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Ragnetto giallo su faggio

di Mario Ferrari
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  • Caratteristici sintomi e danni fogliari conseguenti all’infestazione di Oligonychus bicolor su faggio
  • Caratteristici sintomi e danni fogliari conseguenti all’infestazione di Oligonychus bicolor su faggio
  • Caratteristici sintomi e danni fogliari conseguenti all’infestazione di Oligonychus bicolor su faggio
  • Caratteristici sintomi e danni fogliari conseguenti all’infestazione di Oligonychus bicolor su faggio

Oligonychus bicolor è un piccolo acaro, diffuso in molte aree italiane, che vive a livello delle pagine fogliari di faggio, quercia e castagno dove, a causa delle sue punture di nutrizione, determina, soprattutto durante le estati caldo umide, dei caratteristici danni funzionali ed estetici.

 

Le foglie infestate perdono di colpo la loro caratteristica lucentezza, poi segue una tipica depigmentazione clorotica con successiva bronzatura del lembo fogliare, soprattutto lungo la nervatura principale e quelle laterali.

Tale quadro sintomatologico, oltre a deprimere esteticamente le piante infestate, produce filloptosi significative e di conseguenza inevitabili danni fisiologici, che sono particolarmente significativi per le piante posizionate negli spazi verdi urbani, in condizioni pedoclimatiche non troppo idonee, e di conseguenza più soggette a stress e a deperimenti vegetativi.

 Oligonychus bicolor è un acaro tetranichide di piccolissime dimensioni (0,3-0,5 mm), con il corpo tondeggiate, di colore giallo verdastro e dotato di 4 paia di zampe.

Le infestazioni iniziano in primavera, ma i sintomi si rendono particolarmente evidenti in piena estate (luglio-agosto), soprattutto nelle annate caratterizzate da climi estivi particolarmente caldi e umidi.

Questo ragnetto sverna allo stadio di uovo, riparato negli anfratti della corteccia dei rami, e compie alcune generazioni all’anno, concentrate in particolare durante i mesi estivi.

 

Tecniche di controllo

Il controllo diretto del ragnetto delle Fagaceae non sempre è giustificato. Normalmente questo ragnetto viene infatti controllato da molti nemici naturali, tra cui alcuni  rincoti antocoridi, da coccinellidi e soprattutto da acari fitoseidi predatori  come quelli appartenenti al genere Amblyseius.

In caso di forti infestazioni, per evitare defogliazioni gravi, può  comunque rendersi necessario un intervento di natura chimica. In queste circostanze, dopo un’attenta valutazione della soglia di presenza del fitofago, dei suoi antagonisti naturali e della fattibilità tecnica dell’intervento, si può eseguire un trattamento utilizzando prodotti acaricidi specifici come Clofentezine, Esitiazox, Tebufenpirad, Fenazaquin, ecc.

 

È  sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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