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Orchidee selvatiche

di Alessandro Mesini
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L’onnipresente Phalenopsis ha finito per incarnare agli occhi dei più il modello ideale d’orchidea, l’archetipo al quale rifarsi, anche solo mentalmente, appena il nome di questi fiori, indubbiamente magici e seducenti, è pronunciato. Eppure il mondo delle orchidee è un universo assai variegato, non solo per quel che riguarda le specie esotiche coltivate, ma anche per quelle spontanee che nel nostro paese non mancano, e, seppure di dimensioni più contenute, in quanto a bellezza non sono certo da meno.

Le specie nostrane superano il centinaio e appartengono a trenta generi diversi, occupano tutto il territorio nazionale, dalla pianura all’alta montagna, con una notevole concentrazione di specie lungo la catena degli Appennini, specie al nord e al centro, dove molte caratteristiche ambientali, fino all’area dei monti della Maiella, possono considerarsi omogenee.

La presenza e la sopravvivenza delle orchidee è strettamente legata al loro habitat specifico ed è proprio il degrado ambientale la prima causa del decremento o dell’estinzione delle popolazioni locali.

Tutta la famiglia delle Orchidaceae è protetta dalle regole Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) e nel nostro Paese, anche laddove non esistono espliciti divieti alla raccolta e al prelevamento, è bene rispettarle.

 

Il genere Orchis è fra i più rappresentati e noti. Si tratta di piante bulbose con infiorescenze che si sviluppano lungo un unico asse centrale, o fusto, talvolta carnoso, con struttura paragonabile fra le piante coltivate ai giacinti. Le foglie, con nervature parallele, sono di forma oblunga.

Le orchidee del genere Dactylorhiza sono simili a quelle del genere Orchis e sono fra le più comuni.

 

Neottia nidus-avis

Un posto a parte si merita Neottia nidus-avis, chiamata orchidea a nido d’uccello, pianta di color paglia o foglia secca di castagno, perché del tutto priva di clorofilla. Ha fusto carnoso, infiorescenza densa e di forma cilindrica, piacevolmente odorosa. Si trova nei boschi di latifoglie, in particolar modo nelle faggete e nei castagneti, in posizione luminosa, ma non esposta al sole diretto. Fiorisce fino a luglio.

 

Orchis militaris

Orchis militaris, nota con il nome di giglio crestato, orchidea militare od orchidea degli omuncoli, deve il suo nome particolare alla forma dei fiori che, osservati uno ad uno, ricordano quella di piccoli uomini. Il fiore si compone di due parti: quella superiore definita “elmo” formata da petali riuniti in forma di fiamma venati di colore rosso, ed una inferiore formata da un labello con sperone terminale sottile, separato in quattro appendici digitiformi che ricordano le braccia e le gambe del singolo guerriero. Il colore del fiore è rosa alternando parti più chiare a striature color ciclamino.

Può raggiungere altezze notevoli, fino a 40 cm, ed è una delle più grandi e vistose orchidee spontanee del nostro paese. Colonizza prati e pascoli non più soggetti a sfalcio, radure ricche di arbusti ben esposte, ma fresche, dai 600 metri di quota si può spingere sin quasi al limite della vegetazione arborea. Fiorisce, secondo le esposizioni, a partire da maggio fino a luglio. Il fiore è piuttosto duraturo.

 

Orchis purpurea

Orchis purpurea è una tipica orchidea da bosco che è possibile trovare nella fascia collinare fino ad oltre 1.000 metri di quota. Si riconosce per i labelli portati piatti, rosa e finemente screziati.

 

Dactylorhiza sambucina

L’orchidea sambuchina, Dactylorhiza sambucina, è la specie tipica dei pascoli, dei prati e delle radure di alta quota, dove fiorisce poco dopo il ritiro della neve, dopo scille e crochi, in contemporanea con doronicum e genziane. Ha fusto breve, di solito non supera i 15 cm, e si può presentare in colorazioni diverse, le tonalità fra il porpora ed il vinaccia sono le più comuni, ma non mancano piante a fiori gialli, e, seppur rari, bianco albini. La presenza di colori diversi, per una specie di orchidea spontanea, rappresenta un’eccezione.

 

Dactylorhiza maculata

Dactylorhiza maculata, orchidea macchiata o concordia, è pianta vigorosa, capace di raggiungere in casi documentati i 60 cm di altezza, ha foglie di forma lanceolata, riconoscibili perché puntinate di nero, fiori che variano dal rosa chiaro al lilla hanno, localizzate nel labello, macchie e striature di colore rosso scuro. I fiori, riuniti in una spiga di forma leggermente piramidale, si aprono solo quando il fusto, consistente, ha terminato l’accrescimento. Vive nei prati umidi, con terreni tendenzialmente acidi, se ben esposta fiorisce da aprile.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.