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Salvia microphylla e S. greggii

di Elisa Benvenuti
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Dopo Salvia officinalis e Salvia sclarea, dopo l’annuale Salvia splendens forse Salvia microphylla (sinonimo di Salvia grahamii) è la salvia più presente in Europa.

Fin dall’Ottocento fu introdotta dal Messico in Italia da viaggiatori naturalisti e con esse si ornarono i giardini di campagna dalla Maremma al Lazio, alla Sicilia. Una salvia semplice, un po’ legnosa alla base, eretta, robusta, vigorosa, rustica e resistente alla siccità, sempre fiorita con piccole ma numerosissime corolle rosse e foglie profumate lunghe un centimetro. Con esse furono fatte siepi, grazie alla grande capacità della specie di produrre da sotto nuovi fusti, ogni stagione e ogni anno sempre di più.

Frequente nei giardini, era chiamata “salvia della nonna”, perché spesso era sconosciuta la sua determinazione botanica e neppure si sapeva che fosse una salvia!

 

Con caratteristiche simili, però meno frequente, è Salvia greggii, anch’essa proveniente dal Messico: meno vigorosa, più graziosa nelle forme, con steli un po’ ricadenti ma con la stessa capacità di produrre per otto/nove mesi all’anno numerosissime corolle in questo caso rosso porpora.

Spesso confuse botanicamente una con l’altra, a un occhio attento non può sfuggire la differenza morfologica delle loro foglie; nel primo caso la foglia è ovale, rugosa in superficie e spesso irregolarmente dentata. Nel secondo caso la lamina fogliare, più stretta, è liscia, lucida e il margine è intero.

Il botanico inoltre, approfondendo l'osservazione descrive per Salvia microphylla, alla base del tubo della corolla, una “rientranza”, una cavità che all’interno della corolla diventa dispositivo di ritenzione del nettare; in Salvia greggii questo dispositivo non esiste.

Entrambe le specie hanno comunque foglie profumatissime che richiamano i profumi di pesca, di fragola e di arancio o di tutti questi frutti insieme.

 

Coltivazione

Facili da coltivare sia al sole sia a mezza ombra, con buona resistenza alla siccità e ai freddi intensi, si coltivano in terreni ben drenati e sciolti tendenzialmente calcarei. Sempreverdi, anche se le temperature invernali sono rigide, fioriscono praticamente tutto l’anno con corolle di tanti colori a seconda delle varietà oggi presenti sul mercato, dal bianco al giallo all’arancio, e diverse tonalità di rosa e di rossi. Necessitano solo di alcune attenzioni, però fondamentali per un buon successo, alla fine dell’inverno quando le piccole foglie rimaste sui fusti dopo il freddo tendono a crescere: vuol dire che la primavera è alle porte. Allora mano alle forbici: occorre tagliare a 10/20 cm dal suolo, lasciando qualche gemma verde in crescita.

Dopo la potatura la vegetazione ripartirà esuberante e in breve appariranno le corolle simili a tantissime lampadine accese (soprattutto all’imbrunire).

 

Possono essere usate nelle aiuole di erbacee perenni considerando che ciascuna avrà necessità di circa un metro quadro di spazio e un’altezza intorno al metro anche se esistono alcune varietà più grandi.

 

Come tante altre Lamiaceae, queste due specie sono sottoposte in natura (ma anche in coltivazione) frequentemente a ibridazione: ciò significa che dai semi raccolti da un loro frutto potrebbero nascere individui con caratteristiche diverse dalla pianta madre.

 

Nuove varietà

E’ così che nei primi decenni del secolo scorso sono stati scoperti e selezionati forme e ibridi anche interspecifici che hanno cominciato a popolare i giardini americani e inglesi (e da lì in Europa): si sono così diffuse varietà come Salvia greggii ‘Alba’ e Salvia greggii ‘Peach’; Salvia microphylla ‘Kew Red’, Salvia microphylla ‘Cerro Potosi’ e Salvia microphylla ‘Le Pradet’; Salvia x jamensis ‘La Luna’, Salvia x jamensis ‘La Siesta’ e Salvia x jamensis ‘Pat Vlasto’ (ibridi selezionati dal naturalista James Compton, noto collezionista di salvie) solo per nominarne alcune.

 

In vivaio

Nello stesso modo anche nel nostro vivaio, con la curiosità che spinge ad operare gli appassionati sempre in cerca di novità abbiamo iniziato a raccogliere e seminare i semi prodotti dalle diverse varietà in produzione e a selezionare gli esemplari più significativi che differivano dalle piante madri per colore dei fiori, per la forma delle foglie e per il portamento.

 

Il primo ibrido selezionato in vivaio risale al 2001 e fu chiamato Salvia greggi ‘Lea’, ibrido a fiori rosso fuoco con foglie profumatissime curiosamente sagomate e portamento eretto allargato. Colpiti dalla straordinaria differenza con le caratteristiche della pianta madre (era una Salvia greggii), continuammo a seminare con la curiosità del ricercatore.

 

Alla scadenza del secondo anno di attesa ecco il secondo ibrido selezionato: Salvia ‘I cavalieri del Tau’. Proposto nel 2002 ebbe subito enorme successo e anche ora è molto richiesto per le soddisfazioni regalate a chi la coltiva: corolle grandi rosso porpora con gola bianca e foglie profumatissime. Decisamente una bella e generosa salvia.

 

Da questo momento, a tutte le nuove varietà che erano via via selezionate sono stati assegnati nomi estratti dalla storia medioevale di Altopascio, località lungo la via Francigena, comune dove è ubicato il vivaio.

Successivamente nascono salvia ‘Francesca Romea’ con portamento compatto foglie strette e lucide e fiori rosa intenso, poi salvia ‘La Smarrita’ con corolle rosa salmone tenue con gola gialla.

 

Nel 2006 si aggiungono alle altre salvia ‘La Francigena’ con fiori giallo canarino e salvia ‘Il Calderon d’Altopascio’ con portamento basso e allargato e fiori rosso acceso.

 

E nel 2008 ancora Salvia ‘Il Pellegrino’ con fiori arancioni quasi trasparenti, Salvia ‘Le Cerbaie’ i cui fiori sono rosa chiaro e le foglie lucide verdi scure, Salvia ‘La Conchiglia’ rosa pastello molto scuro con macchia bianca, Salvia ‘San Rocco’ ha fiori rosso bordeaux molto grandi, Salvia ‘Teupascio’ invece rosa tenue.

 

Infine lo scorso anno sono state selezionate Salvia ‘Navareccia’ a fiori bianchi e Salvia ‘Gli Ospitalieri’  con corolle rosso sangue sporco. Ed altre varietà sono in osservazione per questo nuovo anno…

 

LE ESSENZE DI LEA

di Elisa Benvenuti e Marco Licheri

Loc. Martinoni, 6

55011 Spianate (Lu)

Tel. e Fax. 0583 20646

Cell. 329 0850986

info@leessenzedilea.com

www.leessenzedilea.com 

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