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Pratolina o Margheritina

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee

 
Pratolina o margheritina (Bellis perennis)
 
 
I prati di margheritine, o pratoline se volete usare l’altro suo nome, erano un tempo elemento fisso del paesaggio e non, come oggi, un ritrovamento casuale lungo gli argini abbandonati, negli incolti recenti, nei giardini e nei parchi cittadini. Per molti questo fiore è legato ad immagini dell’infanzia: le collane o le corone di margherite, ad esempio.
 
Una bellezza senza stagione e senza patria
La margheritina è fra i primi fiori della stagione e la sua fioritura raggiunge l’apice quando l’erba dei prati e dei prati pascolo, suo ambiente ideale, non ha ancora iniziato a crescere tanto da poterla ombreggiare e nascondere. La fioritura, però, si allunga nel tempo tanto da coprire quasi tutto l’arco dell’anno.
La pratolina si trova sia in montagna sia in pianura e il suo areale di diffusione è fra i più vasti comprendendo originariamente Europa e Asia, e, successivamente per naturalizzazione, Nord America.
Non ama i climi secchi e quindi la troveremo sempre laddove vi è una buona disponibilità idrica; per questa ragione in alcune zone è più facile trovarla in quota piuttosto che nelle pianure.
 
Resistente e tenace, quasi testarda
Un fiore così piccolo, così discreto, dall’apparato fogliare non imponente richiama in noi un’idea di delicatezza che nella realtà non ha alcun riscontro.     Rustica, poco esigente, adattabile alle più diverse condizioni, resistentissima al freddo (oltre i –15°C) e al freddo umido: queste sono le caratteristiche che ne fanno una pianta vincente. Se il tempo volge al brutto la pratolina reclina e chiude il capolino per poi tornarsi a levare in direzione del sole quando le condizioni migliorano.
 
Semplice, ma con cugini ricchi
La semplicità della margheritina all’interno della vasta famiglia delle Asteraceae contrasta con la ricchezza di altri suoi cugini d’interesse orticolo quali il cardo e, ancor più, il carciofo. Questa semplicità, come vi suggerirò, non le toglie però una sua intrinseca bontà.
E’ impossibile che non conosciate, o riconosciate, la pratolina. Gli scapi fiorali, solitamente assai numerosi in una stagione, si differenziano a partire da una rosetta di foglie basali a forma abovata-spatolata che presentano un forte e improvviso restringimento e hanno picciolo alato. I fiori ligulari bianchi, quelli normalmente chiamati petali, possono presentare all’estremità sfumature di colore diverso e da questi caratteri si è partiti per creare le varietà ornamentali da giardino.
La lunghezza dello stelo è molto variabile.
 
Margherita compagna dei dubbi d’amore
“M’ama o non m’ama” sembra suggerirci sempre la timida margheritina. Questo non è un gioco nuovo, non lo è per nulla visto che è fin dall’età medioevale che le si attribuisce doti profetiche riguardo all’amore.
Secondo quanto riporta Alfredo Cattabiani nel suo “Florario”, le dame dell’epoca concedevano all’amato di ornare in pubblico lo scudo con due margherite per riconoscere pubblicamente il sentimento che li univa.
Nel linguaggio dei fiori significa, infatti, “Ci penserò” oltre a simboleggiare Bontà senza pretese ed Innocenza.
Il nome Bellis è di origine latina e restò fino al 1100 quando le fu attribuito l’appellativo di “margarita” che significava “perla”.
Preziosa come una perla, simbolo dell’avvento della Salvezza nel mondo e della nuova stagione dello spirito, la margherita è servita a molti pittori rinascimentali ad ornare immagini quali la Natività e l’Adorazione dei Magi.
Simbolo prezioso di primavera e amore come la cantò anche Giovanni Pascoli in “Bellis Perennis” nei “Nuovi Poemetti”:
E’ il verno, e tutti i fiori arse la brina
Nei prati e tutte strinò l’erbe il gelo:
Ma te vedo fiorir, primaverina.
 
Ottima in cucina
La preparazione più semplice è quella di proporre ai vostri bambini un buon the fatto con capolini freschi e addolcito con miele d’acacia. La tradizione lo suggerisce come bevanda ricostituente.
Per un insalata cruda dal sapore e dall’aspetto molto ricercato da servire solo a chi può apprezzare tutto lo sforzo di ricerca e raccolta unite in parti uguali foglie di margheritina, primula, tarassaco e malva tritate finemente. I capolini ancora chiusi delle margheritine possono essere uniti interi. Condite con un battuto d’olio, sale e succo di limone, accompagnate con crostino di pane ai cereali imburrato.
Per preparare una zuppa d’erbe di campo come si cucinano nel sud dell’Inghilterra le zuppe di ortaggi fate cuocere in brodo di pollo una patata per commensale, 125 grammi di foglie e cime d’ortica, 50 grammi di foglie di pratolina. Passate il tutto con un frullatore ad immersione, regolate di sale restando scarsi così da non coprire il “gusto di campo” e lasciate raffreddare. Quando il composto sarà a temperatura ambiente fate le ciotole e ponetele in frigo per circa mezz’ora, al momento di servire aggiungete al centro un bel cucchiaio di panna da caseificio e date una sola mescolata per ottenere un effetto cromatico variegato di contrasto. Ideale per le sere d’estate e le cene in giardino o terrazzo.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.