Susigarden_2011 BayerGarden_2012 Bonfante_2011 Perugia_2012 Psenner_2012 PiscCastiglione_2011 Compo_2012 VivaiDelleCommande2012_1 Erba2012 Verdemax_2011 Viking2012 Orticolario_2012 Bakker_2011 Candelo2012i VivBuffa_2011 McCulloch2012 Ingegnoli2012 Verdeacolori_2011 Acquaform_2011 Kubota2012 Zarpellon_2011 Stihl2012 Cifo_2011 Guercio2012 Gardena2012 PisPecchini_2011 Stocker_2012_forbici-segacci
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Pesco 'Cotogna di Rosano'

di Ugo Fiorini
  • Piante
  • Piante da frutto
  • Pesco 'Cotogna di Rosano'
  • Pesco 'Cotogna di Rosano'

Rosano è un piccolo paese alle porte di Firenze, lungo la riva sinistra dell’Arno.

Da Rosano fino alle porte di Firenze si estende una stretta fascia di terra, compresa tra il fiume e la collina, molto fertile, sciolta, mediamente sabbiosa e ricca di limo.

Fin dai tempi antichi questa terra è stata adibita ad orto, ma soprattutto alla coltivazione dei tipici peschi di Rosano, che si differenziano in due tipologie essenzialmente diverse: le classiche burrone a pasta bianca con polpa spicca al nocciolo e le inconfondibili cotogne generalmente a pasta gialla, con polpa molto compatta e aderente al nocciolo, e sfumature rosse verso il nocciolo stesso.

Mentre le burrone sono state sempre ripropagate tramite innesti, le cotogne venivano sovente riprodotte da seme e pertanto, nel corso dei secoli, si sono ottenute una serie di cultivar popolazioni con caratteri non molto dissimili, tutti a maturazione piuttosto tardiva (settembre –ottobre).

 

La varietà più conosciuta e generalmente più coltivata perché ritenuta la più interessante, è senz’altro ‘Cotogna di Rosano’, ma ricordiamo come molto apprezzate anche ‘Cotogna del Poggio’, ‘Cotogna Ceccarelli’, ‘Cotogna del Berti’, ‘Pandolfini’, ‘Cotogna di Villamagna’ e tante altre.

 

Caratteristiche della specie

L’albero, a rapido accrescimento, predilige terreni sciolti di fondovalle, in gran parte sabbiosi con esposizione ben assolata.

La longevità dei soggetti si aggira tra i 20 e i 30 anni, con inizio della fase produttiva già al secondo, terzo anno.

L’apparato radicale è piuttosto sviluppato, il tronco diritto e il portamento semi aperto. I rami produttivi sono generalmente brindilli e rami misti, formatesi nell’ultimo anno.

Le foglie sono lanceolate, di colore verde intenso e si formano poco dopo la fioritura. I fiori sono di tipo campanulaceo. I frutti sono spesso di forma irregolare, sovente asimmetrici, con linea di sutura a volte anche profonda; buccia gialla con sovracolore rosso. Polpa duracina, di colore giallo intenso e rosso marcato, in corrispondenza del nocciolo. La polpa è aderente al nocciolo stesso, cioè non spicca e si può staccare con una marcata torsione delle valve.

Il profumo è intensissimo ed inebriante. La maturazione avviene ai primi di settembre a Rosano.

 

Le pesche cotogne sono molto antiche. In molte altre zone d’Italia venivano anticamente coltivate e apprezzate con questo nome ad anche con nomi diversi; erano pertanto conosciute nel Veronese con il nome di Cotogne Massime e Gallone di Verona; nel napoletano come pesche Moscatelle, Duracine o Terzarole; in Provenza e in Catalogna come pesche Bienvenido, e generalmente in tutto il mediterraneo come naturalmente in Asia Minore, da dove si pensa provengano.

 

Cure colturali

Se ubicati in luoghi vocati alla peschicoltura, le pesche cotogne risultano senz’altro tra le pesche più robuste e resistenti alle varie parassitosi.

Si prestano quindi, e per la loro rusticità e per la loro bontà, ad essere apprezzate anche per il frutteto amatoriale.

Sono parzialmente sensibili alla bolla, ma in stagioni normali, riescono da sole a venirne fuori.

Quando invece, come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni, assistiamo ad inverni caldi e piovosi, vanno aiutate con pochi ma risolutivi interventi protettivi.

E’ consigliabile un trattamento con poltiglia bordolese alla caduta delle foglie, da ripetere a metà-fine inverno.

Alla ripresa vegetativa, consigliamo due interventi sulla chioma con propoli agricola e silicato di sodio.

Riguardo alla potatura, consigliamo una formazione a vaso e successivamente un diradamento dei rami misti con tagli di ritorno più o meno marcati, per stimolare le piante ad emettere nuovi rami vicino all’asse del tronco che andranno a produrre negli anni successivi.

 

Ugo e Giacomo Fiorini

VIVAI BELFIORE

Loc. S. Ilario

50055 Lastra a Signa (FI)

Tel e fax: 055 8724166

Cell.347 5900869 - 338 3156669

info@vivaibelfiore.it

www.vivaibelfiore.it

»
  • Share this

Piante da frutto

  • Agrumi
  • Albicocco
  • Amarene, visciole, marasche
  • Biricoccolo, prugnolo, mirabolano
  • Cachi
  • Ciliegio
  • Ciliegio 'Moscatella Gialla'
  • Corniolo
  • Cotogno
  • Fico
  • Frutti antichi
  • Frutti minori
  • Kiwi
  • Lampone, rovo, mirtillo, ribes, uva spina
  • Mela ‘Calvilla Bianca d’Inverno’
  • Meli antichi
  • Melo
  • Melograno
  • Nashi, pero asiatico
  • Nespolo comune o nespolo del Giappone?
  • Nespolo del Giappone
  • Nespolo europeo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivo
  • Pero
  • Pero 'Gentile Bianca'
  • Pesco
  • Pesco 'Cotogna di Rosano'
  • Piante da frutto in giardino
  • Susino cino-giapponese
  • Susino europeo
  • Susino ‘Coscia di Monaca’
  • Vite

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.