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Oidio dell'ortensia

di Testo di Mario Ferrari
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  • Tipici sintomi di oidio su foglia di ortensia
  • Tipici sintomi di oidio su foglia di ortensia
  • Tipici sintomi di oidio su foglia di ortensia

Microsphaera polonica o Oidium hortensiae è un mal bianco che colpisce prevalentemente le foglie dell'ortensia, ma in alcuni casi si possono riscontrare delle sintomatologie anche  a carico dei fiori e dei rami.

 

Sintomi e danni

La presenza della malattia si manifesta con macchie  clorotiche e sfumate sulla lamina delle foglie, che ben presto si rivestono di una debole patina di aspetto polverulento di colore bianco-grigiastro. Le macchie, con l’avanzare della infezione sfumano in tonalità rossastre o bronzee e l’intera foglia necrotizza e inscurisce, lacerandosi.

In presenza di infezioni particolarmente gravi, dette macchie, che poi necrotizzano, confluiscono sul lembo sino a provocare la completa perdita dell'attività clorofilliana delle foglie, causando conseguentemente intense ed anticipate defogliazioni.

In caso di attacchi precoci ed intensi  la pianta può soccombere. E' in questi casi che sono più evidenti i sintomi a carico dei rami, che evidenziano bronzature e reticolature nerastre.

Sui fiori il mal bianco si evidenzia con delle pigmentazioni rossastre intense e il feltro miceliare, che si sviluppa sui petali provoca un imbrunimento degli stessi che successivamente  cadono.

 

Le infezioni sono favorite da un clima caldo-umido (non piovoso), per cui sono massicciamente manifeste durante la piena estate.

Il fungo sopravvive in inverno  allo stato di micelio e di conidio soprattutto a livello delle gemme o sulle varie ramificazioni del cespuglio.

In primavera, quando le condizioni cominciano ad essere favorevoli, dalle ife si originano i conidi che  saranno gli agenti di propagazione dell'infezione. Il fungo svolge il suo ciclo prevalentemente come fase asessuata di Oidium, la fase sessuata costituita da Microsphaera polonica  è molto rara ed è rappresentata da periteci globosi.

 

Tecniche di controllo

Per controllare questo Oidio sono utili tutti quegli accorgimenti agronomici che diminuiscono le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia. In particolare non impiantare i cespugli troppo vicini, per favorire l’arieggiamento ed evitare concimazioni azotate troppo intense che favoriscono il rigoglio vegetativo, ma anche il fungo.

Nel caso si rendano necessari interventi di tipo chimico, sono impiegabili  diversi fungicidi antioidici, dai prodotti classici di copertura come gli Zolfi, a prodotti  ad azione specifica e curativa come i Triazoli (Penconazolo, Tetraconazolo, Bitertanolo, Esaconazolo, ecc).

Per aumentare l’efficacia dell’intervento può risultare opportuno miscelare lo Zolfo ad uno dei prodotti specifici endoterapici.

I trattamenti vanno poi ripetuti in funzione del prodotto, dell’infezione e delle condizioni operative contingenti. Attenzione agli interventi  in piena fioritura per evitare fenomeni di fitotossicità.

 

È  in ogni caso sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.