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Prunus incisa ‘Umeniko’

di Francesco Vignoli
  • Alberi
  • Piante

 
Quelli come me, che per passione e mestiere sono alla ricerca di piante e varietà nuove da proporre nei giardini del futuro, quando entrano nel campo dei Prunus da fiore provano la stessa sensazione di un bambino nel reparto giocattoli di un grande magazzino, dove i giochi sono molto più numerosi di quanto poteva immaginarsi. Lo stesso è per i Prunus da fiore: essi sono cosi tanti che forse non c’è persona al mondo che li conosca tutti, essendo la famiglia più cospicua delle piante da giardino e di quelle da frutto.  
 
 
I giapponesi sono il popolo che più ama i Prunus  da fiore. Queste piante sono nella loro cultura, nella loro memoria storica e sono spesso carichi di simbolismi religiosi. Tant’è che nelle classificazioni botaniche, alcuni libri riportano i Prunus  provenienti dal Giappone come un gruppo a parte. È dunque quasi naturale che da questo Paese provenga la maggior parte delle varietà vecchie e nuove, ma alcune varietà apprezzate in Oriente, in Occidente non hanno incontrato grande interesse, a causa di una diversa concezione del bello: per i giapponesi il fiore perfetto è quello semplice, dai colori tenui e dalle sfumature diverse e delicate, nei toni dei fiori o delle foglie. Qui da noi, invece, vengono apprezzati i fiori doppi, vistosi, dai colori accesi.
 
Prunus  incisa ‘Umeniko’
Fra i Prunus  di ultima introduzione, si distingue Prunus  incisa ‘Umeniko’, per le caratteristiche interessanti anche per il gusto occidentale. È una varietà dalla splendida fioritura, adatta a piccoli giardini per la sua crescita non troppo vigorosa e il portamento colonnare. Ideale dove lo spazio è ristretto o per creare vialetti con piante in altezza e larghezza poco ingombrante.
 
Nel giardino, una presenza gentile
Il Prunus  incisa ‘Umeniko’  ha i rami sottili, eretti, le foglie piccole, acuminate e leggermente dentate. Al contrario di quasi tutti i Prunus  da fiore, in questa varietà le foglie si sviluppano insieme alla fioritura, creando una cornice di fondo con il loro verde tenue. I fiori sono semplici, abbastanza grandi, i petali si aprono del tutto e sono bianchi, leggermente rosati. La fioritura, che avviene tra fine marzo e aprile, è abbastanza prolungata perché un po’ scalare. Alla fioritura segue un’ abbondante fruttificazione in forma di piccolissime ciliegine, cosi gradite agli uccelli che è praticamente impossibile vederne la completa maturazione.
Una grande virtù di questa varietà è di essere ornamentale anche nel periodo estivo e autunnale,  per il suo portamento raccolto e il fogliame elegante che, in autunno, assume toni caldi giallo arancio.
 
Coltiviamola come un ciliegio
Il Prunus  incisa ‘Umeniko’ è vicino, dal punto di vista botanico, ai ciliegi e chi volesse cimentarsi nella sua riproduzione deve innestarlo sul ciliegio selvatico (Prunus  avium).
Preferisce terreni molto fertili, ben concimati e freschi anche in estate. È insidiato dalle classiche malattie dei Prunus, ma è una varietà abbastanza resistente e le malattie non sono molto aggressive, forse il suo problema maggiore, sono gli afidi nel periodo primaverile. Non necessita di potature, se non quelle necessarie per tenere ‘in forma’ la pianta.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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