Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Olivo

di Massimo Fornaciari
  • Piante
  • Piante da frutto
  • L’oliva è un frutto che ricorda quello tipico delle drupacee, come pesco, susino, albicocco e ciliegio. E’ formato da una parte esterna carnosa, ricoperta da una sottile epidermide, che racchiude al suo interno un solo seme protetto da un nocciolo legnoso. Contiene circa il 25-30% di olio, che può venire estratto per semplice spremitura. Esistono varietà con caratteristiche diverse: da olio, con elevato rendimento alla spremitura, e da mensa, con frutti di maggiori dimensioni ma con minore contenuto in olio.
  • I fiori sono riuniti in infiorescenze di 10 e più chiamate “mignole”.
  • È una pianta dall’habitus vegetativo basitona, cioè tende ad assumere spontaneamente una forma conica, con uno sviluppo maggiore della parte basale della chioma.
  • Una giovane pianta d’olivo al momento della piantagione.
  • L’olivo ha una grande capacità rigenerativa, essendo in grado di ricostruire quasi completamente la chioma in caso di danni da gelo o per altre avversità. La pianta della foto ha perso completamente la chioma in seguito al forte gelo dell’inverno 1985, quando la temperatura ha raggiunto minime di -20 °C. Dai polloni emessi dal ceppo si è potuto ricostruire completatamene la pianta.
  • Come gli agrumi, anche l’olivo si può allevare in vasi, per arredare terrazzi o per poterlo riparare in inverno nelle aree a clima molto rigido.
  • Pianta di olivo in allevamento prima e dopo la potatura.
  • Pianta di olivo in allevamento prima e dopo la potatura.
  • La bellezza e la caratteristica delle vecchie piante d’olivo è data dal tronco che assume forme contorte e nodose. Ciò è dovuto alla formazione nella parte basale del tronco di iperplasie (crescita abnorme dei tessuti, causate da fattori ormonali o climatici) chiamati “ovuli” che si possono utilizzare per produrre nuove piante poiché sono in grado di formare radici e germogli.
  •  Potatura all’impianto: eliminazione dei rami in posizione troppo bassa.
  • Potatura all’impianto: diradamento dei rami laterali per alleggerire la chioma.
  • Potatura d’allevamento: eliminazione dei rami verticali internamente alla chioma.
  • Potatura d’allevamento: particolare dei tagli di eliminazione dei rami verticali interni.
  • Tipico taglio “di produzione”. L’olivo fruttifica sui rami di un anno. Dopo uno – due anni le brachette vanno raccorciate con un taglio in prossimità di un ramo giovane che inizierà a fruttificare.
  • L’oliveto dei Getsemani (che significa frantoio in aramaico), a Gerusalemme: alcune di queste piante potrebbero essere tra le più antiche del mondo

 

Olivo (Olea europea)

 

Fin dalla notte dei tempi

L’olivo è una pianta che può considerarsi da sempre presente allo stato spontaneo nell’area caucasica e mediterranea. I numerosissimi reperti archeologici e le citazioni dei testi più antichi testimoniano che da tempo immemorabile l’uomo ha imparato ad apprezzare i suoi preziosi frutti e a utilizzarli per ricavarne olio.

L’inizio della coltivazione dell’olivo sembra risalire a circa 6000 anni fa, in Asia Minore. Già i codici babilonesi (circa 2500 anni a.c.) riportano regole per la produzione e il commercio dell’olio d’oliva. Nella civiltà dell’antica Grecia e in quella romana, oltre ad essere largamente coltivato, l’olivo è considerato una pianta sacra, protagonista di diversi miti e leggende. Ugualmente nella religione Islamica e Cristiana, l’Olivo e l’olio assumono ruoli simbolici, di pace, segno d’investitura regale…

In un tempo relativamente recente l’olivo, assieme al successo della “dieta mediterranea”, si è ulteriormente diffuso dalla tipica area di coltivazione del mediterraneo a Paesi e zone geografiche di altri continenti: California, Egitto, Messico, Argentina, Cile, Australia, Cina, Giappone e Corea.

 

In giardino

L’olivo (Olea europea) appartiene alla vasta famiglia delle Oleacee, comprendente piante tipiche di regioni calde, temperate e tropicali. È una pianta sempreverde e, se le condizioni climatiche sono favorevoli, non arresta l’attività vegetativa per tutta l’annata. La crescita non è velocissima, secondo le condizioni di terreno e ambiente, è necessario attendere 4-5 anni prima dell’inizio della fruttificazione, circa 20 perché raggiunga caratteristiche “ornamentali”. La pianta è però molto longeva e facilmente può raggiungere età pluricentenarie.

Le foglie hanno una forma allungata, oblungo-lanceolate, verde scuro sulla pagina superiore, più chiare su quella inferiore. La forma e la consistenza coriacea delle foglie (protette da strati di cere) limita la traspirazione e conferisce a questa specie una notevole resistenza alla siccità.

 

Esigenze colturali

Buona è l’adattabilità a terreni difficili, anche poco fertili, calcarei e rocciosi. Soffre invece in caso di terreni pesanti con scarso dreggio.

E’ abbastanza sensibile alle minime invernali, quando queste scendono oltre -10°C, l’olivo può subire danni importanti alle gemme e anche alla struttura legnosa.

Pianta tipica del mediterraneo, si adatta anche al nord Italia, nelle zone microclimatiche più favorevoli, ad esempio nella prima collina di molte regioni settentrionali, non ama i terreni pesanti, umidi e l’umidità dell’aria, pertanto è sconsigliato nelle pianure, soprattutto quelle umide e argillose come la Pianura Padana.

L’olivo comunque, entro certi limiti, può vivere anche al di fuori delle regioni mediterranee, soprattutto se l’utilizzo è ornamentale più che produttivo. A riprova di ciò, sulla base di reperti e testimonianze storiche, si sta sperimentando il “ritorno” della coltivazione dell’olivo, nelle aree pedecollinari di diverse regioni del nord dove le condizioni microclimatiche e podologiche sono favorevoli alla pianta.

L’olivo ha una grande capacità rigenerativa, essendo in grado di ricostruire quasi completamente la chioma in caso di danni da gelo o per altre avversità. La pianta della foto ha perso completamente la chioma in seguito al forte gelo dell’inverno 1985, quando la temperatura ha raggiunto minime di -20 °C. Dai polloni emessi dal ceppo si è potuto ricostruire completatamene la pianta. 

 

La coltivazione

L’olivo è una pianta molto “rustica”, con limitate esigenze.

Irrigazioni

L’irrigazione deve essere frequente solo durante i primi anni di sviluppo. Quando la pianta ha sviluppato un sufficiente apparato può essere limitata ai periodi più caldi.

Concimazioni

Anche per la concimazione l’olivo non ha esigenze particolari. Nella fase giovanile può essere utile qualche somministrazione di azoto per stimolare la crescita, seguendo la regola del: “poco e spesso”. Sulle piante adulte può bastare la distribuzione primaverile di un concime complesso (NPK contenete azoto fosforo e potassio). 

Avversità

Poche sono le avversità e, se la coltivazione è a solo scopo ornamentale, la difesa si risolve con pochissimi trattamenti. Alla ripresa vegetativa è sufficiente eseguire un trattamento con prodotti rameici (idrossido, ossicloruro o poltiglia bordolese), per disinfettare i tagli di potatura e prevenire l’insediarsi di funghi responsabili della “carie del legno” o “lupa”. Tale intervento è anche attivo contro l’occhio di pavone, una delle più comuni avversità dell’olivo.

 

NO agli olivi secolari!

Assieme alla valorizzazione alimentare l’olivo ha vissuto negli ultimi anni una riscoperta anche a livello paesaggistico ed ornamentale. In molti giardini di recente realizzazione l’utilizzo di annosi esemplari d’olivo è diventata di moda, ma l’utilizzo di piante secolari di olivo nella progettazione del verde è una tendenza che va fermamente criticata. La prima ragione riguarda la tutela del patrimonio paesaggistico. Proprio nel corso del 2007 è stato approvato dalla regione Puglia uno specifico disegno di legge di tutela degli olivi monumentali, per scongiurare la distruzione degli oliveti che fanno parte del paesaggio caratteristico di questa regione. Ora la maggioranza di piante secolari commercializzate in Italia provengono dalla Spagna, ma si tratta comunque di un fenomeno di impoverimento ambientale.

Un'altra riflessione è di ordine “morale”. Trapiantare un albero secolare, mettendone a rischio la sopravvivenza, per abbellire il giardino è un comportamento di consumismo estremo, che segue la logica del “tutto e subito”. Al contrario “accontentarsi” di un olivo di pochi anni è una scelta poco appariscente; in cambio però potremo seguirne la crescita e pensare che rimarrà per le generazioni future, che ne potranno godere la bellezza, come un ricordo di chi l’ha piantato.

Potature

La potatura per l’olivo, si può considerare relativamente semplice e poco impegnativa se confrontata a quella di altre piante da frutto. Importante, soprattutto al nord, è eseguire qualsiasi intervento al termine dei rigori invernali, da fine febbraio - inizio marzo.

Sulle piante giovani la potatura deve servire a guidare la crescita in modo equilibrato e dare alla pianta la forma che si desidera ottenere.

Nella fase giovanile è comunque sempre consigliabile limitare i tagli al minimo indispensabile, assecondando lo sviluppo naturale e lasciando che la pianta assuma un aspetto il più possibile “naturale”.

Alla piantagione vanno eliminati tutti i rami inseriti sul fusto fino all’altezza di 50 cm da terra ed eventualmente si può diradare leggermente la chioma, per riequilibrare il rapporto con l’apparato radicale.

Negli anni seguenti si dovrà favorire la crescita della cima e di 3-4 rami laterali (le branche primarie) possibilmente inseriti a spirale sul fusto ad un’altezza tra i 50 e gli 80 cm. Per questo vano eliminati tutti i “concorrenti”, cioè i rami vigorosi che crescono in prossimità della cima o in posizione interva della chioma.

Sugli olivi adulti la potatura può consistere ad una semplice rimonda, cioè interventi molto leggeri di diradamento della chioma, per ripulirla dai rami deperiti o morti, eliminare qualche ramo esaurito dopo la fruttificazione e stimolarne l’emissione di nuovi.

Nel caso sia necessario eseguire qualche taglio di grande diametro, per eliminare o accorciare una branca principale, è sempre consigliabile ricoprire la superficie di taglio con mastici disinfettanti per proteggerli dall’attacco di funghi.

»
  • Share/Save

Piante da frutto

  • Agrumi
  • Albicocco
  • Amarene, visciole, marasche
  • Biricoccolo, prugnolo, mirabolano
  • Cachi
  • Ciliegio
  • Ciliegio 'Moscatella Gialla'
  • Corniolo
  • Cotogno
  • Fico
  • Frutti antichi
  • Frutti minori
  • Kiwi
  • Lampone, rovo, mirtillo, ribes, uva spina
  • Mela ‘Calvilla Bianca d’Inverno’
  • Meli antichi
  • Melo
  • Melograno
  • Nashi, pero asiatico
  • Nespolo comune o nespolo del Giappone?
  • Nespolo del Giappone
  • Nespolo europeo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivo
  • Pero
  • Pero 'Gentile Bianca'
  • Pesco
  • Pesco 'Cotogna di Rosano'
  • Piante da frutto in giardino
  • Susino cino-giapponese
  • Susino europeo
  • Susino ‘Coscia di Monaca’
  • Vite

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!