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Malattie delle Kalanchoe

di Mario Ferrari
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  • Kalanchoe (Foto Alessandro Mesini)
  • Marciumi basali della Kalanchoe (Foto Mario Ferrari)
  • Mal bianco della Kalanchoe (Disegno di Marcello Parisini)
  • Ruggine della Kalanchoe (Disegno di Marcello Parisini)


 

Le Kalanchoe sono piante succulente appartenenti alla famiglia delle Crassulaceae, originarie del corno d’Africa e del Madagascar, molto utilizzate come piante fiorite per ornare gli interni delle nostre abitazioni. Si tratta di piante generalmente di facile adattabilità, ma che in ogni caso possono andare incontro ad alcune alterazioni di natura parassitaria e non parassitaria.

 

Marciumi basali

I marciumi basali provocati dai funghi Phytophthora nicotianae f.s. parasitica e Phytophthora cactorum sono tra le malattie più frequenti. Si manifestano nella parte basale dei fusti, al limite con il colletto, dove compaiono delle degenerazioni molli dei tessuti erbacei accompagnati da alterazioni cromatiche bruno-nerastre e che tendono ad estendersi verso l’alto. Possono interessare anche le foglie carnose ed i germogli ed in ogni caso portano al collasso le piantine colpite.

Tecniche di controllo

Questi patogeni sono favoriti da ristagni di acqua nel vasetto e da squilibri idrici (periodi di prolungata carenza di acqua seguiti da innaffiature troppo abbondanti), pertanto è bene evitare queste condizioni predisponesti; inoltre la carenza di illuminazione degli ambienti costringe queste piante a forzate filature con indebolimento dei tessuti che risultano così più sensibili all’attacco da parte dei patogeni e comunque recettivi anche a marciumi fisiologici di natura non parassitaria. Una lotta diretta a questi funghi è proponibile solo in condizioni di coltivazione, impiegando dei fungicidi come il Propamocarb ed alcune Acilalanine (Metalaxyl e Benalaxyl).

In appartamento per evitare l’insorgenza del fenomeno, è sufficiente evitare squilibri idrici, evitare un’eccessiva umidità dei substrati e fornire una corretta illuminazione degli ambienti.

 

Mal bianco

Le piante di Kalanchoe possono inoltre essere colpite da mal bianco (oidio). I funghi responsabili sono diversi, tra i più frequenti: Oidium calanchoeae, Sphaerotheca humuli e Sphaerotheca fusca. La malattia inizia a comparire in condizioni ambientali caldo-umide, che generalmente si realizzano anche in appartamento durante la stagione estiva. Si manifesta a carico delle foglie carnose, su entrambe le pagine, con aree, anche vaste, ricoperte di una patina polverulenta bianco-grigiastra; in seguito i tessuti colpiti subiscono alterazioni cromatiche e della consistenza: diventano prima clorotici, poi tendono ad appassire e ad avvizzire, assumendo una consistenza stopposa e un colore brunastro. L’infezione può interessare anche i fiori che, se colpiti, non si aprono e mummificano rivestendosi di una tipica polverina bianco-grigiastra.

Tecniche di controllo

Il controllo del mal bianco deve essere effettuato al manifestarsi dei primi segni dell’infezione, anche in appartamento, irrorando le piantine con Zolfo o con antioidici endoterapici quali ad esempio i Triazoli (Bitertanolo, Penconazolo, Propiconazolo, ecc) registrati per l’uso in ambito domestico (devono essere PPO).

 

Ruggine fogliare

Inoltre tra gli agenti di malattia delle Kalanchoe vale la pena ricordare Puccinia grandalli, un fungo agente di ruggine fogliare che si manifesta, a carico della vegetazione, attraverso la tipica manifestazione delle ruggini: formazione di piccole aree depigmentate o giallastre in corrispondenza delle quali si formano pustole in rilievo di color giallo-arancio o ocra. La foglia infettata va incontro a parziali necrosi e a disseccamento. Generalmente però gli attacchi sono sporadici e molto localizzati per cui il danno è relativo e non tale da giustificare interventi diretti.

 

Altre malattie della Kalanchoe 

Le Kalanchoe infine possono essere colpite da altri agenti di malattia in modo più o meno sporadico, in funzione delle condizioni ambientali e dello stato fisiologico delle piantine:

  • una micopatia che produce aspecifiche necrosi e disseccamenti delle infiorescenze e delle foglie, peraltro piuttosto infrequente in appartamento, di cui è responsabile il fungo Stemphylium floridanum f. sp. Kalanchoae
  • marciumi molli batterici provocati dal batterio Erwinia carotovora vr. carotovora che si manifestano con disfacimento molle e maleodorante dei tessuti colpiti
  • il tumore batterico da Agrobacterium tumefaciens che si manifesta con la formazione di piccole protuberanze irregolari al colletto e sulla radice con compromissione dell’assorbimento e del trasporto linfatico
  • collasso delle piantine provocato dal fungo Fusarium oxysporum che colpisce i tessuti conduttori del fusto e delle radici producendo necrosi localizzate e morte delle piante infettate         
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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

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Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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