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Obolodiplosis robiniae, nuovo parassita della robinia

di Mario Ferrari
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Particolare di foglie di robinia con galle marginali prodotte dal dittero Cecidomide Obolodiplosis robiniae
Particolare di foglie di robinia con galle marginali prodotte dal dittero Cecidomide Obolodiplosis robiniae

Un nuovo parassita della robinia: Obolodiplosis robiniae, piccolo insetto che produce danni estetici e funzionali alle foglie giovani degli apici della pianta

 

L’insetto in questione è un dittero Cecidomide di probabile origine americana, segnalato in Italia nel 2003 e classificato come Obolodiplosis robiniae.

Gli adulti, somiglianti a piccole zanzare, misurano 2-3  mm di lunghezza e sono di colore ocraceo-brunastro. Le larve sono  di colore bianco giallastro o arancio in funzione degli stadi. Questo insetto svolge generalmente un paio di generazioni all’anno, con le larve di prima generazione attive tra maggio e giugno, mentre quelle di seconda sono attive tra fine giugno e agosto. Sono state segnalate anche colonizzazioni larvali tra fine estate ed autunno.

 

Danni

I danni vengono prodotti a carico delle foglie dove l’attività trofica delle larve induce la formazione di caratteristiche galle fogliari ai margini delle foglie. Le foglie infestate infatti si arrotolano ai bordi, verso la pagina inferiore, producendo un ricovero carnoso e consistente, spesso colorato di giallo, arancio o di rosso, dove alloggiano e si riparano le larve stesse (1-2-3 larve per galla).

Le foglie più colpite sono quelle più giovani degli apici, i germogli infestati subiscono arresti nello sviluppo ed i danni estetici si uniscono a quelli funzionali.

 

Lotta

Il controllo diretto di questo fitofago non è generalmente necessario in virtù della sua recente introduzione e della sporadicità degli attacchi nel verde ornamentale. In alcuni contesti ed in annate particolari però la sua presenza potrebbe determinare sensibili danni vegetazionali ed estetici e giustificare il controllo.

In questi casi è opportuno intervenire alle prime serie manifestazioni sintomatologiche con alcuni prodotti insetticidi che agiscano su questo insetto parzialmente endofita.

I prodotti più efficaci da utilizzare per questi interventi, nel momento dello sfarfallamento degli adulti o al manifestarsi delle prime galle fogliari, sono generalmente i Piretroidi (Deltametrina, Lambda-cialotrina, Tau-Fluvalinate, ecc),  l’Estratto di Piretro, l’Azadiractina, lo Spinosad e l’Etofenprox.

 

È infine sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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