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Meli antichi

di Massimo Fornaciari
  • Piante
  • Piante da frutto
  • ‘Rossa Fiorentina’ frutto di medie dimensioni, di colore rosso sulla facciata esposta al sole. La polpa è croccante e succosa. Frutti ottimi anche per la cottura, si raccolgono in ottobre.
  • Campanine
  • La ‘Campanina’ rispetto alla ‘Golden Delicious’ ha un aspetto sicuramente modesto: è piccola, non particolarmente bella. Solo assaggiandola se ne possono apprezzare le caratteristiche: la polpa è sempre croccante, gradevolmente dolce ed acidula. L’analisi dei frutti ha riservato alcune sorprese: rispetto alla ‘Golden Delicious’, la ‘Campanina’ presenta un contenuto di sostanze antiossidanti, preziose per contrastare l’invecchiamento e le malattie degenerative, superiore fino a quattro volte.
  • Al momento della raccolta (ottobre) i frutti della ‘Campanina’ si presentano quasi completamente verdi
  • Dopo la raccolta i frutti vengono disposti sul terreno. L’esposizione ai raggi solari e l’escursione termica tra il giorno e al notte, completano il processo di maturazione e fanno assumere ai frutti un’intensa colorazione
  • Dopo la fase di maturazione post raccolta i frutti della ‘Campanina’ acquistano un bel colore rosso vivo su quasi tutta la superficie. Si possono conservare senza problemi per diversi mesi in locali non riscaldati ed anche all’esterno. I frutti rimangono croccanti, la polpa è dolce elegermente acidula
  • La ‘Campanina’ si presta anche per diverse preparazioni: cotta al forno intera, utilizzata per composte e marmellate…. E’ anche molto adatta per l’essicazione. I frutti privati del torsolo si tagliano a fettine. Per evitare che perdano aromi o colore si possono scottare per 2 minuti in acqua bollente o cospargere di succo di limone. Poi vanno essiccati in forno per 7-8 ore, a temperatura moderata (40 max 50 gradi). Le mele essiccate si potranno conservare in scatole di plastica o metallo a tenuta ermetica, anche per alcuni mesi.
  • 07 annurca mele antiche IMG8149.jpg
  • ‘Annurca’: antica varietà della regione campana. La varietà originaria dopo la raccolta subisce un processo di post maturazione: le mele vengono disposte sul terreno sopra uno strato di paglia, protette da reti ombreggianti e in seguito girate per esporre tutta la superficie del frutto ai raggi solari. In questo modo si ottengono frutti ben colorati e si completa la trasformazione dell’amido in zuccheri. In ambiente domestico si può conservare anche 4-5 mesi.
  • ‘Calvilla Estiva’ originaria delle Francia. Matura alla fine di agosto. Buccia rossa, polpa biancastra. Albero di media vigoria e buona produttività.
  •  ‘Commercio’, varietà americana, molto produttiva a frutto grosso, di forma appiattita e colore giallo sfumato di rosso. La polpa bianco-crema a tessitura fine, di sapore discreto non troppo dolce e poco succosa. La raccolta inizia dalla metà di ottobre, i frutti si conservano molto bene. Si può consumare tal quale oppure previa cottura.
  • ‘Gambafina’ varietà piemontese. I frutti sono globosi, medio grandi, un po’ schiacciati, con buccia verde striata di rosso e con polpa piuttosto tenera, zuccherina, leggermente acidula. Matura a fine settembre inizio ottobre, la conservazione è limitata.
  • ‘Gelata’ o ‘Ghiacciata’. Vecchia mela di origine abruzzese a matura in novembre. I frutti sono di pezzatura media, la forma è tondeggiande o appiattita, di colore verde, con sfumature rosate nella parte soleggiata ed epidermide leggermente cerosa. La polpa è succosa, zuccherina e leggermente acidula. La denominazione di questa varietà deriva dal fatto che la polpa presenta spesso un aspetto “virescente”, simile a quello di frutti sottoposti al gelo. I frutti si possono conservare per tutto l’inverno. L’albero non è molto vigoroso, è abbastanza sensibile a ticchiolatura  ma più resistente a oidio.
  • ‘Lavina’ diffusa nella provincia di Modena. Frutto piccolo di colore verde, molto serbevole. La polpa è bianca, consistente leggermente aromatica e dolce. Si inizia a raccogliere dalla metà di ottobre in poi. E’ abbastanza resistente a ticchiolatura.
  • ‘Lazzerina’. Frutto di media pezzatura. Polpa croccante zuccherina e molto gradevole, serbevolissima. Matura completamente a marzo.
  • ‘Renetta Grigia di Torriana’, prende il nome dalla frazione di Torriana di Barge (Cuneo). I frutti sono di medie dimensioni, di colore giallo-verde totalmente ricoperti di ”ruggine” bronzata. Sapore dolce e leggermente acido, polpa fondente. Si raccoglie verso la metà di ottobre e si può conservare in ambienti domestici per 2-3 mesi. Ottima per il consumo diretto, ancor meglio se cotta al forno. L’albero è vigoroso, resistente al freddo invernale ed alla ticchiolatura.
  • ‘San Giovanni’. Varietà di origine toscana. Si raccoglie a fine giugno, il 24 giugno è appunto S. Giovanni. Come molte le varietà estive i frutti sono molto deperibili, e poco zuccherini, di medio calibro e forma appiattita.
  • ‘Tonina’. Albero di grande vigoria che produce frutti di grande pezzatura. La buccia colora di giallo oro con belle sfumature rosse, è un po’ oleosa e cosparsa di lenticelle. La polpa è croccante, acidula e parzialmente zuccherina. Si può conservare fino alla primavera.
  • ‘Calvilla Bianca’. Probabilmente di origine germanica, dove era presente in epoca medievale. Frutto di pezzatura medio grossa, di colore giallo-verde, leggermente rugginosa a livello del picciolo. Polpa soda diviene succosa a piena maturità. Il sapore del frutto è dolce, profumato e aromatico. Sono ottimi anche per la cottura e marmellate. Si raccoglie a fine settembre e può essere conservata per alcuni mesi. Varietà impollinatici ‘Abbondanza’, ‘Commercio’, ‘Golden Delicious’, gruppo delle Renette.
  • Uno dei “salvatori” della ‘Campanina’ è sicuramente il dott. Benedetto Bonomi. La sua famiglia ha da sempre coltivato questa varietà. A lui va il merito di aver riproposto al consumatore questa mela risvegliando anche l’ interesse commerciale della grande distribuzione.

 

Ultimamente sono diversi le iniziative a salvaguardia della biodiversita degli organismi viventi del pianeta. Poco più di un anno fa è stata costruita a Svabard, tra i ghiacci della Norvegia, una struttura che potremmo definire “banca del germoplasma”, dove ad oggi vi sono conservati oltre 400.000 campioni di semi, principalmente di specie coltivate, provenienti da 25 nazioni.

Il rischio dell’estinzione, infatti, riguarda anche i vegetali coltivati; in particolare molte vecchie varietà o specie minori, conosciute a livello locale, che con la globalizzazione dei mercati vengono sostituite da nuove selezioni diffuse a livello mondiale. Ogni singola varietà vegetale ha un proprio corredo genetico, che racchiude caratteristiche peculiari, da salvare e tutelare.

Considerando le piante da frutto, il patrimonio varietale di alcune specie è veramente imponente: presso la stazione sperimentale di East Malling (Ingilterra) sono conservate oltre 3500 diverse varietà di melo, mentre la produzione mondiale di quetsa specie è concentrata su pochi gruppi di varietà: ‘Golden’, ‘Red Delicious’, ‘Gala’ e poche altre.

 

‘Campanina’

Nella parte nord della provincia di Modena, la cosiddetta “bassa”, la ‘Campanina’ era una mela conosciuta e apprezzata fin dall’Ottocento. Il frutto, piccolo e verde, non era certo una bellezza ma aveva una grande pregio: si poteva conservare senza problemi per tutto l’inverno sia in locali domestici che all’esterno o, addirittura, sui tetti delle abitazioni. Così, ogni famiglia contadina, poteva contare su una scorta di campanine da consumare per tutto l’inverno.

Poi nel dopoguerra, con l’avvento del progresso, i gusti dei consumatori si sono evoluti, pretendendo frutti più dolci, grossi e di bell’aspetto. Pian piano la ‘Campanina’, come tanti altri frutti locali, è stata sostituita da nuove varietà come la ‘Golden Delicious’, la mela gialla che dagli Stati Uniti ha conquistato il primato mondiale.

 

La riscoperta

Ma alla fine degli anni novanta, dalle poche piante rimaste, alcuni agricoltori hanno iniziato a riprodurre nuove piante, riproponendo al consumatore questo frutto, e in pochi anni le caratteristiche della ‘Campanina’ si sono fatte apprezzare creando una richiesta di mercato, rilanciando la coltivazione e allontanando, almeno per ora, il pericolo che questa mela andasse perduta per sempre.

 

Vecchie ma buone

Come la ‘Campanina’ esistono tante altre varietà di mele che, dal nord al sud Italia, fanno parte di tradizione e cultura locali. Ciascuna di queste ha spesso caratteristiche differenti e particolari poiché selezionata in aree ristrette, quando gli scambi e i contatti erano limitati dalla distanza e difficoltà dei trasporti.

Generalmente le vecchie varietà sono maggiormente resistenti ai parassiti ed avversità ambientali poiché nel passato vi erano scarsi mezzi per difendere le colture e di conseguenza veniva fatta una “selezione naturale” moltiplicando quelle piante che meglio sopravvivevano.

Erano sconosciute tecnologie come la conservazione in “atmosfera controllata” (celle ermetiche in cui è possibile controllare temperatura, umidità e tenore d’ossigeno) che ai giorni nostri permettono di mantenere inalterate le caratteristiche di un frutto per quasi dodici mesi. Per queste ragioni in ogni frutteto non poteva mancare una varietà come la ‘Campanina’, che assicurava una scorta di mele per tutto l’inverno.

Molte di queste varietà sono ideali per il frutticoltore amatoriale poiché la loro rusticità ne facilita la coltivazione.

 

Non è facile trovare piante di varietà antiche di mele, ecco alcuni vivai specializzati:

Bassi – Cuneo, tel. 0171 40 21 49

Belfiore - Loc. S. Ilario Lastra a Signa (FI), tel. 055 872 41 66

Dal Monte - Brisighella (RA), tel. 0546 810 37

Maioli Piante - Salvaterra (RE), tel 0522 84 07 73

Omezzolli - Riva Del Garda (TN), tel. 0464 55 16 42

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Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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