Mela ‘Calvilla Bianca d’Inverno’Sinonimi Regina delle mele, mela stellare, mela del paradiso, cardinale bianca, mela lampone, mela bianca di Zurigo, ammirabile bianca ed altri cinquanta circa.
Inquadramento sistematico Famiglia Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae, genere Malus, specie Malus communis, varietà ‘Calvilla Bianca d’Inverno’.
Storia Autori di tutti i tempi descrivono o ricordano la ‘Calvilla Bianca d’Inverno’ come una delle più famose mele conosciute. Non a caso questa varietà è ritenuta la regina delle mele antiche. La famiglia delle Calville, secondo i famosi pomologi ottocenteschi dell’800 Diel e Lucas, è la prima delle quindici famiglie in cui furono classificate le mele. Di questa famiglia fanno parte la ‘Calvilla autunnale’, la ‘Calvilla rossa’, la ‘Gravenstein’, la ‘Calvilla d’Oullins’ e, ovviamente, la ‘Calvilla Bianca d’Inverno’, considerata la più rappresentativa. Le prime notizie storiche della varietà risalgono al XIV secolo, quando fu rilevata per la prima volta nella contea di Montbeliard, in Francia. Successivamente verrà notata anche in Svizzera, Germania e resto d’Europa. Risulta comunque coltivata nei più importanti pomari dei dintorni di Parigi, ai primi del ‘500, come mela di lusso, e, successivamente anche su più vasta scala (più di 500 ettari a spalliera). Anche in Italia la ‘Calvilla Bianca d’Inverno’ sarà ben apprezzatata e coltivata soprattutto in Piemonte e nelle altre regioni del Nord. Giorgio Gallesio la annovera tra le mele piemontesi dei primi dell’800 e Garnier Valletti riprodurrà con il suo particolare metodo ben dieci calville diverse tra cui spicca la nostra regina delle mele ed una particolarissima ‘Calvilla Panachèe’ (a strisce gialle e rosse). La ‘Calvilla Bianca d’Inverno’viene coltivata anche in Trentino fino agli anni ’70 e sempre considerata finissima mela da tavola, varietà di lusso, ricercata anche nella preparazione delle confetture più scelte. Non dovrà quindi mancare in un frutteto di varietà antiche e storiche che si rispetti.
L’albero Essendo la Calvilla una varietà selezionata dall’uomo, anche se in antica data, si può riprodurre solo per innesto. Considerata la sua non eccessiva esuberanza, consigliamo di innestarla su portinnesti di media vigoria, che sono senz’altro i più affini e quelli che meglio si associano alla varietà. Sono quindi da evitare portinnesti troppo deboli e selvatici troppo vigorosi. Le calville risultano mediamente resistenti agli agenti parassitari, di conseguenza il coltivatore dovrà intervenire nel corso dell’anno con qualche trattamento. Si consiglia un intervento con poltiglia bordolese alla caduta delle foglie e con ossicloruro di rame alla ripresa vegetativa, per difendere le piante dalla ticchiolatura a cui sono in parte soggette. E’ consigliabile anche un trattamento contro la Carpocapsa con eventuali antiparassitari naturali. Può essere di buon aiuto, anche per meglio preservare i frutti durante l’autunno-inverno, una buona passata di propoli da effettuare 20-30 giorni prima del raccolto che avviene a metà-fine settembre. I frutti si potranno così conservare fino a marzo-aprile. Ritornando all’albero, esso ha una forma globosa e appiattita con rami diritti e mediamente robusti. Gemme tomentose e brindilli bianco argentei, foglie grandi, lucide, ricche di peluria nella pagina inferiore. Il frutto ha la classica forma molto irregolare, schiacciato, costoluto a spicchi con cavità peduncolare generalmente rugginosa. La buccia è gialla intensa con macchie di ruggine, e ricorda vagamente una cotogna; ha sfumature più chiare e qualche sfumatura rossa all’insolazione. La polpa è fine, di primo merito, tenera, succosa, dolcemente profumata di cannella e con sentori di fragola e lampone.
Cure colturali Per ragioni legate alle sue origini, il melo è in genere una specie amante del freddo, quindi rifugge luoghi secchi e siccitosi. Ama per contro i terreni di buona struttura anche in parte argillosi dove dà i migliori frutti ed ubicazioni parzialmente ventilate. Le buche dovranno essere grandi con adeguata concimazione di fondo. Ogni pianta, al momento dell’impianto, dovrà essere provvista di un tutore. La Calvilla rispetto alle altre mele non fa differenza.
Valori organolettici e nutraceutici Piace molto la Calvilla: con la sua polpa morbida, dolce e aromatica, incontra notevoli favori da un punto di vista organolettico . Nel contempo è dimostrato che risulta la mela più ricca di vitamina C (35mg/100gr) e di primissimo piano per tutti gli altri valori nutraceutici. E’ consigliata per il consumo fresco e per la cottura dove fa da concorrente alle migliori renette.
Ugo e Giacomo Fiorini VIVAI BELFIORE Loc. S. Ilario 50055 Lastra a Signa (FI) Tel e fax: 055 8724166 Cell.347 5900869 - 338 3156669 |
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