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Piccole "alpine" virosate

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
  • Lavori e consigli
  • Globularia cordifolia, con le sue foglie coriacee ed i fiori piccoli grigio-azzurri, ben si presta alla realizzazione di un giardino roccioso
  • Globularia nudicaulis può essere coltivata in ampie ciotole da posizionare in modo tale da ricevere almeno alcune ore di raggi solari diretti. Purtroppo gli afidi sono vettori naturali di CMV, virus molto frequente nei giardini, causa di malformazioni e variegature sulle foglie.

 

La varietà vegetale delle nostre Alpi e dell’Appennino è estremamente varia; varia quanto lo è il clima lungo tutta l’estensione nel senso della latitudine del nostro Bel Paese. Si può ammirare questa ricchezza vegetale facendo delle escursioni, durante le quali viene anche voglia di coltivare nelle aiuole del nostro giardino qualcuna delle specie che si incontrano. Il buon comportamento ecologico, però, impone di non estirpare mai nessuna di queste piante, neppure la più umile ed abbondante: al massimo se ne possono raccogliere i semi.

Non sempre, tuttavia, utilizzando i semi raccolti si ottiene successo. Le difficoltà maggiori stanno nel fatto che l’acclimatazione delle piante delle alte quote a livello molto inferiore è cosa praticamente impossibile. Oggi, però, tantissimi fiori spontanei delle Alpi e degli Appennini si possono trovare in vendita presso i vivai. E’ possibile, cioè, reperire piante già climatizzate, pronte in vasetti o in zolla, ricorrendo a quei vivai che si interessano alla nostra flora spontanea.

 

Le Globularia

Fra le essenze disponibili si può scegliere una delle tante specie appartenenti al genere Globularia (G. meridionalis, G. cordifolia, G. punctata, G. thricosanta, G. nudicaulis, G. incanescens, ecc.). Ad esempio, G. meridionalis è una pianta decisamente rustica che è possibile coltivare all’aperto per tutto l’arco dell’anno, così come G. cordifolia che, con le sue foglie coriacee ed i fiori piccoli grigio-azzurri, ben si presta alla realizzazione di un giardino roccioso; anche la bella G. nudicaulis, in ampie ciotole sul terrazzo, forma graziosi piccoli ammassi di foglie spatolate, verde brillante, che circondano capolini emisferici color indaco.

 

Purtroppo, però, anche le piante alpine non sono esenti da malattie. Una volta, infatti, che vengono a trovarsi assieme alle altre per così dire, più “comuni”, finiscono con l’essere contagiate da patogeni infettivi, primi fra tutti i virus. Ecco che, a seguito dell’infezione dal virus del mosaico del cetriolo (CMV) sulle foglie della Globularia compaiono malformazioni, vivaci mosaici e variegature di varia forma ed estensione che deturpano la bellezza della pianta. E’ un rischio che purtroppo si corre quando una specie viene trasferita dal proprio habitat naturale, e a noi non resta che evitare sia di raccogliere il seme dalle piante infette che di moltiplicarle per divisione dei cespi.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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