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Prunus padus L. subsp. padus

di Valerio Gallerati
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  • Prunus padus L. subsp. padus

Il pado (Prunus padus L. subsp. padus) detto anche “ciliegio a grappolo” è un alberello autoctono che in Italia è presente solo a nord del Po.

 

I fiori sono ermafroditi, tipici delle Rosaceae Prunoideae, a cinque petali, bianchi, di 1-2 cm di diametro e raccolti in lunghi grappoli che possono misurare anche 20 cm e che si presentano penduli nella sottospecie padus, o più corti ed eretti nella sottospecie petraea. Gli stami ed i pistilli sono gialli. Sono profumati delicatamente, simili al ciliegio dolce, attraggono molto le api mellifere.

 

Il portamento in natura, varia molto a seconda del substrato, dell’esposizione e dell’acqua a disposizione, si possono così incontrare esemplari alti anche 10 metri, come piccoli cespugli di poco più di un metro. In giardino saranno le potature e la distanza di impianto a deciderne la forma, che resterà a nostra discrezione. Se coltivato, si accresce regolarmente mantenendo un portamento tendenzialmente a fiamma.

 

Ha fogliame caduco, con foglie ellittiche a margine finemente dentato. Le nervature sono molto evidenti e in complesso la foglia ha una consistenza ed un aspetto forte. Sono alterne. La lamina fogliare è coriacea, glabra, con nervatura a reticolo in rilievo su entrambe le facce, quella superiore molto brillante e di un verde scuro, l’inferiore più opaca e più chiara. Ad un occhio inesperto le foglie potranno sembrare simili a quelle della Phyllirea latifolia, che però sono opposte e molto più coriacee.

 

I frutti sono drupe (bacche) di 4-6 mm, succose e contenenti un seme rugoso. Sono amari ma eduli per l’uomo. Compaiono fin dall’inizio primavera quando sono di colore verdastro, diventano poi rossicci per passare infine al nero a piena maturazione, che avviene da luglio a settembre a seconda della latitudine, dell’esposizione e dell’andamento stagionale.

 

E’ una specie solo localmente comune, più normalmente rara e localizzata. Diffusa in tutta l’Europa centro settentrionale ed in parte dell’Asia.

Nella tradizione montanara di alcune valli si utilizzano i frutti per aromatizzare grappe artigianali e tipiche. 

 

Coltivazione

In giardino da grande soddisfazione, perché è pianta frugale, e allieta la vista sia in primavera con le sue fenomenali fioriture, che in autunno, quando la livrea assume toni dal giallo all’arancione e persino all’amaranto. E’ rusticissima, ama suoli sub acidi ma si adatta bene anche al calcareo. Resiste bene alla siccità ed all’umidità. Nei parchi e giardini può essere facilmente coltivata, per la realizzazione di siepi o di esemplari singoli.

Per favorire un migliore accestimento dei cespugli si possono effettuare delle cimature durante la fase di riposo o anche vegetativa, favorendo così l’emissione di getti laterali avventizi. Se annaffiata e concimata cresce molto velocemente.

E’ molto più resistente del ciliegio dolce, normalmente non ha parassiti specifici, sopporta bene tutte le più comuni malattie fungine e di conseguenza non necessita di trattamenti anticrittogamici.

Per chi ama moltiplicare le proprie piante consigliamo la riproduzione da seme o da talea.

 

Valerio Gallerati

VIVAIO FORESTALE VITAVERDE

Via 1° Maggio, 28

40015 Galliera (Bo)

Tel. 348 9100985

Fax 051 813027

vitaverde@vivaiovitaverde.it

www.vivaiovitaverde.it

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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