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Oidio su evonimo

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
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  • Molto colpite da oidio risultano le specie variegate di E. japonica, in quanto meno rustiche rispetto alle varietà della specie indigena E. europeus.
  • Il feltro miceliare può formare delle placche grigiastre anche molto spesse e notevolmente consistenti.
  • Il feltro miceliare può formare delle placche grigiastre anche molto spesse e notevolmente consistenti.

Nei parchi, nei giardini, nelle bordure o nelle fioriere, ovunque è presente l'evonimo con la specie indigena Euonymus europaeus, anche se in tempi più recenti si è affermata la specie esotica E. japonica che comprende varietà dal fogliame lucido, spesso variegato o screziato.

Tra le malattie più comuni, risulta frequente una caratteristica e specifica forma di oidio: Oidium evonymi japonici, capace di aggredire sia la specie indigena che quella esotica, anche se la particolare preferenza sembra riservata a quest’ultima, in quanto meno rustica, più “gentile” e lussureggiante.

 

I sintomi

Il micelio del fungo si sviluppa esternamente sulle superfici fogliari fino a formare un ammasso intricato con vere e proprie placche biancastre di elevata consistenza e notevole spessore. I valori climatici più favorevoli allo sviluppo del patogeno sono: temperatura compresa tra i 18 e 24°C e 70-90% di umidità relativa. Le piogge persistenti, soprattutto se a carattere temporalesco, tendono a frenare lo sviluppo della malattia.

 

I danni

I danni possono risultare limitati, come possono anche raggiungere una notevole gravità. In questo ultimo caso, si può assistere, specialmente sulla specie giapponese, a forme evidenti di avvizzimento, cadute consistenti di fogliame e comparsa di diffusi disseccamenti.

 

Difesa
Nei confronti di questa malattia è possibile intervenire con accorgimenti e tecniche di ordine preventivo su cui vogliamo concentrarci per evitare di effettuare dei trattamenti chimici.

Si dovrà innanzitutto raccogliere e distruggere la massima quantità di materiale vegetale aggredito, sia sulla pianta che, in misura sempre più rilevante, tra quello caduto al suolo.

Al fine di ottenere piante più resistenti, si dovranno evitare tutte le pratiche tendenti a favorire una vegetazione di tipo lussureggiante, come:

-      irrigazioni eccessive

-      concimazioni elevate di tipo azotato e particolarmente quelle con azoto nitrico

-      tagli eccessivi che portano alla formazione di rametti fitti, con fogliame piccolo e tenero

-      eccessive lavorazioni del suolo

 

Per quanto riguarda le irrigazioni, la migliore tecnica di somministrazione idrica consiste negli interventi per aspersione, mediante getto anche battente sulla vegetazione che, oltre all'effetto irrigante ed a quello ripulente in senso generale, sembra possedere anche un'azione deterrente sullo sviluppo della malattia.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.