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Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus

di Valerio Gallerati
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  • Alaterno (Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus)
  • Alaterno (Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus)
  • Alaterno (Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus)
  • Valerio Gallerati

L’alaterno (Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus) è un arbusto autoctono presente su quasi tutto il territorio italiano.

Proprio in questi giorni nelle regioni a clima più mite, inizia la fioritura che si protrae sino ad aprile. I fiori sono unisessuali, piccoli e gialli, poco visibili.

Profumati, attraggono le api mellifere e allietano l’olfatto con la loro fragranza delicatamente dolce. Compaiono all’ascella delle foglie in piccoli grappoli, da febbraio ad aprile, a seconda della latitudine.

La pianta può raggiungere i 5 metri di altezza, ma più spesso non supera i 3.

Ha fogliame sempreverde. Le foglie sono alterne o sub opposte. La lamina fogliare è coriacea, glabra, con nervatura a reticolo in rilievo su entrambe le facce, quella superiore molto brillante e di un verde scuro, l’inferiore più opaca e più chiara. Il margine varia da intero a seghettato o dentellato, l’apice è acuto.

Ad un occhio inesperto le foglie potranno sembrare simili a quelle della Phyllirea latifolia, che però sono opposte e molto più coriacee.

I frutti sono drupe (bacche) di 4-6 mm, succose e contenenti 3 semi. Sono tossici per l’uomo. Compaiono fin dall’inizio primavera quando sono di colore verdastro, diventano poi rossicci per passare infine al nero a piena maturazione, che avviene da luglio a settembre a seconda della latitudine, dell’esposizione e dell’andamento stagionale.

E’ una specie localmente comune. Diffusa in tutta l’Europa Mediterranea, si insinua anche in alcune località a clima più mite dell’area continentale (Colli Romagnoli e Bolognesi, Trentino, Veneto) dove però è raro e localizzato.

 

 Il legno è molto duro, viene utilizzato per lavori di tornitura o ebanisteria, è di colore giallo-brunastro ed ha un caratteristico odore che emana appena tagliato (da cui il nome popolare di Legno puzzo).

Nell'industria dei coloranti viene utilizzato per l'estrazione dei pigmenti noti come verde di vescica. Anticamente si utilizzava per tingere di giallo i tessuti. Come tutti i Rhamnus ha usi farmaceutici per i quali però, rimando a testi specialistici.

 

In giardino

In epoche passate l’alaterno è stato intensamente usato per la realizzazione di siepi e macchie nei parchi delle ville nobiliari di tutt’Italia. In giardino da grande soddisfazione, perché è pianta frugale, rusticissima che non ha preferenze di suolo, si adatta all’acido come al calcareo e persino al salmastro. Resiste bene alla siccità ed all’umidità, temendo solo i freddi molto intensi soprattutto se accompagnati a forti ristagni idrici. Nei parchi e giardini può essere facilmente coltivata, per la realizzazione di siepi o di esemplari singoli.

 

Consigli di coltivazione

Per favorire un migliore accestimento dei cespugli si possono effettuare delle cimature durante la fase vegetativa, favorendo così l’emissione di getti laterali avventizi. Se annaffiata e concimata cresce molto velocemente.

Non ha parassiti specifici, resiste a tutte le più comuni malattie fungine e di conseguenza non necessita di trattamenti anticrittogamici.

Non necessita di cure particolari e sopporta bene le potature che possono essere effettuate in tutti i mesi dell’anno, evitando solo periodi di gelo più intenso.

Per chi ama moltiplicare le proprie piante consigliamo la riproduzione da seme.

In questo caso però è necessario procurarsi una pianta femmina ed una maschio, poiché l’alaterno è una pianta dioica.

 

Valerio Gallerati

Vivaio Forestale Vita Verde

Tel 348 9100985 Fax 051 813027

via 1° maggio, 28 - 40015 Galliera (BO)

e-mail:vitaverde@vivaiovitaverde.it

sito: www.vivaiovitaverde.it

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.