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Muri, scale, pavimenti...

di Anja Werner
  • Giardini
  • Giardini progettazione

Diamo una struttura al giardino: la tecnica e la corretta esecuzione dei lavori sono il presupposto per un futuro utilizzo piacevole e assente di problematiche

Spazi pavimentati troppo piccoli, o troppo grandi, o nel posto sbagliato, o troppo aperti o troppo chiusi; pavimenti con crepe, pavimenti che si muovono sotto i piedi; scarpate senza gradini, scale dal passo falso, orti che col maltempo diventano irraggiungibili, sentieri fuori mano mai utilizzati, ghiaia che si sposta sotto i piedi; muri troppo alti che opprimono e sentieri che dopo un ora di pioggia sprofondano nel fango; una lista negativa a cui si potrebbero essere molto più lunga...
Tutti conosciamo il fastidio quotidiano che ci creano situazioni del genere, soprattutto perché a volte il difetto non è così grave da richiedere un intervento deciso, ma neanche sufficientemente piccolo da non creare un permanente disagio nell’uso di ogni giorno.
Nei casi meno eclatanti spesso basta qualche piccolo aggiustamento, mentre in quelli più importanti, per risolvere definitivamente i problemi, può rendersi necessaria una decisa ristrutturazione del giardino, con una nuova impostazione di tutte le aree funzionali al suo interno.

Attenzione in fase di costruzione!
Più semplice invece il caso di un giardino ancora da costruire, quando le possibilità sono ancora tutte aperte. In questo caso, attenzione però, ai progetti standard per l’esterno che spesso l’impresa costruttrice fornisce (e in genere realizza) insieme al progetto della casa: dopo tanti anni, non ho ancora incontrato una sola impresa che occupi un professionista esperto in materia! La bozza per l’esterno viene spesso affidata a caso, in genere a qualche geometra dell’impresa e la tendenza è purtroppo quella del risparmio assoluto per superfici, materiali e strutture. Il colpo di grazia arriva infine dal vivaio “di fiducia” dell’impresa, che fornisce, sempre su precisa richiesta all’insegna del risparmio, un triste e poco appropriato assortimento di piante che viene poi collocato in modo raccapricciante sulla superficie a disposizione, con risultati finali deprimenti.

La logica dell’uso  
Per fortuna negli ultimi anni cresce l’informazione, la cultura, la passione per il proprio spazio verde e una maggior partecipazione al progetto, e i risultati s’incominciano a vedere.
Premettiamo che tutti i difetti sopra elencati con un buon progetto si possono evitare facilmente. Ma ancora prima del progetto, occorre una attenta valutazione delle aspettative, delle necessità e del gusto estetico personale del proprio giardino, cosa che spesso si dimentica anche quando si progettano gli interni! L’impostazione degli esterni deve poi essere sempre in armonia con gli interni dell’abitazione e l’ideale sarebbe che i due progetti nascessero contemporaneamente e in collaborazione. Il rapporto sia estetico che pratico tra salotto interno ed esterno, la logica di movimento tra cucina e posto pranzo all’aperto, la raggiungibilità tra cucina e posto dove raccogliere erbe aromatiche o ortaggi, la comunicazione tra lavanderia e posto esterno per stendere i panni, la vicinanza tra legnaia e camino da accendere, possono facilitare o complicare la vita di ogni giorno!
Lo stesso vale anche per la collocazione della piscina, specie se si dovesse rinunciare ad una struttura esterna di servizio e diventa indispensabile la vicinanza di un bagno e/o di un posto che possa fungere da spogliatoio.
Bisognerebbe inoltre prendersi il tempo di riflettere e di immaginarsi la propria vita nella futura casa. Se si ama fare colazione, pranzo o cena all’aperto, l’ideale sarebbe avere più spazi minimamente attrezzati allo scopo: la colazione è meravigliosa in un posto verso est, il pranzo in una posizione protetta dal sole troppo caldo, la cena più romantica con vista sul tramonto.
Un ruscello, un gioco d’acqua, un laghetto possono valorizzare in modo significativo la visione dall’interno sul giardino, perfino in inverno. Specie nel caso di ampie vetrate, la posizione si dovrebbe studiare con una visione interno – esterno.

Percorsi, sentieri, muri e scale
Percorsi, sentieri, muri e scale invece hanno un grande potere progettuale, che si può utilizzare a fini estetici e pratici. L’andamento, studiato bene, è in grado di escludere visivamente situazioni poco piacevoli o angoli di servizio nel giardino, e di condurre verso i punti più piacevoli che si desidera valorizzare.

Collegamenti pratici
Al contrario, per i collegamenti pratici, come per esempio: ingresso pedonale e carrabile – abitazione e garage, deposito attrezzi - giardino, legnaia - camino, lavanderia - stenditoio, sono sconsigliabili percorsi troppo tortuosi che costringerebbero ad accorciare il percorso, tagliando per il prato.

Camminamenti in pendenza
Da evitare anche situazioni di sentieri in salita a rampa, specie se si tratta di collegamenti importanti e/o di pendenze incisive. Il sentiero a rampa per un percorso primario è poco decorativo, faticoso da percorrere e tendenzialmente pericoloso: in caso di pioggia o di gelo, si trasformerebbe in una pista scivolosa e fangosa. Per facilitare il percorso e renderlo più sicuro, basta inserire qualche gradino in monoblocco, senza bisogno di costruire scale ovunque.

Erosioni e dissestamenti
Per evitare fastidiosi fenomeni di erosione e dissestamenti, occorre che le superfici pavimentate abbiano giuste linee di pendenza, con inserimenti di pozzetti di raccolta, linee di drenaggio a monte di muri, scarpate, scale e a fianco e traversali dei viali con forte pendenza. Si possono costruire anche muri a secco per contenere il terreno, ma si consiglia una leggera inclinazione verso monte e l’uso di geotessile in verticale dietro le pietre, per evitare il dilavamento della terra tramite gli interstizi. Le scale che tagliano un muro in due parti hanno bisogno di spalle che volgono verso monte e per scale e gradini posati a secco, è indispensabile un fondo spianato e vibrorullato, abbinato al controllo preciso della messa in bolla degli elementi.

Posa in cemento
Nel caso di posa in cemento, occorre fare attenzione alla qualità, colore ed esecuzione delle stuccature, poichè il pavimento più bello e più costoso può facilmente essere rovinato da stuccature grossolane, sbavature o colori sbagliati.
 
Le piante
Terminati i lavori di infrastrutture, le piante saranno una specie di vestito che esalta l’effetto complessivo: accompagneranno sentieri, ricadranno da muri e terrazzamenti, si arrampicheranno su pergolati, muri e strutture, tappezeranno scarpate, s’insedieranno nelle fughe dei pavimenti rustici. Per ogni situazione esiste la pianta giusta, ma questo è un altro capitolo.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.