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Noce

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee
  • Noce (Juglans regia), disegno di Gabriella Gallerani
  • Il noce può raggiungere i trenta metri d’altezza, ma è pianta a sviluppo lento
  • Il fusto ha corteccia di colore grigio cinerino che con l’età tende a fessurarsi in placche longitudinali, mentre il tronco delle giovani piante ospita spesso colonie di licheni dai colori accesi
  • : Le giovani foglie hanno un colore rossastro che perdono con la crescita
  • Le foglie composte sono imparipennate formate da 7 o 9 foglioline di forma ovato-acuta, quella centrale e terminale è più grande, il margine può essere considerato intero, misurano fino a 15 cm, l'odore che emanano se sfregate o impiegate per la cottura di cibi è caratteristico, amaro, ma non spiacevole, fortemente aromatico
  • I frutti crescono velocemente appesantendo i rami verso il basso, essi sono delle drupe, proprio come le ciliegie, ma nel noce ci cibiamo del seme, nella ciliegia della polpa che qui è sostituita dal mallo, rivestimento esterno di colore verde, con consistenza carnosa e coriacea
  • Il mallo con il crescere del frutto tende a perdere d’importanza a favore del seme ed in autunno si fessura, diventa scuro e dissecca liberando il nocciolo bivalve rugoso, quando la noce è matura cade, spesso ancora avvolta in una parte del mallo secco e crepato

Noce (Juglans regia)
 
Il noce, Juglans regia, famiglia delle Juglandaceae, è pianta molto antica. In Europa le varietà da frutto, migliorate dai persiani, le introdussero i greci. Dalla Grecia passò in Italia e al seguito delle conquiste romane si spinse fino al Reno e al di là della Manica.
Pianta longeva, raggiunge i trenta metri d’altezza, inizia a fruttificare nelle forme spontanee fra il ventesimo ed il trentesimo anno di età, a mezzo secolo di vita il diametro del tronco varia tra i 50 ed i 60 cm. 
La possiamo trovare dal piano alla collina, nei boschi di latifoglie, nei pressi dei vecchi borghi, nei campi un tempo in abbandono. Preferisce terreni freschi, ma permeabili con spiccata componente sabbiosa e silicea.
 
Il noce in giardino
Il noce è un albero bellissimo e non in una stagione soltanto. Basta guardare a primavera i nuovi getti fra il rosso ed il bronzo che risaltano anche da lontano ed i lunghi grappoli dei fiori non colorati, ma carnosi. In autunno è inimitabile il giallo caldo e intenso che conquista tutte le foglie prima che l’albero si spogli, belle anche quando sono cadute.
Regala una bell’ombra, ma non troppo scura e il suo tronco ospita spesso ricami di colorati licheni.
Il tronco forte, le grandi ramificazioni principali e la chioma ampia e arrotondata conferiscono al noce una grande impressione di forza.
Collochiamola in uno spazio dove possa prosperare senza avere fra qualche anno limitazioni o competizioni troppo accentuate con altre essenze o con costruzioni che ne limitano l’espansione. 
 
Il segreto è un impianto ben riuscito
Far crescere una pianta partendo dal seme è una grande soddisfazione, ma per il noce, oltre a richiedere un innesto per migliorare le caratteristiche produttive, sono necessari tempi lunghi. Si può ricorrere all’acquisto in vivaio di un soggetto già innestato.
Lo scasso per la messa a dimora e una ricca concimazione del terreno con letame maturo, e solfato di potassio, scorie Thomas o perfosfato minerale a seconda che il terreno sia acido è di importanza primaria per la rapida crescita nei primi anni d’impianto. Più il terreno è compatto più lo scasso deve essere profondo e si va da un minimo di 50 cm per un terreno molto sciolto, a quasi un metro per terreni argillosi.
Il noce non ama i suoli a reazione alcalina o troppo duri, specie se vi è concomitanza di ristagni d’acqua ed umidità eccessiva.
Uno scasso quadrato di un metro per lato è più che sufficiente e deve essere effettuato, unitamente a concimazione, sminuzzamento del terreno e riempimento parziale della buca con largo anticipo sul momento della messa a dimora.
Il momento per la messa a dimora varia a seconda del clima: per il sud e il centro italia sarà indifferente scegliere fra inizio primavera e metà autunno, al nord o dove il clima è più freddo meglio aspettare che a primavera sia terminato il rischio di gelate.
Quando operiamo con piante a radice nuda rispettiamo l’angolo naturale delle radici. La radice principale deve essere distesa in tutta la sua lunghezza verso il basso, le radici laterali devono essere distese orizzontalmente nel terreno a partire dal punto di innesto.
Una volta messa a dimora e tutorata la giovane pianta deve essere bagnata nell’area occupata dalle radici.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.