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Nespolo

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee

Nespolo (Mespilus germanica)
 
Originario, secondo studi più recenti, dell’areale caucasico, ma anche con primi nuclei di diffusione in Iran, in Turchia fino alla Grecia, il nespolo oggi è diffuso in tutta Europa come pianta spontanea nei boschi di latifoglie o come rinselvatichita negli incolti. Molto resistente al freddo invernale si spinge fino ai mille metri di quota. La sua diffusione fu favorita moltissimo dai romani e prese a tal punto piede in Germania che al momento di classificarla il grande Linneo, sospettandone una sua origine in quest’area, lo chiamò Mespilus germanica.
 
Descrizione botanica
Albero di modeste dimensioni raggiunge al massimo i cinque metri d’altezza, ma solitamente ha uno sviluppo ben più modesto. Il portamento è irregolare con una certa tendenza dei rami a ricadere nei soggetti invecchiati. Nei soggetti selvatici i giovani rami possono essere spinosi. La corteccia dei rami da marrone scuro diventa chiara e poi, come sul tronco, grigia.
Le foglie, grandi, hanno margine intero e sono dentellate solo all’apice. Hanno forma ovale, picciolo cortissimo, e sono più frequenti nella parte distale dei rami. Inizialmente opache per la presenza di una leggera peluria che resta solo sulla pagina inferiore divengono in autunno di uno splendido colore ramato.
I fiori, a maggio, si aprono al vertice dei rametti fruttiferi, sono grandi e isolati, di colore bianco con cinque petali e portano entrambe i sessi.
Pianta autofertile il nespolo ha un’elevata percentuale di allegagione anche se singola.
Il frutto, la nespola, è un falso frutto dato dall’ingrossamento del ricettacolo attorno ai frutti veri e propri. Di forma riconoscibilissima, ha un corto peduncolo e una resistente buccia che per grana, colore e consistenza ricorda il cuoio.
I semi sono in numero di cinque, duri e legnosi.
 
Acquistare o creare una pianta da seme
Acquistare una piantina in un vivaio ci consente di accelerare molto i tempi d’allevamento rispetto ad una pianta ottenuta da seme. Le piante nate da seme, quindi tutte le piante selvatiche, crescono molto lentamente e fruttificano al sesto o al settimo anno di vita. La germinabilità del seme lascia spesso a desiderare ed è consigliabile impiegare i semi di nespole non lasciare ammezzire, ma giunte a maturazione completa sul ramo. Nespole che sono anche le migliori da gustare.
 
Piante innestate
Al momento dell’acquisto di un nespolo innestato facciamo precise richieste per conoscere la natura del portainnesto. I nespoli possono essere innestati su piante diverse: pero, biancospino, sorbo, cotogno, azzeruolo. Il più rustico e indifferente al tipo di terreno è il biancospino, mentre il cotogno teme i terreni calcarei. Pero e sorbo daranno piante di maggiori dimensioni. L’impiego di piante innestate riduce i tempi d’attesa per la fruttificazione.
 
I frutti
Le nespole non possono essere consumate subito dopo il raccolto, ma devono subire un processo di fermentazione che le porta a diventare dolci, quasi soffici e con polpa di color nocciola da inabbocabili, dure e bianche com’erano all’inizio. Il termine esatto è “ammezzire”.
Per fare ammezzire i frutti nel modo migliore applichiamo il vecchio proverbio che tutti conoscono: “col tempo e con la paglia maturano anche le nespole”.
 
L'ammezzimento
Raccogliamo i frutti quando hanno perso tutte le tracce di colore verde e sono diventati color ruggine. Anticipando la raccolta non diamo il tempo necessario ai frutti di accumulare zucchero in quantità sufficiente per procedere alla fermentazione di maturazione in modo regolare.
Deponiamo i frutti all’interno di cassette di legno o cesti e ricopriamo il tutto con paglia. Un locale fresco è il più indicato e non dobbiamo preoccuparci se i tempi d’attesa sono lunghi perché garanzia di qualità per il prodotto finale.
Consumiamoli a mano a mano che sono pronti perché il processo di fermentazione non si arresta e i frutti possono rapidamente degradarsi.
I tempi dell’ammezzimento variano da 15 giorni a un mese.

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