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Nocciolo

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee

 
Nocciolo (Corylus avellana)
 
Fra i prodotti italiani famosi nel mondo c’è anche la crema di nocciole e cacao, ma la nocciola non è soltanto golosità. Prima di tutto è il frutto di un albero molto diffuso e poco valorizzato che può a pieno titolo occupare uno spazio nel nostro giardino, nella siepe mista, ai margini dell’orto o nel frutteto.
 
Descrizione della pianta
Arbusto di grandi dimensioni, arriva senza problemi a cinque metri d’altezza, molto ramoso, dall’aspetto intricato e selvaggio se non governato da potature mirate. Caratteristica la corteccia di colore chiaro ricco di lenticelle con fessurazioni longitudinali. Foglie di forma rotondeggiante, ma appuntite e con base irregolarmente cuoriforme, margine fittamente seghettato. Inserzione alterna sui rami. I fiori maschili, amenti giallognoli lunghi fino ad 8 cm., sono molto evidenti e persistono sui rami spogli dall’autunno alla primavera.   
 
Areale, clima, esposizione
Dalla pianura si spinge fino a quote poco inferiori ai 1.800 metri s.l.m.; è diffuso in Nordafrica, Europa e Asia minore. Occupa una posizione di rilievo nelle siepi miste, nei boschi spontanei di latifoglie in collina e non è impossibile incontrarlo anche nelle pinete. Non teme l’ombra anche se ama i margini della vegetazione. Per la sua conformazione nel giardino, anche in posizione isolata, può assumere col tempo risalto ed importanza.
 
Metodi di propagazione
La propagazione del nocciolo avviene sostanzialmente per tre vie: la separazione di polloni basali già spontaneamente radicati, la margotta da ceppaia, la propaggine semplice. Quest’ultimo è semplice e di risultato sicuro. Può essere effettuato anche su piante selvatiche perché non è distruttivo. Interriamo un pollone (ramo basale) durante la primavera e in autunno, ma è meglio nella primavera dell’anno successivo, comunque al raggiungimento di una lunghezza della parte fuori terra di un metro e mezzo, spicchiamo.
Solo per esperti talea e margotta.
Semplice, ma lunga, la propagazione da seme perché all’inizio la crescita è lenta. Direttamente nel terreno in autunno o alla ripresa vegetativa dopo stratificazione in sabbia.
 
Terreno e concimazione
Il nocciolo non può essere considerato una pianta pioniera, ma ben si adatta alla colonizzazione di terreni fortemente scoscesi franosi o rocciosi. Preferisce i terreni ricchi, ma senza ristagno d’acqua.
Per il suo inserimento in giardino o in una siepe non si prevedono concimazioni particolari se non la preparazione della buca d’impianto. Sul fondo, al di sotto del livello delle radici, coperto da un primo strato di terriccio si può mettere un letto di concime organico a lenta cessione.
 
Raccolta e conservazione dei frutti
A maturazione le nocciole cadono a terra di solito avvolte in un involucro basale semilegnoso. Al momento della raccolta liberiamole dalla protezione e valutiamone il peso per scartare i frutti leggeri. Si riveleranno vuoti per incompleto sviluppo del seme o per gli indesiderati attacchi di un parassita. Il balanino del nocciolo pratica un piccolo foro sul frutto e si nutre del seme. Può causare molti danni alle coltivazioni specializzate, ma non è il caso di pensare a trattamenti specifici nel nostro giardino. Mettiamo le nocciole stese all’ombra su un graticcio o in una cassetta di legno in strato singolo per ottenere una perfetta asciugatura. Conserviamo in sacchetto da carta da pane.
 
Un classico da non dimenticare e reinventare
Il croccante di nocciole è un classico spesso dimenticato perché la preparazione dei croccanti è oggi demandata agli ambulanti nelle varie sagre. Basta poco. Quattro parti di nocciole pelate e spaccate a metà, tre di zucchero e una di burro. Caramelliamo zucchero e burro insieme, quando il colore è ambrato buttiamo le nocciole, amalgamiamo e stendiamo sulla carta oleata. Basta tostare prima le nocciole in forno e aggiungere una parte di scorza d’arancio e limone biologici, senza la parte bianca, per ottenere un effetto a contrasto che sorprende. 

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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