativi perché portati in pannocchie erette. Sono ricchi di vitamina C e possono servire per preparare sciroppi e confetture, se gli uccelli non ne avranno già fatto incetta.  
 
In giardino
Lo si trova nei giardini di montagna anche dove la cultura del giardino non si afferma come tale e vive in un tutt’uno con l’orto e lo spazio verde circostante. Ottimi esempi se ne possono incontrare in Val Codera, una valle raggiungibile e percorribile solo a piedi, prossima al lago d’Iseo. Il sorbo montano, riunito in cespugli, è spesso presente ai margini dei giardini lungo la via mulattiera.
Il suo valore ornamentale è dovuto non tanto alla fioritura dai colori discreti e dalla forma interessante, quanto piuttosto ai frutti. Di colore sgargiante e portati in modo ben visibile anche da lontano, fanno del sambuco rosso una pianta capace di ravvivare con un tocco di colore la stagione estiva ormai priva di fioriture arboree. Spicca con evidenza se accostato al verde scuro di abeti e pini, o al verde più chiaro di faggi e frassini.
Dove
La posizione migliore in un giardino di montagna è un angolo ben esposto al sole, non dominato da altre essenze arboree, ma a contrasto con queste. In questo modo potrà fiorire presto insieme al sorbo degli uccellatori, ma dopo i meli e i peri, e fruttificherà già in agosto.
Talee
La semina dà esiti incerti e i tempi di attesa molto lunghi perché la germinazione è lenta e a volte supera i dodici mesi. Conviene quindi riprodurre per talea. In autunno, alla fine del mese di ottobre, si taglia dalla pianta madre una talea di legno maturo di circa 30 cm e la si pote in terreno ricco di sabbia e torba. Si annaffia con moderazione e, una volta radicata (richiede poco meno di due mesi), la si trapianta in terra normale dove dovrà restare fino all’autunno successivo.

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