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Rosmarino

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee

Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
 
 
Dalle Alpi alle piramidi può sembrare un parallelo esagerato, ma la diffusione del rosmarino non ha conosciuto frontiere: ritrovato all’interno delle tombe egizie unito agli scarabei propiziatori, usato dai romani sui roghi degli altari, distillato come farmaco da Isabella figlia di Ladislao di Polonia... e questo solo per attraversare il Mediterraneo e approdare ai mari del nord.
 
Rosmarino, ovunque
Il rosmarino cresce spontaneo lungo le coste delle isole e dell’Italia meridionale, ma in tutto il territorio è diffuso come aromatica. Altrove lo ritroviamo come pianta sopravvissuta all’abbandono delle vecchie case coloniche.
Arbusto sempreverde, molto ramificato, in luogo riparato raggiunge un’altezza di due metri.
Le foglie presentano una tipica colorazione verde scuro sulla pagina superiore che contrasta con il bianco argenteo della pagina inferiore. Lineari, opposte, sessili e molto folte le foglie sono di consistenza coriacea.
I fiori azzurri si aprono per tutto l’anno se il clima lo consente. Sono presenti alla sommità dei fusti o in grappoli ascellari.  
 
Terreno e concimazione
Il rosmarino non necessita di concimazioni particolari. Predilige terreni poveri, sabbiosi, anche con scheletro, sempre permeabili perché non sopporta il ristagno d’acqua.
 
Metodi di propagazione
Il rosmarino si riproduce per seme in primavera o per talea dalla primavera all’autunno, e anche per margotta.
Il metodo più veloce, e forse anche il più sicuro, anche se effettivamente poco “romantico”, consiste nell’acquistare in primavera le piantine con pane di terra.
Cerchiamo soggetti vigorosi e senza la minima ferita o scortecciatura. Prepariamo una buca sovradimensionata con fondo idoneo, soprattutto se il terreno del nostro giardino è argilloso o pesante, nell’intento di facilitare la crescita dell’apparato radicale.
 
Dove in giardino
Nelle zone costiere o meridionali dove il gelo è evento raro non richiede protezioni particolari, ma in collina ed in montagna, o nelle zone a clima continentale la tradizione lo vuole addossato ad un muro esposto a sud. Così protetto e ben irraggiato potrà superare la stagione fredda senza bisogno di teli di protezione.
Le piante vecchie, allargate e con vegetazione rada, localizzata in modo particolare sui rami terminali, sono più soggette al gelo di piante a medio sviluppo con chioma compatta, e più difficilmente difendibili.
 
Irrigazione e trattamenti
Il rosmarino resiste bene a carenze idriche leggere e prolungate, tipico com’è di luoghi secchi, si giova però di irrigazioni mirate nel periodo estivo, una ogni 10 giorni.  Durante inverni molto secchi senza precipitazioni non dimentichiamoci di annaffiarlo con piccole quantità d’acqua, una volta ogni quindici giorni.
 
Raccolta e conservazione
E’ importante non possedere una pianta soltanto di rosmarino perché una gelata improvvisa potrebbe farla seccare privandoci della nostra fonte d’approvvigionamento. Piantiamo quindi più pianticelle di rosmarino nel nostro orto e nel nostro giardino, una ogni due anni sarebbe l’ideale.
Il rosmarino, secondo le istruzioni del grande erborista Messegue, deve essere raccolto preferibilmente nei mesi di giugno e luglio, ma può essere raccolto in tutti periodi dell’anno durante i quali avviene la fioritura. Tagliamo i rami interi danneggiando il meno possibile la pianta. Leghiamoli a mazzi e lasciamoli seccare all'ombra. Conserviamo i rami avvolti nella carta da panettiere o le singole foglie in vasi scuri.
 
Qualche ricetta diversa (Rosmarinus officinalis) 
Una buona tisana da fine giornata si ottiene con una parte di rosmarino secco, una di foglie d’alloro, una di bacche di ginepro. Dolcificare pochissimo.
Per ottenere un vino liquoroso aromatizzato da servire come digestivo maceriamo 30 grammi di foglie fresche di rosmarino e la parte gialla della buccia di un quarto di limone biologico per una settimana in 100 gr di alcol. Filtriamo e aggiungiamo una bottiglia di vino bianco come potrebbe essere uno zibibbo o una malvasia. Aspettiamo qualche giorno prima di gustare.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.