Psilla dell'acacia di CostantinopoliLa psilla dell'acacia di Costantinopoli è un insetto di origine orientale (Cina e Giappone) segnalato in alcuni areali dell’Italia settentrionale circa sette anni fa
Dal 2001 ad oggi questa psilla, classificata come Acizzia jamatonica, si è diffusa in diverse aree italiane e produce gravi infestazioni, con pesanti ripercussioni fisiologico-funzionali, alle piante di acacia (Albizzia julibrissin). Le sue infestazioni iniziano nei primi mesi estivi per protrarsi, a seconda degli ambienti, fino all’autunno.
Il danno Questo parassita colonizza massicciamente le foglie e i giovani germogli che punge e su cui rilascia abbondati secrezioni cerose e melata che imbrattano la vegetazione, producendo asfissia e bruciature, aggravate dall’insediarsi di funghi saprofiti che formano patine nerastre (fumaggini). Infine le piante colpite vanno soggette a gravi defogliazioni, disseccamenti di germogli e rametti ed assumono un aspetto desolante. Quando le piante vengono colpite in modo massiccio più anni di seguito subiscono gravi stress, e diventano oggetto di insediamento di patogeni/parassiti secondari, il deperimento vegetativo porta poi spesso al disseccamento pressoché totale. Inoltre la melata e le secrezioni cerose imbrattano ciò che si trova sotto la chioma, arredi inclusi, producendo ulteriori danneggiamenti alle strutture e limitando la fruibilità degli spazi.
Gli adulti delle generazioni estive di questa psilla sono lunghi 1,5-2,5 mm, sono di colore verde giallastro, come gli stadi giovanili, mentre sono più scuri gli adulti svernanti. Durante la buona stagione si susseguono e si accavallano un numero variabile di generazioni fino all’autunno, dove gli ultimi adulti si portano a svernare su alcune piante a foglia persistente, come le Gimnosperme.
Lotta Questa psilla, Acizzia jamatonica, in Italia non ha ancora nemici naturali in grado di contenerla in modo efficace, pertanto, in virtù anche della sua dannosità, nelle aree dove ogni anno puntualmente produce le sue massicce infestazioni, conviene effettuare dei trattamenti chimici al manifestarsi dei primi segni di colonizzazione su germogli o su foglie. I prodotti più efficaci da utilizzare sono i Piretroidi (Deltametrina, Permetrina, Lambda-cialotrina, Tau-Fluvalinate, ecc) o l’Estratto di Piretro, ma potrebbero essere utilizzati anche altri insetticidi ad azione diretta come Azadiractina ed Etofenprox. L’importante è intervenire tempestivamente, alle prime infestazioni, quando ancora gli stadi dell’insetto non si sono completamente protetti da secrezioni cerose e da melata e quando il danno è ancora limitato.
È sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a piante ornamentali è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso. |
Cura della pianta
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