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Nocciolo

di Massimo Fornaciari
  • Piante
  • Piante da frutto

 

Nocciolo (Corylus avellana)

 

Il nocciolo è una pianta, o meglio un arbusto, la cui comparsa risale all’epoca preistorica. La diffusione nel continente europeo iniziò al termine dell’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa.

Apprezzato da greci e romani per i frutti nutrienti, era ritenuto una pianta dalle doti benefiche o addirittura magiche. L’epiteto specifico “avellana” deriva da Avella, un’antica località di epoca romana in provincia di Avellino. La Campania, assieme a Piemonte, Lazio e Sicilia, è infatti tuttora una delle principali regioni italiane produttrici di nocciole.

Le varietà selezionate e coltivate per il frutto appartengono alla specie Corylus avellana, che si ritrova anche come spontanea in tutta Italia. Esistono anche alcune varietà ornamentali con fogliame giallo (cultivar ‘Aurea’) oppure con rami a crescita tortuosa (cultivar ‘Contorta’). Inoltre molto attraenti sono le varietà di nocciolo a foglia rossa; la più diffusa di queste appartiene però ad una diversa specie, Corylus maxima.

Il nocciolo è un arbusto di medio sviluppo che in genere non supera i 3, massimo 5, metri di altezza. In giardino è indicato per formare siepi o creare delle “macchie” accostando alcune piante.

E’ una specie molto adattabile; non teme il freddo invernale, tanto da iniziare addirittura a fiorire proprio in questa stagione. Vegeta bene dalla pianura alla collina fino a circa 1300 metri di altitudine e si adatta a diversi tipi di terreno, purché non troppo umido.

 

Una strana fioritura

Una delle caratteristiche del nocciolo è l’epoca di fioritura che è sicuramente “fuori stagione” poichè avviene in pieno inverno. Ma oltre all’epoca anche la biologia fiorale è abbastanza caratteristica.

Il nocciolo viene classificato come pianta “monoica” cioè con fiori unisessuali, distinti in maschili e femminili, presenti sulla stessa pianta. I fiori maschili sono i più appariscenti, costituiti da lunghi filamenti (amenti) che si formano in estate sui rami dell’anno. In inverno terminano di svilupparsi allungandosi e liberando una gran quantità di polline. Ad opera del vento avviene il trasporto del polline sui fiori femminili, piccoli e poco appariscenti se non fosse per il loro colore rosso vivo, che si trovano all’interno delle gemme dei rami di un anno.

Una volta avvenuta la fecondazione inizia la formazione del frutto (denominato nucula) che termina nei mesi di agosto - settembre.

 

Impianto e coltivazione

Come detto il portamento del nocciolo è tipicamente arbustivo. La pianta tende a rinnovarsi periodicamente formando nuovi fusti che si originano dai “polloni”. I polloni sono rami basali nati al colletto della pianta che si possono sfruttare per ottenere nuove piante poiché sono provvisti di radici.

Nella fase di allevamento si dovranno selezionare da 4 a 6 polloni per formare la struttura principale. Negli anni seguenti i nuovi polloni che si formano alla base vanno eliminati per favorire la crescita di quelli scelti e si farà qualche taglio di diradamento sulla chioma, eliminando i rami troppo vigorosi (succhioni).

In questo modo si asseconda la naturale crescita a cespuglio e si otterrà rapidamente la fruttificazione.

A questo proposito si deve ricordare che è opportuno che siano presenti varietà diverse per assicurare un’abbondante impollinazione incrociata.

Quando la pianta raggiunge la maturità i fusti principali possono iniziare ad esaurirsi, perdendo vigore. Si potrà allora iniziare la sostituzione utilizzando un nuovo e vigoroso pollone.

Il nocciolo non richiede particolari cure colturali, salvo qualche irrigazione se l’estate è calda e siccitosa.

La raccolta va eseguita a completa maturità, quando i frutti tendono a staccarsi e cadere, e le brattee che li avvolgono disseccano. Nel caso il raccolto sia abbondante, per garantire una conservazione ottimale, è opportuno essiccare le nocciole disponendole per alcuni giorni in una posizione soleggiata e ben ventilata.

 

Nocciole: una fonte d’energia

Fin dall’antichità le nocciole sono state apprezzate come un alimento ricco d’energia, grazie all’elevato contenuto di grassi (circa il 60%). Questo non significa che dobbiamo relegarle nella categoria degli alimenti “a rischio” poiché la maggioranza di questi lipidi appartengono agli acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico delle olive). Questa categoria di grassi è preziosa poiché contribuisce a ridurre il colesterolo “cattivo”, contribuendo a proteggere i tessuti dall’invecchiamento e a prevenire l’arteriosclerosi e le patologie cardiovascolari. Quindi, come per tanti altri alimenti, un consumo moderato ha sicuramente effetti benefici.

 

La carta d’identità del nocciolo

Specie e origine

Originario dell’Asia minore, appartiene alla famiglia delle Betulaceae. Al genere Corylus appartengono diverse specie. Corylus avellana è la specie spontanea e coltivata in Italia.

Caratteristiche della pianta

Portamento tendenzialmente arbustivo di dimensioni contenute entro i 4-6 metri d’altezza. Distanza tra le piante consigliata 4-5 metri.

Ambiente e clima

La coltivazione in Italia è concentrata in quattro regioni: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia che rendono l’idea della ampia adattabilità di questa specie vegetale. Solo i terreni molto umidi possono limitare lo sviluppo del nocciolo.

Avversità principali

La più pericolosa è la “moria del nocciolo” causata da un batterio (Pseudomonas avellanae), responsabile di disseccamenti e morte delle piante. Per ora è diffusa soprattutto nell’area Viterbese.

A scopo cautelativo si può eseguire un trattamento con prodotti a base di rame nella fase di caduta foglie

Varietà coltivate

Esistono diverse varietà di origine locale. Le più conosciute sono: ‘Tonda Gentile delle Langhe’, ‘Tonda Gentile Romana’ e ‘Tonda di Giffoni’.

Utilizzazione frutti

Oltre che per consumo diretto le nocciole vengono largamente utilizzate dalle industrie alimentari come ingrediente in preparazioni dolciarie e di pasticceria. Famosa è la “pasta gianduia “ piemontese.

Caratteristiche ornamentali

La fioritura invernale è caratteristica per il lunghi amenti maschili. Alcune varietà e specie ornamentali si distinguono per il fogliame rosso o giallo. Particolare è la cultivar ‘Contorta’ con rami ad accrescimento tortuoso e  sinuoso.

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