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Pero corvino

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee
  • Pero corvino, annoverato fra i frutti spontanei, è stato dimenticato e pochi oggi sono in grado di riconoscerne i suoi cespugli leggeri, dalle foglie piccole, aggrappati ai terreni scoscesi. (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • A primavera il pero corvino ha il suo momento di gloria riempiendosi di fiori.
  • Le foglie del pero corvino sono piccole, ovali e con margine seghettato.
  • Le giovani foglie del pero corvino sono cotonose, specie nella pagina inferiore.
  • I fiori del pero corvino precedono in collina ed in montagna le fioriture del biancospino.
  • I frutti del pero corvino non consumati dagli uccelli restano sui rami fino a primavera.

Pero corvino (Amelanchier ovalis)
 
Il pero corvino altri non è che un Amelanchier, genere di piante ornamentali, incluso nella famiglia delle Rosacee, che annovera circa venti specie, tutte americane ad eccezione di due. Una di queste, Amelanchier ovalis, volgarmente detta pero corvino, originaria dell’Europa centrale e meridionale, è presente ovunque nel nostro paese allo stato spontaneo, con maggior frequenza nella zona centro settentrionale degli Appennini, fino ad un’altezza massima di 1.600 metri.
Di aspetto dimesso, di natura discreta, più complemento che protagonista, il pero corvino solo a primavera è capace di attirare l’attenzione dei passanti perché la sua fioritura precede in montagna quella dei biancospini ed è fra i primi segni concreti del cambio di stagione. Gli esili rami sono capaci di resistere al vento e piegarsi senza troppo subire sotto pesanti coltri di neve.
 
Riconoscimento
Si tratta di un piccolo albero, alto fino a tre metri, spesso in forma di arbusto o cespuglio, presente dove il terreno è povero e le condizioni ambientali consentono solo una breve stagione vegetativa, come i fianchi delle montagne, freddi e coperti di neve fino a tarda primavera, troppo secchi alla fine dell’estate, magari radicando in una fenditura fra le rocce.
Le foglie in fase giovanile sono cotonose, caratteristica che col tempo si attenua fino a perdersi. Di forma ovale hanno il margine dentato. In autunno prima di cadere virano al rosso dorato.
I fiori, bianchi, solo raramente rosati, hanno cinque petali e si aprono, secondo l’esposizione e dell’andamento stagionale, nel periodo aprile-maggio.
I frutti compaiono già alla fine di luglio, sono maturi a settembre, e, se non beccati dagli uccelli, restano sulla pianta fino a primavera. Lunghi circa 1 cm sembrano pere miniaturizzate che dal rosso iniziale, quando diventano mature, si colorano di un blu così intenso da sembrare nero. Ogni frutto contiene dieci semi ed ha una polpa dolce e di buon sapore. Sono eduli, caratteristica comune a tutte le specie del genere Amelanchier.
 
In giardino
Pianta originaria del nostro paese non ha problemi di adattamento, si colloca bene nei giardini ad indirizzo naturale, nelle siepi miste, nei giardini destinati al birdwatching, nei terreni declivi, di riporto e ricchi di scheletro. La precoce fioritura ravviva il giardino all’inizio di primavera con un tocco leggero, ricco, ma non così abbondante da risultare artificioso. Deve essere posta sempre in posizione soleggiata per crescere con forza, fiorire e fruttificare. Un’ombreggiatura anche solo parziale non è gradita.
 
La coltivazione
Il pero corvino cresce piuttosto lentamente, anche per la natura dei luoghi dove radica. In coltivazione le condizioni originarie devono essere rispettate solo in parte e se il terreno può essere profondo, diversamente a quanto accade allo stato spontaneo, deve restare in ogni caso calcareo, permeabile, e molto ben esposto. Fresco, ma mai inzuppato, così che gli interventi irrigui sono necessari solo a fronte di una perdurante siccità, ma una volta iniziati vanno mantenuti, anche con quantitativi modesti, fino all’arrivo delle piogge.
Si concima con un terricciato di foglie, da spargere al piede delle piante e nell’area sottochioma a primavera e a prima dell’arrivo del freddo.
Si lascia crescere in forma libera, senza potature, s’interviene solo per eliminare rami secchi e spezzati. Le lavorazioni sottochioma devono essere molto leggere per non danneggiare la parte superficiale dell’apparato radicale, piuttosto importante. Per non correre rischi lasciare inerbire il terreno fino al piede della pianta difendendolo magari con qualche pietra se si è soliti impiegare un decespugliatore a filo, difficile da maneggiare con precisione il prossimità di tronchi.
 
Per avere un pero corvino
Amelanchier ovalis non è facile da reperire nei vivai dove invece si trovano tutti gli amelanchier americani. Le piante possono essere ottenute da seme separandoli dalla polpa dei frutti maturi, prima che gli uccelli ne facciano incetta. Si conservano stratificati in sabbia fino a primavera quando si pongono in cassone.
Per avere nuove piante si possono anche separare i polloni madre al terzo anno di età, quando questi siano presenti, in autunno o in primavera. In alternativa, si ricorre alla tecnica della margotta fasciando il ramo in settembre per separarlo dalla pianta madre a fine autunno.
 
Non è un pero corvino
Amelanchier canadensis, originario del Nord America, alto fino a 10 metri, con portamento espanso, dalla forte colorazione autunnale, coltivato come pianta ornamentale si è naturalizzato in buona parte dell’Europa, dall’Inghilterra all’Italia, dalla Germania all’Olanda. Pur avendo similitudini con il pero corvino si distingue da questo perché i frutti, pur essendo uguali, maturano con un mese di anticipo, le foglie sono più allungate, ed i fiori sono più numerosi e raccolti in racemi.

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