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Magnolia stellata ‘Silvia’

di Francesco Vignoli
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  • Magnolia stellata ‘Silvia’
  • Magnolia stellata ‘Silvia’

 

Il vivaismo italiano in generale, e quello pistoiese in particolare, è molto forte e con un certo orgoglio possiamo affermare che molti dei giardini costruiti in Europa e nel bacino del Mediterraneo sono realizzati con piante made in Italy. Purtroppo non è la stessa cosa per quanto riguarda la ricerca e l’introduzione di nuove varietà, all’appannaggio di olandesi, francesi, inglesi e, oltre oceano, di statunitensi, neozelandesi e giapponesi. In Italia c’è un grande vuoto e sono pochissimi i vivai che si dedicano alla ricerca del nuovo. E’, quindi, con grande piacere che presentiamo una bella e nuova varietà di Magnolia stellata selezionata da Danilo Bonacchi, un vivaista pistoiese di vecchio stampo, tanto conosciuto e stimato tra i vivaisti italiani ed europei, quanto sconosciuto al grande pubblico a causa del suo carattere schivo e alieno da ogni mondanità. Il suo vivaio sembra la fucina di un apprendista stregone - giardiniere, tante e tali sono le varietà, le collezioni e l’assortimento che vi si possono trovare. Una delle sue grandi passioni è raccogliere ogni anno semi di tutti i generi, seminarli e vedere cosa succede, moltiplicando così all’infinito le probabilità offerte dalla natura.

 

Una semina fortunata

Fu proprio in seguito ad una fortunata semina di magnolie che, alcuni anni fa, nacque e venne individuata una Magnolia stellata dalle caratteristiche nuove e quasi eccezionali. Dopo anni di osservazione e di selezione, il suo scopritore si è finalmente deciso a brevettarla e ad assegnarle un nome:  Magnolia stellata ‘Silvia’.

 

Caratteristiche

Questa nuova varietà differisce dalla Magnolia stellata per i rami robusti, il portamento compatto, ma soprattutto per i numerosissimi fiori di un bianco assolutamente puro i cui tepali, grandi e carnosi, sono in numero da 45 a 55 per fiore, contro i 18 - 25 della specie tipo. I fiori rimangono ben serrati in modo che, per quasi tutto il tempo della fioritura, che è più lunga del normale, mantengono una forma rotonda e l’ovario e i pistilli si scoprono solo al momento della completa sfioritura. Inoltre i fiori non vengono danneggiati dalle piogge primaverili, facili in questa stagione, mentre purtroppo sciupano la fioritura di Magnolia stellata e di molte altre varietà.

 

Un fiore bianco dal futuro roseo

 Magnolia stellata ‘Silvia’ ha tutte le carte in regola per avere un meritato successo nei giardini italiani ed europei. Il suo reperimento non sarà facile, dato che è stata brevettata nel 2004, ma se troverà posto nel nostro giardino, ad aprile, ci farà godere la sua stupenda esplosione di bianco. 

 

Note colturali

La coltivazione è uguale a quella delle altre magnolie da fiore: vuole terreni freschi e fertili, un poco acidi, posizioni riparate dai venti. Le potature devono essere limitate al minimo indispensabile e le malattie sono quasi inesistenti.

 

Un consiglio

Tutte le magnolie in generale, e il gruppo delle cultivar appartenenti al genere M. stellata in particolare, sono suscettibili al trapianto. All’acquisto è meglio optare per piante coltivate in vaso o, se offerte di zolla, richiedere al fornitore le più ampie garanzie.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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